Strip
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06 . 02 . 2016

Tanto, tanto cattiva

Gödel & Clara, i poli opposti dell'antitesi antica come l'universo, si fronteggiano ancora nella strip odierna: stavolta nella veste del Programmatore Inacidito e dell'Utente Sprovveduto.
Ora che l'Anno Lunare della Scimmia è finalmente giunto, possiamo lasciarci alle spalle le nostalgie dell'anno passato, dopo svariati editoriali dedicati ai giochi del 2015, e proiettare i nostri sogni e le nostre speranze sull'anno 2016 prossimo venturo.

Anche perché tra un po' sarà finito anche questo.

Nel nuovo anno però le mie ossessioni rimarranno sempre le stesse, come si addice ai vecchi, perché questo sarà l'anno di un nuovo Final Fantasy.
Era da un po' che il sacro nome non compariva su queste pagine, e ritrovarlo scritto mi fa bene all'anima. Nei giorni scorsi è stato presentato un nuovo filmato di Final Fantasy XV che mostra il nuovo sistema di combattimento, riveduto e ampliato rispetto a quanto visto nella demo di un sacco di mesi fa.
Sono novità che ci fomentano tantissimo, così come l'interfaccia grafica ridisegnata e l'annuncio commovente di una modalità Galleria per visionare illustrazioni e modelli tridimensionali... speriamo che questa funzione imprescindibile sia all'altezza dell'Enciclopedia di Final Fantasy XII, straordinariamente ricca di personalità e scritta bene come non si era mai visto in questa serie o in altre.
Sempre nel video possiamo cogliere per qualche frazione di secondo, immersa nelle tenebre e dissimulata da pesanti sfocature di movimento, la misteriosa Dragoniera oscura che tormenta i nostri sogni sin da quando la vedemmo in qualche illustrazione nel 2007 o giù di lì, quando il gioco si chiama ancora Versus XIII.
Inutile dire che questa fanciulla in armatura nera, probabilmente tanto, tanto cattiva ha catturato l'attenzione di tutti, e porterà al fiorire di un'intera industria di materiale pervertito basato su di lei... risollevando la stagnante economia del Giappone e portando, da sola, una nuova era di prosperità per il glorioso impero nipponico.

Lo-Rez: arte, storia, web design
06 . 02 . 2016

Andrà tutto bene

E' sempre misterioso il modo in cui gli utenti reagiscono alle domande delle interfacce, ma quanto leggiamo in questa strip potrebbe essere forse una delle spiegazioni più plausibili a disposizione. In fondo, molto spesso, l'ottimismo fa parte dei nostri meccanismi di autodifesa, per cui è facile convincersi che il simpatico messaggio apparso sullo schermo non voglia farci del male e quindi gratificarlo con un OK è un gesto di gentilezza che porterà vantaggio al nostro karma. Tutto questo karma, poi, verrà rapidamente speso per evitare che la persona a cui chiedermo aiuto perché "ah non so il computer si è rotto da solo io non ho mica fatto niente" non ci uccida.

Eppure questo atteggiamento monolitico di ottimismo è consolidato solo nel mondo informatico, perché al di fuori di esso, in realtà, nutriamo solitamente grande diffidenza. Come mai? Perché ci sono realmente poche cose che ci spaventano più del mondo informatico e quindi quest'ottimismo "difensivo" diventa una necessità. E' un po' come per i tizi del film horror, che nonostante tutto continuano a infilarsi in vicoli bui, scendere scale pericolanti o affrontare foreste insidiose continuando a ripetere in giro "non c'è nulla che possa farci del male". Anche quello, a suo modo, è uno spavaldo premere OK a caso, con la differenza che lì, abbastanza rapidamente, giunge una superiore giustizia che porta morte e distruzione. Quando gli utenti si trovano davanti dell'informatica è come se avessero davanti un corridoio buio e minaccioso che devono comunque giocoforza affrontare. E' quindi naturale che continuino a ripetersi che andrà tutto bene qualunque cosa facciano

Questa settimana mi sono trovato davanti un cryptolocker. Non sul mio computer, ovviamente, ma comunque l'ho toccato con mano. E' una creatura affascinante e terribile, è un nuovo step evolutivo del male dell'informatica. Prima di cryptolocker il mondo dei virus si limitava ad affinare e migliorare le proprie tecniche di penetrazione, ma una volta aperta la macchina mostrava poca immaginazione rispetto cosa farsene. Cryptolocker, di fronte, mostra una reale intelligenza predatoria, somma alle sue capacità di infiltrazione una componente psicologica che massimizza il danno, ma anche una notevole raffinatezza. Cryptolocker non danneggia semplicemente il tuo computer, lo rivolta come un calzino e allo stesso tempo si premura di tenerlo in vita, perché in questo modo sa di poter avere un qualche ascendente su di te. Infine, ha anche trovato un modo diretto e efficace per trasformare la sua azione in denaro.

Cryptolocker è il reale mostro horror che si aggira per la foresta dell'informatica. E' quella cosa in più che arriva per motivi strani e che fa cominciare la gente a morire. Gli utenti sono gli attori del film, assolutamente aderenti al loro ruolo. Si aggirano ignari, quasi felici, ogni tanto urlano un po' quando si accorgono che qualcosa è strano, ma poi continuano a comportarsi stupidamente. E quando sentono un rumore, quando gli pare di notare che qualcosa non va, vanno a controllare senza la minima precauzione. Tanto andrà tutto bene, no?

“Everybody dies here. It's just a rule. Death, taxes, more death. And I don't pay taxes, so all I know is death.”

Cymon: testi, storia, site admin
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