Strip
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02 . 01 . 2016

Spade laser

Guerre Stellari è la storia di gente presa male che non è capace di usare le spade laser.

Uno c'ha la scusa che è vecchio, quell'altro è mezzo invalido, il biondino s'è allenato un pomeriggio e sarebbe come pretendere gli addominali a tartaruga dopo una settimana di palestra... vabbé. Insistere con questo patetico sfoggio di inettitudine anche nel nuovo episodio, però, è irritante.
Non c'è niente da fare, la spada laser era davvero un'arma per epoche più raffinate della nostra: al giorno d'oggi se ti capita per le mani puoi solo menarla qua e là come un fabbro, senz'arte, senza poesia. Uno è già fortunato a trovare una spada laser decente, di questi tempi... Proprio non le fanno più come una volta. Il buffone mascherato se ne è fatta una che è già un miracolo se non gli scoppia in faccia: sul serio, Snoke, cosa caspita gli insegni a questi giovinastri?
Potremmo tentare di razionalizzare così la sonora sconfitta del pagliaccio emo per mano di una zingarella senza addestramento: lei aveva la spada blu, quella originale costruita da Anakin come Yoda comanda, senza dubbio molto più potente dell'accrocchio instabile messo insieme da Kylo.

Ecco, ci vuole questo genere di contorcimenti spudorati per trovare un filo logico nella sequenza di eventi mostrata in questo nuovo episodio. Proprio come negli episodi vecchi. O forse un pochino di più.
Ma non c'è nulla di male: non c'è nulla di male, non dobbiamo essere tristi. La sospensione dell'incredulità è una tecnica in cui siamo maestri, a cui siamo portati per natura. Non saremmo disperatamente sfigati come siamo, altrimenti. È un tratto che condividiamo con i bimbetti a cui è rivolto questo film.
E allora va tutto bene; fin che dura lo spettacolo ne siamo ipnotizzati, e il fanciullino che è in noi si diverte. I postumi di questo spettacolo sono una brutta bestia, naturalmente, ma sul momento non dobbiamo preoccuparcene. Chi pensa ai postumi del giorno dopo non si diverte mai.

Quando un film è così atteso, ogni commento diventa commisurato soltanto alle aspettative con cui siamo andati al cinema. Per quanto mi riguarda, sono solo un po' amareggiato perché ho visto un film tanto carino ma ancora in braccio alla mamma: spero che i prossimi troveranno la forza di reggersi in piedi da soli.
Mi piace accostare questo Episodio VII al film migliore uscito quest'anno, che è Mad Max: Fury Road. Quello è un film capace di diventare un classico con le sue sole forze. Ogni scena porta con sé un sapore epico, una nostalgia istantanea come se si trattasse di un capolavoro degli anni '80 che abbiamo visto e rivisto... Invece è un film semplicemente ben fatto, e nell'anno 2015 questo ci sembrava incredibile.

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02 . 01 . 2016

Lo spoiler dell'odio

Beh, non si poteva ritardare oltre.

E' inutie che riassuma, come ho fatto in altri casi, quali fossero le aspettative con cui mi sono presentato al cinema (2D) per vedere finalmente Il Risveglio della Forza. La campagna dell'odio è qualcosa che qui a FTR portiamo avanti da un tempo lunghissimo e spiega le mie emozioni abbastanza nel dettaglio. Nel tentativo di apparire ai vostri occhi di mentalità più aperta di come vi aspettate da me, vi dirò anche che i primi cinque minuti del film mi avevano quasi convinto che si poteva anche dare alla pellicola una possibilità. I primi cinque minuti di un Star Wars sono un mondo a sé, con la scritta che scorre, la fanfara, ma soprattutto con quel momento magico che fa si che il cinema si riempia solo di un cielo stellato e che il cielo stella scompaia poi dietro grosse astronavi. Se vogliamo quello è Star Wars più di tutto il resto della saga, universo ristretto e espanso e tutto il resto.
Continuiamo con la pacatezza: se stessimo parlando di un film di fantascienza qualsiasi, con delle astronavi, alieni e delle buffe spade che splendono, il mio giudizio non sarebbe crudele. La fattura delle immagini è buona, alcuni personaggi sono fatti bene, c'è un ottimo Harrison Ford che sembra aver ritrovato la verve dei suoi vent'anni e ci sono tanti combattimenti divertenti. Insomma, è un film migliore di un Guardiani della Galassia, tò, una pellicola di svago con cui passare un paio d'ore una sera che non ci sono partire in TV.
Beh, però adesso basta con la bontà natalizia.

La storia del cinema è piena di inutili seguiti girati unicamente per raccogliere soldi. Vengono progettati, fanno sognare i fan del film originale, fanno parlare di sé, poi escono e raccolgono alterne fortune, a seconda di come sono stati usati. Spesso riescono solo (e magari non completamente) nel loro intento principale che è fare soldi facili. E' una logica che si è consolidata col cinema commerciale, se siete dei puristi del cinema artistico o di cult per voi sarà solo un discutibile rumore di fondo, se siete degli appassionati di fandom o comunque di cultura pop potreste trovarvi dentro messaggi più ricchi, anche se magari più giocosi, niente di serio, insomma.

Questa affermazione, però, è ritenuta unilateralmente una bestemmia parlando della saga di Star Wars. Perché? Perché le logiche del cinema commerciale Star Wars le ha inventate e non gli si possono applicare. Star Wars è il motore immobile del cinema commerciale, può crearlo, ma, ontologicamente, non può subirlo.

Lucas lo sapeva, la seconda trilogia, o trilogia maledetta, o trilogia di Jar Jar, o trilogia miodioimieiocchisanguinano era il risultato di un ragionamento complesso, complicato quasi, che ne individuava la necessità in un arzigogolato piano creativo pluriennale. Addirittura, la seconda trilogia non era un sequel, ma un prequel, qualcosa di quasi mai visto cinematograficamente (il Re Scorpione è un dettaglio...) e infinitamente più complesso da gestire.
Poi, si, ok, era fatta anche maluccio.

Questa terza trilogia quindi non ha senso sia un semplice riciclo delle cose belle del passato rimesse in pista. Anche perché le cose del passato hanno trent'anni e sono ingrigite (o inchiattite, parlando di Leila), non si può sperare di rimetterle in circolo e ottenerci qualcosa di buono. E invece questo è esattamente quello che hanno fatto sapendo di poterla fare franca. Perché il pubblico è vulnerabile.
Star Wars Il Risveglio della forza è un rimpasto, si sente il sapore dell'opera originale, ma si nota quel senso di riscaldato. Stessa trama, stesse meccaniche, stessi colpi di scena. Persino la pellicola, pur moderna, ha uno straniante senso di anni 80 che lascia perplessi, una volta che è passato l'effetto nostalgia. Si poteva montare questo nuovo film con l'avanzo del girato dei vecchi e non si sarebbe notata la differenza. Eppure no, la campagna dell'odio non vede qui il suo acme, anche questo era perdonabile.

Quello che risulta orribile, di questo film, è il modo in cui è stato maltrattato e stuprato l'immaginario di Star Wars, il modo in cui le cose sono state giustapposte su uno scenario di cartapesta senza il minimo amore, la pressapochezza con cui è stato realizzato l'universo. Innanzitutto questa ottusa idea del grande reset, che sostanzialmente riporta la situazione all'inizio di Episode IV, con un nuovo impero fortissimo e dei ribelli sostenuti da un'inesistente Repubblica. Se anche non vogliamo fare le pulci alle meccaniche storiche che possono aver portato a una situazione del genere, da un punto di vista strettamente narrativo è assolutamente una bestemmia che si sia riavvolto il nastro con una tale leggerezza, lasciando dei vaghi riferimenti a Repubbliche e quant'altro giusto per dare l'impressione che sia passato del tempo.
L'intera mistica dei Jedi, poi è stata buttata giù per il cesso senza che toccasse i bordi. E, perdonatemi, la mistica dei Jedi è tutto quello che veramente mi interessa di Star Wars, parlandone a titolo personale. In fondo ho odiato visceralmente la seconda trilogia quando ha messo dozzine di Jedi a far sbirluccicare spade laser in un'arena con dei droidi, ma l'ho amata durante quasi tutti i combattimenti di spada laser. In questa nuova trilogia abbiamo un cattivo che apparirebbe patetico anche nel remake di Dawson's Creek. No, non combattuto, patetico. C'è un profondo baratro tra i due termini e se volete descrivere Kylo Ren usando il primo in quel baratro ci siete caduti di testa. Poi c'è questa simpatica demistificazione del concetto di spada laser. Le spade laser non sono semplicemente armi, nei film precedenti, sono veri e propri personaggi. In questo film, a parte ritrovare una fantomatica spada laser nella cantina dei segreti di Harry Potter, l'impressione è proprio che qualunque personaggio possa brandirla e, soprattutto, farci qualcosa. Questa è una incredibile idiozia. Perché una spada laser rimane una spada, un flusso di energia che taglia cose, taglia, quindi se sei in mezzo a dozzine di soldati con delle armi da fuoco e riesci a usarla per sopravvivere, non è perché è potentissima, ma perché tu sei un gran cazzo di Jedi con le palle quadrate. Se a scrivere il Risveglio della Forza non si sono accorti di questo fatto allora devono essersi documentati su dei bigini terribilmente stringati.
Infine, manca completamente il lavoro sul comparto tecnologico. Nel primo assalto alla Morte Nera, dove dovevi plasmare a mano modelli in compensato e appenderli a dei fili per realizzare le scene, possiamo contare almeno cinque-sei diverse tipologie di caccia stellari, ognuno dei quali ha praticamente costruito una mitologia a sé. In questo Risveglio della Forza ci sono solo alcuni sdruciti X-Wing, tra parentesi all'incirca gli stessi X-Wing di trent'anni prima. Io lo so che vi si è stretto il culetto, dopo tutto il gran parlare di come la seconda trilogia abbia deformato le astronavi e di come le abbia ridisegnate sbagliate, ma prendere i fondi di magazzino di un film di trent'anni fa e metterli in aria sperando che non mi accorga che ve ne siete sbattuti le palle di fare del design spaziale è un'ingenuità del tipo più marchiano.

Forse dedicherò un altro editoriale a questo film, più incentrato sulle reazioni del mondo, ma per ora si finisce qui. Il Risveglio della Forza è fatto male, da un punto strettamente starwarsiano. E' un film carino che infanga e corrompe un universo. Abbiamo odiato tutti Jar Jar e ci sono dozzine di soluzioni narrative della seconda trilogia che sono mortalmente stupide, ma in quell'universo sbirluccicante e glitter abbiamo visto ambientate molte altre storie e abbiamo pensato fosse onesto usarlo per arricchire il nostro immaginario.
In questa sentina del riciclo e del pressapochismo non riuscirei nemmeno ad immaginarmi una storia degli ewoks.

“Guerra nessuno fa grande”

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