Strip
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27 . 12 . 2014

Il sogno

Tutti impegnati a celebrare la Stagione di Yule nelle sue molteplici forme, ciascuno secondo la propria naturale inclinazione, proviamo a trovare un senso nella dissonanza dei riti così estranei che forzatamente si sovrappongono nella pagina più affollata del calendario.
Proviamoci pure, ma non su queste colonne. Per venire qui abbiamo dovuto districarci da vischio, bacche rosse, biscotti allo zenzero, animali domestici addobbati con nastrini rossi e sonaglietti, carta regalo con frattali caleidoscopici di babbi natale in infinita ripetizione, mandorle caramellate e marmellata di lambrusco e datteri, lanterne laccate dell'IKEA e alberi di natale in palle di vetro cinesi con illuminazione stroboscopica, distese di muschio da presepe lasciato a seccare, maratone di C'era una Volta in America Edizione Integrale, una moltitudine di bancarelle sovraccariche di ninnoli e stelle comete incollate a carta da parati dipinta di celeste e spruzzata di glitter probabilmente tossico.

Ma ne è valsa la pena.
Ne è valsa la pena perché su queste pagine si compie un miracolo come non si vedeva da, diciamo, 3 o 4 anni. Ovvero una strip in formato grande, fatta di disegni originali e non i soliti che ricicliamo dal 2006. Nel nostro piccolo, un miracolo. Che si ripeterà settimana prossima.
La materia trattata, del resto, imponeva uno sforzo sovrumano: un copione epico che celebra la grandezza degli Ingegneri delle Tenebre, eroi invisibili delle vostre vite. Questo eroismo macho doveva essere esaltato con esplosioni spettacolari e scene romantiche del tipo che fa inviperire chi si batte per i diritti delle donne.
Poco importa se, alla fine, si tratta soltanto di un sogno del nostro povero Gödel. Da sempre ci nutriamo di sogni. Ci siamo abituati.

Lo-Rez: arte, storia, web design
27 . 12 . 2014

Saldi per l'incendio

A Natale FTR vi regala la realizzazione del vostro sogno bagnato: un bug in produzione, voi che salvate il mondo, belle ragazze che rimangono affascinate da quello che fate. Di questi tre elementi, già domani, si avvererà solo il primo e lo sappiamo tutti.

Ma di aziende con bug in produzione è pieno il mondo e quando non sono bug sono attacchi hacker. L'ondata di violazioni di sicurezza che hanno colpito SONY e Microsoft in queste ultime settimane è preoccupante, retroscena come questo lo è ancora di più. Non si tratta del problema tecnico in sé a destare ansia, ma la presa di coscienza che comporta. Abbiamo vissuto per anni in una specie di bolla, consapevoli che, a livello globale, la sicurezza informatica non aveva l'attenzione che meritava, ma anche convinti che nessuno avrebbe usato abbastanza impegno per sfruttare le falle come si deve.
Invece no, non funziona più così. A parte il vociferare di attività di hacking a livello di nazioni, che fa così worst case scenario che forse è meglio parlarne con cautela, il problema è che oggi il "mercato" del hacking, inteso come le potenzialità di guadagno che possono discendere dall'organizzarsi per fare atti vandalici su internet, è talmente vasto e talmente remunerativo che non è difficile pensare che qualcuno si metta lì a organizzarlo seriamente.
Perché la parola che fa paura, oggi, è organizzazione. La quasi totalità delle strutture informatiche, per bilanciare in modo ragionevole tra robustezza delle difese e facilità d'accesso dei servizi, basano molte delle proprie policy su soluzioni euristiche, fondante sul principio "non andranno a beccare proprio lì". Lasciano nelle loro reti buchi, ma buchi piccolissimi, perché tanto la loro idea è che ci siano in giro pistoleri solitari che sparano da lontano.
Quello che sta accadendo oggi è che gli hacker stanno prendendo la mira. Non si tratta più di gente chiusa in stanzette che trova un software col nome strano e lo lancia, si tratta di persone che progettano a tavolino quello che vogliono fare.
Questo cambierà il nostro modo di vivere? Per ora mi sento di dire di no, perché internet rimane comunque qualcosa di magmatico, non esiste né l'interruttore di internet né il sindaco di internet. Quello che dobbiamo accettare è che ci stiamo muovendo verso una geografia della rete molto Gibsoniana, dove effettivamente esisteranno regioni in mano all'anarchia, giardini recintati dove ci sentiremo al sicuro e altre zone che, pur accedute normalmente, saranno perodicamente spazzate da tempeste, come il PSN. La speranza è che almeno i giardini recintati, possibilmente piazzati intorno alle cose che contano, siano recintati veramente e non presentino solo dei muretti puliti e lucidi che però può scalare anche un mariuolo qualunque. Perché un giorno succederà qualcosa di brutto. Qualcosa di brutto sul serio. E allora ci sveglieremo davvero e potremo decidere come disegnare il nostro futuro.

“Ogni notte ti prepari / Sempre bella sorridente Un' attrice che non cambia scena. La tristezza della luna Nella mani della gente Che possiede la tua finta gioia. Senza dirmi una parola Sei fuggita all'improvviso Hai capito forse che ti amo? ”

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