Strip
748
09 . 01 . 2016

Fa ancora male

Anche quest'anno abbiamo completato con successo la transizione da un calendario all'altro, ma non abbiamo celebrato come nostro solito su queste pagine perché i nostri pensieri, miei e di Cymon, erano tutti assorbiti dalle Guerre Stellari.
Almeno però ci sono stati ugualmente editoriali malinconici a sufficienza, nelle settimane che hanno preceduto la grande Traversata 2015-2016. Bene, perché non so se ho finito di parlare di Battaglie tra gli Spazi Stellari: il Settimo Episodio.

Cioè no, non ho finito. Come notava C. la volta scorsa, anch'io sono rimasto profondamente avvilito dall'assenza di nuovi design di astronavi. Non tanto da scoppiare a piangere in sala al termine della proiezione, ma c'è mancato poco. Abbiamo avuto un solo mostro nuovo. L'unico pianeta non riciclato è scialbo come il parco dietro casa tua. C'è poco da stare allegri.
La barista gialla preferisco rimuoverla dalla memoria, sarà il Jar Jar Binks di questa generazione. È un segno dei tempi piuttosto curioso se la principale fonte di saggezza per le masse del 2015, questa nuova Yoda ma gialla invece che verde, non è una monaca eremita: è una barista.

Si capisce che è saggia, bambino, perché ha gli occhiali spessi come tua nonna.

Almeno il design della femmina umana protagonista, come ebbi a dire la prima volta che fu presentata al mondo, è ottimo, è stupendo senza riserve. Al termine del film cambia l’abbigliamento ma quasi per nulla, è solo questione di mettersi le stesse identiche cose ma di calda flanella grigia invece che di lino bianco da deserto. Almeno in questo caso specifico, la totale mancanza di immaginazione di questo film (che dopo aver riciclato tutto arriva a riciclare se stesso dopo nemmeno due ore) è una cosa buona.
In occasione di quel primo trailer ebbi a dire che non avrei guardato il film alla sua uscita; mentivo anche a me stesso. Ora sono contento di averlo visto. Il nuovo Guerre Stellari fa male solo dopo, quando ci ripenso. E allora basta pensarci: è solo una cosa in più che il tempo si occuperà di seppellire.

Ci sarebbe ancora da adempiere al nostro sacro compito di inizio anno: enumerare i videogiochi del 2015 che mi sono piaciuti di più, non tanto per averli giocati (non scherziamo) quanto per la loro arte. Ma non ne ho le forze, devo rimandare alla settimana prossima.
Rimandare è sempre un errore, me ne rendo conto, e chissà cosa ci riserverà il futuro prima della fantomatica Settimana Prossima... ma dopo 15 anni che facciamo questa roba, tendiamo a dare per scontate certe cose. Forza dell'abitudine.

Lo-Rez: arte, storia, web design
09 . 01 . 2016

La forza degli altri

Come avevo preannunciato, dedico anche questo editoriale al Risveglio della Forza, non tanto per guardarci dentro, quanto per guardare fuori di noi, cosa ne pensa il mondo.

Mi ha un po' deluso Zerocalcare che si chiama fuori dalla mischia. Non fraintendetemi, la gag della spada laser (COSI' PERO' VINCE L'ISIS, EH) è bellissima, ma sembra tirata in lungo proprio per evitare di esprimere un giudizio, che è sintetizzato con un "bello" piuttosto timido. Sia che il film abbia esaltato sia che no, ce ne sarebbero stati un mucchio di spunti più "intensi" da sfruttare, quindi mi suona proprio tutto come una scelta per tenere un basso profilo (non così stupida, considerando che io avrei anche qui il buono da rimandargli indietro).

Ovviamente, invece, Leo Ortolani non delude, ma d'altronde lui ha iniziato la campagna contro il film all'incirca quando la ho iniziata io e partendo all'incirca dagli stessi presupposti. Il suo articolo non è tra i migliori, ma è evidente che la carica per scrivere la ha spalmata praticamente su ogni trailer e ogni notizia uscisse sull'argomento quindi è ragionevole. Il mazzo di fiori accanto alla statua di Lucas, però, è un'immagine molto delicata. C'è anche una seconda strip molto più intimista e metacinematografica, che riporto qui per completezza.

Passiamo agli articoli scritti. Esistono diversi articoli che consacrano questo episode VII come il migliore di tutti. Sono ovviamente dei bug nel sistema, anche perché questo non può essere vero non tanto da un punto di vista artistico, quanto da un punto di vista storico. Tutto quello che è Episode VII lo è in funzione degli altri, quindi non può superarli. Questo tipo di atteggiamento è di solito comune tra quelli che "non c'erano" e che, incapaci di accettare il fatto continuano a credere di stare in un'epoca migliore di quella in cui effettivamente vivono. Sfortunatamente sono una quota statisticamente rilevante dell'internet (che è popolata principalmente da under 30) che quindi hanno facilità a far sentire la propria voce.

Recchioni a me sta sulle balle da un bel po', perché il suo essere controcorrente è solitamente un atteggiamento, però la sua recensione è condivisibile. Quello che afferma è che VII non rischia niente, mentre la seconda trilogia ha rischiato tutto. Su internet, comunque, è stato forgiato da poco un ottimo strumento per chiudere dibattiti intelligenti di questo genere, ovvero la reductio a JarJar. Pur di parlar male di Episode VII dici che la seconda trilogia è bella e quindi sei un hater ipocrita e voltagabbana. Come tutte le reductio è solo un argomento ottuso, come tutti gli argomenti ottusi è un'altra cosa che in rete funziona molto.

I 400 calci tengono un atteggiamento a dir poco cerchiobottista: il film non è bello però è uno Star Wars allora è bello. Ci sarebbero cose sbagliate, che non diciamo, però tanto mica si poteva fare di meglio e poi ci piaceva avere qualcosa di bello con Star Wars. Sfrutta poi l'altra faccia della medaglia della reductio a JarJar: l'intercalare è sempre e comunque "Episode I fa cagare" che è una frase strappa-applausi che funziona sempre.

Usciamo un po' dal greve campo dei commenti, qui e qui ci sono due bei pezzi sullo storytelling, su come si compenetrano col cinema hollywoodiano e su come si relazionano col mondo di Star Wars. Si possono considerare crudi pezzi che smontano la macchina dei sogni, ma credo che affrontare il cinema con l'ingenuità di un tempo non abbia più granché senso. Sotto certi punti di vista giustificano la scelta rasente il reboot di Geigei, sotto altri dimostrano che seguire pedissequamente certi schemi è precisamente la morte della creatività e il trionfo dell'industria. Comunque vogliate vederli sono pieni di ottimi spunti.

A chiusa di questo excursus sul "dicono di loro" non posso che arrivare le parole di Lucas sugli schiavisti bianchi, ritrattate giusto in minima parte. La tentazione è schierarci a spada tratta con lui e sostenerlo, ma non possiamo dimenticare che è pur sempre l'uomo che abbiamo chiamato per anni in questa sede "ciccione canuto". Ha ragione, naturalmente, ma la difesa della purezza è un po' tardiva, in fondo né la soluzione Disney del grande riciclo né la sua del grande glitter erano corrette. La sua, forse, aveva un maggior senso dal punto di vista filologico, ma comprendeva comunque una larga dose di arroganza che non possiamo tutt'oggi perdonargli. E' piuttosto squallido, invece, il linciaggio che i fan del nuovo episodio hanno deciso di avviare sulla base di queste parole. C'è veramente una torma impressionante di grandi appassionati dell'ultim'ora che stanno letteralmente piegando la realtà al loro volere e ricostruendo la realtà per dare sempre a torto a quello che, volenti o nolenti, rimane tutt'oggi il padre della saga. La sensazione, per quelli come me che amavano Star Wars quando si chiamava Guerre Stellari e non se lo filava nessuno, è proprio quella della fine di un'era, quell'attimo crepuscolare in cui bisogna fare i bagagli e andare a trovare rifugio in lontani asili, dopo non parlare più con nessuno.

Ergo, conigli, i pochi sopravvissuti a questo nuovo articolo fiume, nessuna indicazione su come sopravvivere? Vi dico la mia: approfittando dei saldi di Steam ho comprato Jedi Knight II che rimane tutt'oggi la miglior esperienza di spada laser mai realizzata (con Academy, suo diretto seguito). E' figo, ha tutta l'atmosfera che vorrei da un film di Star Wars e ha una scena con Skywalker dove lui è carismatico e evocativo. E, sia chiaro, per ottenere la spada laser prima devi letteralmente piangere sangue per una decina di ore di gioco, facendoti un culo così. Non che arriva una vecchia, te la da in mano e tu subito che infiocini Stormtroopers.

“I'm not a jedi. I'm just a man with a lightsaber”

Cymon: testi, storia, site admin
Precedente Successiva

Follow The Rabbit © 2001 Simonazzi /Farè
Tutti i contenuti del sito sono su licenza Creative Commons
All'inseguimento del Coniglio Bianco sin dal 2001 — Tanto Non Lo Facciamo Per Voi™
XHTML1.0 Strict, CSS2.0, DOM1, RSS2.0