Strip
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29 . 11 . 2014

Basta poco

Era solo questione di tempo. Dopo oltre 13 anni di carriera, abbiamo infine ceduto alla più prevedibile delle gag tra ingegneri e sistemisti. Però fa sempre il suo effetto, dovete ammetterlo.

Siamo ancora amareggiati per il tradimento di Assassin's Creed Unity, tanto più doloroso quanto più grande è stato il nostro amore, la nostra buona volontà: davvero volevamo accoglierlo nel nostro cuore, pronti a dargli finalmente tanto amore. Se pensiamo a cosa poteva essere una storia emozionante ambientata in quegli scenari così esteticamente straordinari, dei personaggi indimenticabili ammantati da quegli effetti di luce così Next Generation (!), e una giocabilità perfetta espressa con quelle animazioni così favolosamente realistiche... ed invece nulla, Ubisoft ci ha consegnato un guscio vuoto, senz'anima, lo stesso gioco di quasi 10 anni fa rivestito di una nuova grafica.
Cioè, grazie tante.

Anche Far Cry 4, un altro gioco di questi tizi, si è rivelato un'altra portata dello stesso piatto del titolo precedente: ma in questo caso ci può andare bene così, perché il titolo precedente era già molto divertente. E poi l'ambientazione tibetana è meravigliosa.
Vedete che sappiamo accontantarci di poco? Ma questo mondo crudele di rado ci concede anche quel poco.

Lo-Rez: arte, storia, web design
29 . 11 . 2014

Della materia delle stelle

Con l'uscita del teaser di Star Wars è ricominciata la mia personale campagna dell'odio. Qualcuno, ingenuamente, potrebbe pensare che io ora mi atteggi a nemico di Geigei perché è trendy farlo e fa tanto snob. Per oggi mi limito quindi a linkarvi un vecchio editoriale che racconta la mia posizione in tempi non sospetti. Oggi però ci limiteremo a questo, perché ho visto, come tutti, Interstellar e voglio dedicargli un editoriale, anche se lo merita fino a un certo punto, come vedrete nello svolgersi del componimento. Forse questo articolo merita il tag spoiler.

Cos'è Interstellar? Principalmente l'ennesimo spot con cui la NASA cerca di tornare al centro dei sogni degli americani. I film elaborati con questo preciso fine, negli ultimi dieci anni, sono stati diversi. Interstellar è sicuramente quello di calibro maggiore, sia come nomi coinvolti sia come realizzazione. Non c'è niente di cinicamente utilitaristico nel cercare di riportare in auge la NASA. I sogni della NASA sono sogni nerd, così vicini alla vita reale da essersi bruciati le ali in un'epoca mitica per quanto relativamente recente. Anche se in Interstellar (come in altre opere) questo scopo è esposto in maniera sfacciata e spudorata la cosa non da fastidio. La NASA è trattata come un sogno, il cinema deve sempre favorire i sogni.
Detto ciò potreste forse digerire con maggior facilità la seconda affermazione: Interstellar, a livello di stomaco, non è un film di fantascienza. Nolan non è un regista di fantascienza, il suo sense of wonder è mediato dalla scienza reale che gli è stata affiancata, il suo respiro è estremamente rigoroso. Interstellar è più un laboratorio di futurologia, è una storia raccontata con realismo, ma ambientata nel futuro (lo so, nessuno capirà questo ragionamento, quindi non ci sprecherò troppo). L'unico aspetto genuinamente fantascientifico della vicenda è la Terra prossima al disastro, vittima di un armageddon "gentile" e quindi terribilmente agghiacciante.E' anche, accidentalmente, una specie di paradiso redneck, dove tutti coltivano la terra e la teoria del complotto dello sbarco sulla Luna ha trionfato. Ecco, questi aspetti sono un po' debolini, è come se lo spirito pioneristico della NASA abbia ceduto a del legittimo rancore per un certo modo di pensare dell'era moderna. Rimangono comunque idee originali e funzionali alla trama generale.
Cinematograficamente, Interstellar è un omaggio, recupero, rivisitazione del 2001 di Kubrick . Operazione fatta con grande stile, senza sembrare un riciclo. Nolan ha preso parte dell'alfabeto di Kubrick, vi ha adattato le tecnologie moderne affinché non lo rovinassero e poi l'ha usato per raccontare la sua storia. In senso più ampio, Interstellar è un film registicamente mostruoso. Se anche volete passarmi Nolan come regista da blockbuster non potete negare le sue enormi capacità tecniche. Scorrendo la pellicola fotogramma per fotogramma si possono almeno recuperare mezza dozzina di scene magistrali, ed è una stima al difetto. Anche per questo l'eredità di 2001 gli sta bene sulle spalle senza che lui dia segni di cedimento.
Credo che a questo punto qualcuno vorrà parlare della trama. Lo faccio, ma non ne ho molta voglia. Perché si, la trama di Interstellar è debolina e non ha molto senso difenderla. Lo spunto iniziale è guidato da una certa dose di rancore, alcune soluzioni sono telefonate, altre involute, la parte finale nel tesseratto (ehm...) fa tanto salto della quaglia da sceneggiatore mentre l'ancor successivo melenso spot sulla razza umana felice e contenta è ciò di cui uno spettatore in sala da tre ore non ha bisogno. Ma la trama, come spesso accade, è un'impalcatura per legare idee, immagini ed emozioni e questo sono tali da far sì che tutto stia in piedi. Dopotutto è talmente semplice, nel suo impianto generale, che andare a fargli le pulci nei dettagli diventa capzioso e sterile.
In sintesi Interstellar è un grandissimo film. Nolan continuerà a essere ricordato per Batman, la cui incisività sulla nostra visione del mondo è comunque maggiore, ma rimane un prodotto confezionato con una capacità che rasenta il geniale e, nonostante la tanta scienza, una massiccia dose di sentimento. Interstellar riesce a farti amare il sogno della NASA, ti fa respirare con gioia l'atmosfera al limite delle imprese degli astronauti e a suo modo trae potenza anche dal fatto che quelle mostrate a schermo sono direttamente interoconnesse a quelle reali. Interstellar è un film che si guarda con gioia.
E poi, intendiamoci, Interstellar è figlioccio di 2001. Se vi siete fatti andare bene lo starchild per 40 anni, trovo un po' incoerente che ora veniate a rompere le balle per una libreria.

“Do not go gentle into that good night; Old age should burn and rave at close of day. Rage, rage against the dying of the light.”

Cymon: testi, storia, site admin
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