Strip
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07 . 03 . 2015

Responsabilità

La vita di un Ingegnere (specialmente delle Tenebre) è gravata da molte pesanti responsabilità. Viviamo in un mondo dominato dalle macchine, ma le persone normali sono come gattini ingenui ed inermi di fronte ad esse: soltanto gli Ingegneri custodiscono l'arcana sapienza che dà potere sulle macchine, ed essi hanno il dovere di risplendere come fari nella notte per guidare l'umanità.

Comunque no, Clara, i cavetti wireless di solito non li teniamo.

Veniamo a noi. Cioè ai videogiochi. Final Fantasy XV continua a mostrarsi in pubblico, dopo quasi un decennio (!) di segretezza, ed è un bello spettacolo. Tutto il materiale promozionale si concentra sulla demo che uscirà tra pochi giorni, per cui in sostanza si continua a vedere sempre la stessa roba.
Mi pare quasi controproducente, una campagna promozionale tanto violenta dedicata a un frammento così piccolo del gioco completo: dopo una decina di ore di video tutti ambientati nello stesso fazzoletto di terreno, uno potrebbe quasi farsi l'idea che FF XV sia un titolo ripetitivo... quando al contrario abbiamo già intravisto nel corso degli anni tante ambientazioni varie. Ad ogni modo guardiamo questo filmato sulla fauna selvatica che si troverà nella demo.
C'è un altro video che mi ha impressionato ultimamente: quello di We Happy Few, che sfoggia un'ambientazione anni '60 riprodotta con tanto amore.

Lo-Rez: arte, storia, web design
07 . 03 . 2015

Ottanta ore

Vi ho spiegato alcune settimane fa che giocavo a Shin Megami Tensei IV. Vi ho forse detto abbastanza sull'argomento, ma credo che il titolo sia degno di un altro editoriale, dopo aver segnato 70 ore di gioco sul cronometro interno e ottanta sul diario. Come sapete non sono un giocatore hardcore, io con il 3DS più che altro ci pasticcio, questi numeri fanno schizzare il gioco in testa alle mie classifiche personali, davanti a titoli altrettanto nobili come Fire Emblem e Kid Icarus che sono staccati di notevole distanza (sebbene nessuno dei due sia stato, ahimé, completato).

La cosa che più mi inquieta è che ho finito il gioco e non sono tutt'oggi consapevole del perché mi ci sia buttato con tanta passione. Sotto tutti gli aspetti è un prodotto ben fatto e accattivante, ma oggi, che già appartiene ai ricordi e conseguentemente alla malinconia, non riesco a ripensarci con trasporto, come invece mi è accaduto altre volte. Probabilmente è questo il pregio e il difetto di azzeccare una meccanica perfetta. Una meccanica perfetta è qualcosa che, quando apri il 3DS, ti convince a buttarti nel gioco e restarci per il semplice piacere di esserci. Allo stesso modo, però, è qualcosa che necessariamente domina su tutto il resto e quindi fa sbiadire la trama, i personaggi e le emozioni. Giocare per giocare e giocare e basta, divertimento elettronico.

Trama, personaggi e emozioni, in Shin Megami Tensei IV, sono, in fondo così così. I personaggi effettivamente di un certo spessore sono solo i quattro samurai protagonisti, gli altri maggiorenti delle varie fazioni sono un po' buttati lì e a parte qualche ottimo caratterista c'è poco da ricordare. Anche la trama ha dei buchi grossi così e diverse questioni irrisolte, i colpi di scena sono spesso un po' loffi come il ritmo.

Il discorso emozioni è molto più complesso. Trama e personaggi, in Shin Megami Tensei IV, sono sacrificati a un'esplorazione piuttosto convinta dei concetti di bene e male, che vengono lasciati a disposizione del giocatore. Ma, così facendo, è nel giocatore che si risolve il climax della vicenda, non nella storia e la storia, in realtà, è lasciata un po' a sé stessa. Personalmente ho finito il gioco scegliendo la strada dell'ordine (sebbene per buona parte del gioco Walter e la via del caos mi fossero più simpatici). Non si è trattato di un happy ending (come non sarebbe stato scegliendo il caos, bene o male, ho sbirciato su internet) sebbene la risoluzione sia stata molto decisa. Il problema è che non me la sento di sentirmi coinvolto per il dramma che ho affrontato personalmente. Avrei avuto più gusto a capire da che parte tirava il vento e vedere i malvagi sconfitti e i buoni trionfatori.

Ma in fondo gli autori di Shin Megami Tensei IV hanno potuto fare una scelta così proprio perché baciati da una meccanica quasi perfetta, che fa si che tu voglia andare avanti a giocare a prescindere, e che comprende lo scimmiamento endemico per la collezione di demoni, un aspetto laterale, rispetto a quelli base, ma per cui sono state spese forze enormi con notevoli risultati. I demoni sono tanti, se decideste di vederli tutti le 80 ore da me totalizzate sarebbero un buon inizio, ma qualcosa di ben lontano dal tempo necessario. Personalmente ho a malincuore rinunciato a ottenere diverse fusioni speciali che erano a portata di mano e altre che avrebbero richiesto più impegno, visto che il mio entusiasmo per il gioco cominciava a calare, tanto per dirvi quanto può rimanere fuori anche così.

Concludendo, il videogiocatore medio si sente sempre un po' orgoglioso di aver bruciato un titolo impegnativo di quelli con la J maiuscola. Si, si,questo è un po' commerciale e non annecessita completo abbrutimento, ma comunque è un titolo impegnativo. A suo modo questo editoriale è giusto un bullarmi, tanto per mostrarvi che io domino i demoni meglio di voi. E sicuramente sono pettinato meglio del protagonista.

“Caparezza non mi piace perché è troppo politico”

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