Strip
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17 . 01 . 2015

Almanacco 2014

Davvero non è così assurdo credere che la maledizione di un antico Faraone Egizio possa raggiungere i nostri poveri PC attraverso i millenni, e spostare con malizia qualche bit qua e là sui nostri preziosi hard-disk, mandando tutto a ramengo.
Spesse volte, anzi, è la spiegazione più plausibile.

Oggi finalmente sono nella disposizione d'animo adatta per fare questo benedetto Almanacco dell'Anno Che Fu, dopo averlo rimandato da un paio di settimane.
Supponiamo che Bravely Default appartenga all'anno 2013, e dunque non includiamolo nella classifica: si liberano tanti spazi, perché avrebbe vinto tutto anche quest'anno. E allora il gioco dell'anno è Transistor.
La sua arte è così notevole da aver impressionato perfino le masse volgari delle pecore che pascolano nel settore del Divertimento Elettronico, e perfino qualche caprone di giornalista videoludico si è accorto di avere per le mani un'opera dalla direzione artistica fuori dal comune. La protagonista, Red, è anche il miglior chara-design che si sia visto in giro.
Poi c'è da ricordare Super Time Force, di cui guardacaso ho parlato insieme a Transistor. STF, o STFU in occasione dell'edizione su Steam, è un ottimo giochino oltre a sfoggiare un'arte pixellosa mirabolante.
Volendo premiare anche lo sforzo di titoli più avanzati tecnologicamente, non credo ci siano dubbi su Wolfenstein. Perfino una testata populista come Polygon l'ha ricordato per il suo stile anni '60 indovinato in pieno.
Ci sarebbe anche Metal Gear Solid Ground Zeroes, ma credo sia meglio rimandare tutto all'anno prossimo, quando uscirà Phantom Pain, di cui questo titolo è solo l'introduzione.
Anche Destiny ha un bello stile techno-fantasy, eseguito con la qualità che si può comprare con un budget di centinaia di milioni.
A me è piaciuto molto anche il povero piccolo Killer Is Dead, che nella sua modestia ha comunque saputo osare tanto in termini di stile e design.

Insomma il vecchio 2014 è stato un buon anno per il settore: la derivata della qualità è sempre positiva, da un po' di tempo a questa parte, il che ci riempie di speranza anche per il futuro, almeno qui.

Lo-Rez: arte, storia, web design
17 . 01 . 2015

I demoni sussurrano

Shin Megami Tensei è una di quelle serie famosissime in Giappone, ma che fuori dai confini nazionali hanno una distribuzione a dir poco meschina. Come tutti i brandi di largo successo possiede sia una serie principale che diversi spin-off, ognuno che ha avuto la sua propria fortuna. In particolare, di SMT conoscerete probabilmente qualcuno dei Persona, anche per la varia risonanza che certi capitoli hanno avuto negli anni.

Shin Megami Tensei IV invece è uno dei capitoli del filone principale. Pubblicato in Giappone eoni fa, tradotto una parola a settimana, sbarcato in USA, arriva in regione europa solo in Digital Delivery, ma al prezzo di 20 euro. Peccato che sia un DD da due giga e se non vi siete corazzati quando avete scelto la SD del vostro 3DS questo significa che giocarci è un po' proibitivo.
Vale però che il gioco mi interessava e venti euro sono proprio pochi, ho deciso quindi di fare una di quelle cose che NON bisogna fare: ho infilato una scheda vuota al posto di quella che uso solitamente e l'ho installato lì.
Dopodiché ho pensato si di parlarvene, ma ogni volta ho rimandato perché pensavo di fare il professionista e finire il gioco prima. Oggi, dopo 53 ore giocato e il finale in vista, ma non vicinissimo, ho pensato bene che era tempo di tirare fuori questo editoriale dal cappello, nonostante tutto.

La trama: in un mondo medievale molto sincretico tra occidente e oriente, voi venite scelti dal braccialetto cibernetico magico per diventare samurai, corpo d'elit di lotta ai demoni. Peccato che i demoni siano un tema molto più complesso di quanto possiate pensare e, soprattutto, sotto il vostro regno ridente giace una Tokyo post-atomica dove la gente vive da schifo.

Shin Megami Tensei è un JRPG alla collezionali tutti. Voi combatterete sempre in prima persona, ma accanto a voi schiererete i demoni che man mano recupererete sulla vostra strada. Potete ottenere demoni parlandoci o fondendo quelli che già possedete. Il meccanismo è ovviamente incline allo scimmiamento, come sempre in questi casi. Passerete tanto tempo a esplorare la mappa quanto ne passerete nella cattedrale delle ombre a calcolare chi potete ottenere fondendo chi.

Come fa Shin Megami Tensei IV a tenere inchiodata una persona cinquanta ore? Io non sono esperto, non lo so, so solo che se lo apro non mi ci stacco. Uno dei primi suoi meriti che mi vengono in mente sono il sistema di esplorazione che mitiga la piaga dei combattimenti casuali e rende intrigante vagare per le mappe. Certo, gli scenari non sono di grandissima varietà, su quello ci si sarebbe potuti impegnare di più, ma la caccia al tesoro è sempre stimolante.
In secondo luogo l'ambientazione è molto particolare, rimescolamento incontrollato di fantascienza, fantasy e horror e, direttamente legata a questa è stimolante la "moralità" con cui è scritta la trama. Il gioco da subito fa capire che si arriverà a un punto in cui bisognerà scegliere tra due strade e si impegnerà terribilmente per farvi capire che sono entrambe sbagliate. Nonostante questo sarete costretti a imboccarne una e la sensazione di fondo è che non ci farete la figura dell'eroe.

Shin Megami Tensei IV è un gioco jap duro e puro, forse un po' facile per gli standard, quindi di difficoltà umana. Se siete per il genere ci troverete tutti i pregi e i difetti del caso, se siete degli avvelenati forse potrete anche fare dei confronti con i capitoli precedenti che a me mancano. Volevo parlarvene perché sono lieto di essere così appassionato a qualcosa così incastrato nel filone classico. Spero di poter raccontarvi di averlo finito.

“RA RA RASPUTIN / Lover of the Russian queen / There was a cat that really was gone / RA RA RASPUTIN / Russia's greatest love machine / It was a shame how he carried on”

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