Strip
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31 . 01 . 2015

Buoni propositi

Raramente la strip ha avuto toni di Denuncia Sociale forti come oggi, ma come si dice, quando è troppo... I due domini da sempre contrapposti, gli Ingegneri e Quelli del Marketing, si scontrano ancora una volta: ma stavolta devo ammettere che ha ragione la nostra graziosa Clara. I computer sono il male, non c'è niente da fare.

Non è successo nulla di interessante nel settore principe su queste pagine, cioè quello del divertimento elettronico. Sono tempi difficili. La mia spaventosa Macchina delle Tenebre, che (come dicevo la settimana scorsa) sono stato spinto contro la mia volontà a rivisitare con alcuni nuovi modernissimi componenti, giace abbandonata: non ha nulla da fare, nulla che la impegni davvero, che metta alla prova i suoi muscoli d'acciaio e che accenda i suoi circuiti da mille valvole di un glorioso fuoco distruttore.
Lo so, dipende in buona parte dal suo padroncino, ovvero io, che non le do in pasto i giochi giusti. Roba tipo Middle Earth L'Ombra di Mordor, che pare essere davvero gagliardissimo! Oppure Metal Gear Solid Ground Zeroes, che pur essendo uscito da diverso tempo per PC non è ancora caduto tra le mie grinfie.
Ma le mie grinfie ormai sono ridotte a zampe pucciose come quelle di un coniglietto bianco... è tramontata per sempre l'epoca in cui inseguivo la tecnologia più estrema. Anzi, in effetti forse non c'è mai stata, non ero quel tipo di giocatore neppure negli anni più avvelenati dell'adolescenza.

Ma almeno ho buoni propositi per il futuro. C'è ancora un Metal Gear Solid V che deve mostrarsi in tutto il suo splendore, e quando arriverà io sarò pronto. Ancora più lontano all'orizzonte si profila il titolo definitivo, il gioco per dominare tutti i giochi: Final Fantasy XV. Ancora non abbiamo la certezza che uscirà per PC, ma tutti i segnali indicano questa possibilità. Non mi farò trovare inpreparato.
Per ora comunque sono sempre i giochini indie ad occupare il poco tempo che mi resta. Anzi, voglio aprire il mio cuore ed essere sincero fino in fondo: sto giocando a Threes. E non me ne vergogno, perché ha un design sopraffino e degno di entrare nella storia dei rompicapo elettronici, a fianco di opere come Tetris e Puzzle Bubble e Puyo Puyo. Sarà anche un gioco casual, ma non sono io che inseguo le masse: sono le masse che hanno invaso la nostra piccola nicchia di videogiocatori.

Lo-Rez: arte, storia, web design
31 . 01 . 2015

Biondoni Kennediani

SyFy ormai da diversi anni ha smesso di essere il portabandiera della fantascienza nel mondo della televisione. Un po' come Focus ha smesso di essere una rivista scientifica, il noto canale americano ha cominciato ad allontanarsi dal rigore narrativo del genere di Asimov per spostarsi verso qualcosa in mezzo tra mistero, scienza e avventura, riempiendo i salti nel mezzo con maree di cazzate.

Per questo saluto qui con grande letizia Ascension che è andato in onda questo natale. La trama di Ascension non è priva di forzature: negli anni 60 l'amministrazione Kennedy, temendo l'estinzione della razza umana a causa della guerra fredda, ha imbastito una missione di colonizzazione spaziale di Proxima Centauri, che comprende imbarcare seicento persone per un viaggio della durata di cento anni. La serie è ambientata a cinquant'anni dalla partenza, quindi con protagonista la seconda generazione della popolazione dell'astronave, che si trova davanti al primo caso di omicidio della sua stora.

Da qui in poi spoiler. Ma spoiler moltissimo, perché Ascension, in questo senso, è un evento quasi unico, quindi se volete vederlo vi prego di non andare avanti a leggere e recuperarlo. Tornate qui quantomeno dopo il primo dei tre episodi.

La generale sfiducia globale nei confronti di SyFy e probabilmente anche la minore attenzione che il fandom ha nei confronti di sceneggiati brevi come Ascension piuttosto che per serie TV ha probabilmente permesso il piccolo miracolo di far sì che il pubblico potesse essere veramente sorpreso da un twist di trama. E, a suo modo, ci ha anche insegnato che da un punto di vista puramente commerciale questo è un comportamento dannosissimo. Perché il popolo bue è presuntuoso e arrogante e non vuole realmente essere stupito, vuole anzi credere di aver anticipato le mosse degli sceneggiatori ed essersi dimostrato più inteligente di loro, così da potersi vantare del proprio superiore intelletto dalla poltrona di cuoio della sua buia cameretta.

Ascensio invece è tutto il contrario: è stato venduto come un'avventura spaziale dal tratto vintage e al termine del primo episodio si rivela invece una sorta di Truman Show, con i personaggi convinti di viaggiare verso Proxima Centauri, ma in realtà intrappolati in una struttura governativa segreta, chiusi in un'astronave finta che fissa uno spazio inesistente, proiettato su schermi.
E' ovvio, lo stesso spirito genuino che era pronto ad amare Ascension alla vista del primo trailer, storce un secondo la bocca quando gli è chiaro che non si trova di fronte a della genuina Space Opera, ma si può andare oltre questo e trovare comunque molti stimoli.
Innanzitutto l'atmosfera intera dell'Ascension fa molto astronave spaziale ed è pervasa anche di una malinconia di fondo molto interessante. La generazione soggetto dell'opera non ha mai visto la Terra e non vedrà mai la destinazione, è quindi una generazione che sente sé stessa inutile ed è questo la porta a porsi molti interrogativi. E' anche una società deliziosamente decadente, con la solita divisione in caste sociali rigide, il culto della procreazione, severamente sotto controllo, e dove la moglie del capitano può controllare la politica con una rete di hostess che si comportano come prostitute d'alto bordo, senza il minimo dubbio morale. All'esterno dell'astronave, intanto, si sviluppa un intreccio molto più vicino ai classici del complottismo moderno, con un ottimo personaggio ossessionato dal progetto, un implacabile politico che è rifletto di un consorzio oscuro di potenti, una "poliziotta" che fa da guardo esterno, molo vicina agli spettatori e si trova a dibattersi tra le questioni etiche sottese al progetto.
Infine, un po' tutti quegli elementi che potenzialmente mandano in vacca le trame: bambine stordite, fulmini, alieni, mostri e supercazzole buffe.

Ascension a me é piaciuto perché non è lineare nel suo sviluppo e non è prevedibile. Al di là del supertwist, gioca bene la sua escalation, stendendo ponti tibetani di fiducia sui suoi inevitabili buchi di trama. Emoziona, attrae e pone interrogativi. Lo svolgimento dell'azione dentro l'astronave non perde mai tensione narrativa nemmeno quando si scopre che si tratta solo di una simulazione perché comunque gli accadimenti hanno un senso reale che non viene completamente rivelato e quindi le scelte ei personaggi contano comunque. Lo svolgimento fuori è deliziosamente crudele come nel migliore X-Files, senza concessioni.

Il destino della storia di Ascension è in bilico. Il progetto, forse, aveva le velleità di un Battlestar Galactica, doveva cioè essere un mini-film che doveva fare da trampolino per una serie TV tout-court. Le potenzialità ci sono tutte e personalmente guarderei la serie con grande interesse. E' però vero che le critiche al prodotto sono state contrastanti (anche per quanto scritto sopra) e SyFy è un'azienda che raramente si prende dei rischi. Oggi non ci sono né conferme né smentite, ma stringiamo le dita. La mini-serie, a suo modo, finisce con l'ennesimo twist di trama e un finale apertissimo, ma è un finale dignitoso, in crescendo, che lascia soddisfatti.

“Impiccheranno Geordie con una corda d'oro / mixata all'elettronica è un capolavoro / i miei che ascoltavano De Andrè ai tempi loro / impiccheranno Gabry con una corda d'oro”

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