Strip
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27 . 06 . 2015

Il boss

Soltanto la scorsa settimana da queste stesse pagine ostentavo la più completa indifferenza nei confronti dell'Electronic Entertainment Expo 2015.

Follia!

Ora che ho potuto sguazzare un po' nel fiume delle notizie provenienti da questa fiera, ora che questo fiume è diventato un laghetto tranquillo, devo ammettere che c'è un sacco di roba che mi ha esaltato a più non posso.
Com'è naturale sono rimasto un pochino scosso dall'annuncio del remake di Final Fantasy VII... ma solo un pochino. Quel che sarà sarà.
Oggi voglio invece consacrare questa colonna all'ennesima celebrazione di un titolo che non aveva certo bisogno dell'E3 per farsi conoscere, ma che ugualmente è uscito trionfatore.
Metal Gear Solid V: The Phantom Pain.
Tanto per chiarire chi è il boss, Hideo Kojima ha scelto di promuovere il suo gioco con un video che è un monologo di 6 minuti sulla funzione storica e sociale del linguaggio.

Davvero, se mi inventassi questa roba per far ridere la gente non riuscirei mai a superare la realtà, quando si tratta di Kojima. Di fatto questo monologo introduce i temi principali di quest'ultimo titolo della serie, e sono temi pesanti come al solito. Sul sottofondo di queste parole, però, scorrono immagini orrorifiche come non siamo mai abituati a vedere nei videogiochi: pare che Kojima abbia voluto riversare in questa sua ultima (forse!) opera tanta, tantissima rabbia personale.
Altro che la guerra glorificata di Call of Duty, con i Rolling Stones in sottofondo: il capitolo definitivo di Metal Gear si diverte a seviziare con gusto sadico tutti i personaggi che abbiamo sempre amato: tra braccia mozzate, moncherini di gambe, occhi cavati, pancini aperti e schegge nel cervello non si salva nessuno... questa guerra segna i corpi insieme alle anime.
A cominciare dal corpo del protagonista, Big Boss, la cui discesa nella malvagità senza redenzione sarà accompagnata, a quanto pare, da una scheggia/corno diabolico che gli cresce in fronte e una maschera di sangue a velargli il volto... Metal Gear Solid non è mai stata una serie che va tanto per il sottile.
E non siamo ancora arrivati alla parte più delirante di questo video, che ci mostra zombie sexy, les Enfants Terribles quando erano ancora bimbetti biondi, e poi cloni di cloni di cloni (davvero!) e praticamente tutti i personaggi che si sono mai visti nell'intera serie, riuniti qui come in un grottesco girone infernale.
Tutto il resto può attendere.

Lo-Rez: arte, storia, web design
27 . 06 . 2015

Behind blue eyes

Questo mercoledì al cinema è stato proiettato Gundam Origin I: Blue Eyed Casval. Si tratta di un evento degno del cinema perché il lungometraggio si incastra nella saga del Gundam originale. Il Gundam originale è qualcosa di quasi sacro in Giappone che ha anche molti estimatori in questa metà del globo (me) e sebbene si senta un sottofondo di commercialata a questa ennesima operazione che lo riguarda ci sono anche aspetti molto interessanti che è bene sviscerare.

Intanto l'affluenza di pubblico: in sala eravamo forse una ventina, della mia età (30-40 anni). Questo fatto, a mio parere, ben si collega al discorso un po' amaro che ho fatto un paio di settimane fa. Ecco, vedete, queste venti persone, un po' timide, un po' dimesse, senza granché di strano, sono i veri nerd. Pochi, entusiasti, sognanti e che, soprattutto recuperano eventi assurdi come questo, che nessuno pubblicizza, e ci si infilano come andassero al concerto della popstar del momento. Non hanno bisogno che sia qualcosa di trendy, non hanno bisogno di sentirsi speciali, tutt'oggi, come vent'anni fa, si stanno semplicemente divertendo facendo qualcosa di bello.

Chiusa la parentesi, questo "Casval dagli occhi azzurri" racconta le vicende della fondazione di Zion, compresa la morte del padre di Casval, appunto, e sostanzialmente la nascita del suo rancore, che lo porterà a indossare la maschera di Char Aznable. Non si tratta di qualcosa che appartiene all'anime originale, ma è forse una delle pagine più preziose aggiunte nel manga celebrativo Gundam: Origini. Gundam: Origini è una splendida opera a fumetti. Non solo è una riproposizione molto ben fatta della saga originale, ma ha anche questi approfondimenti che arricchiscono ulteriormente la storia. In particolare la lunga digressione sul passato di Zion dona un notevole spessore al personaggio di Ranba Ral che, per quanto glorioso nel suo arco narrativo all'interno della storia originale, acquisisce una profondità nuova. C'è poi, naturalmente, il piacere di riscoprire il più temibile pilota di Zion bambino biondo, nel suo Episode I, con una gestione della trama e dell'azione però anni luce avanti rispetto alla controparte di Guerre Stellari.

Se narrativamente non c'è assolutamente niente da dire contro la pellicola (anche se è meglio arrivare piuttosto preparati sul Gundam originale, per cogliere i vari rimandi) devo ammettere che invece la realizzazione tecnica mi ha fatto un po' storcere il naso. Sono già un po' di anni che mi sono abituato alla computer grafica e al modo in cui appiattisce le scene, soprattutto quelle di dialogo, ma mi aspettavo di più da una produzione come Gundam, sopratutto dopo aver visto, altrove, delle grandi realizzazioni. La tecnica invece, l'ho trovata a tratti limitata, con tutti i suoi difetti messi spietatamente in evidenza dal grande schermo.

Può essere poi che voi vi avviciniate alla pellicola pensando di vedere dei Gundam, meglio sapere che non sarà così prima di rimanere delusi: storicamente gli avvenimenti narrati sono molto precedenti all'avvento dei mobile suite, quindi di robottoni aspettatevene pochini. Ci si salva solo grazie a un inserto introduttivo dedicato alla battaglia di Loum, dove ci viene mostrato Char in uno dei suoi momenti di massimo splendore. Una delle scene migliori del film, dove oltretutto la computer grafica serve a qualcosa.

In conclusione, dal punto di vista celebrativo questo film (a cui ne seguiranno altri) è un buon prodotto, non eccezionale come il fumetto da cui è tratto, ma comunque non una becera commercialata. Rimane strettamente legato al Gundam originale, se non sapete niente della saga o se comunque non la amate non ha senso che ci dedichiate tempo, ci sono infiniti prodotti migliori da cui partire.

“I awakened to the cry / that the people / have the power / to redeem / the work of fools / upon the meek / the graces shower / it's decreed / the people rule ”

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