Strip
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01 . 02 . 2014

Aspetta e spera

Anche stavolta è alla boccuccia angelica di Bob che affidiamo le battute più politicamente scorrette che i nostri cuoricini riescono a produrre. Non è tanto, se paragonato a quel che si sente praticamente ovunque, ma se ci conoscete da una frazione dei nostri 12 anni di attività lo avrete capito: siamo innocenti come minipony dalla criniera arcobaleno, o meglio come coniglietti pucciosi del genere che fa squittire “Kawaiiii” alle adolescenti asiatiche (!).
Insomma non è certo FTR il fumetto a cui rivolgersi se volete la satira cattiva, la rabbia contro il mondo: noialtri non apparteniamo al Mondo, non sappiamo arrabbiarci davvero. Sappiamo soffrire benissimo, però.

Questa sofferenza ci impone, ancora una volta, di limitare questo editoriale a poche righe: facciamo che almeno valgano il tempo di scriverle.
I giochetti perversi e le curiosità più bizzarre dal lontano Oriente sono assenti da troppo tempo su queste pagine, ma sento che potrei tornare ad occuparmene a breve. Per ora accontentiamoci di cartoni animati, in particolare di World Conquest Zvezda Plot. Ultimamente gli anime dominano questi editoriali, e una volta cominciato non riesco a fermarmi. Anche questo è disponibile in streaming legale e gratuito su Daisuki, insieme a Kill la Kill che ho citato qualche settimana fa. Il livello di perversione in questi due cartoni non è neppure paragonabile, ma quel che manca in scene sconce Zvezda Plot lo recupera abbondantemente con il chara-design assolutamente fuori di testa dei suoi personaggi.
Fin dalla prima puntata ci sfila davanti un campionario di tizi bizzarri a più non posso, acconciati con costumi improbabili, e quando sembra che non si possa andare oltre ecco che indossano i loro costumi speciali da giustizieri della notte. O meglio da supercattivi della notte, ma a questo punto della trama non è ancora molto chiaro l'allineamento delle varie fazioni.
Questo tripudio di bella arte sta riaccendendo in me il bisogno di tornare a disegnare qualcosa, dopo mesi in pilota automatico a produrre strip con materiali di riuso. Le strip su Multiplayer.it poi ormai le mette insieme Cymon e non più io, ma anche lì stiamo pianificando qualche aggiornamento. Per ora mi sento di congedarmi con le parole del Conte di Montecristo, che possono sembrare vuote ma nel loro contesto, quando arrivano dopo 700 pagine di angoscia e drammi, fanno il loro effetto.
“Aspetta e spera”.

Lo-Rez: arte, storia, web design
01 . 02 . 2014

L'emblemadefoco

Non sono qui né per fare una recensione di Fire Emblem né per scrivere un articolo strutturato che lo riguardi. E' un gioco uscito ormai quasi un anno fa e non lo ho ancora finito (nonostante le quaranta ore accumulate a diario), quindi qualsiasi velleità avrebbe poco senso. Mi rendo conto però che 40 ore in due mesi, almeno per me che sono un giocatore di bassa categoria, sono un risultato notevole che non può passare inosservato, non qua dentro.
Insomma, anche Kid Icarus somma circa cinqanta ore sulla mia macchina, ma Kid Icarus ha raggiunto la quota in molto più tempo e parte è spiegabile con alcuni momenti di vera e propria frenesia che mi hanno colto, tra collect delle armi più potenti e altri ammenicoli a contorno. Insomma, non ho finito nemmeno lui dopotutto, e anche se potrei, scegliendo imbarazzanti livelli di difficoltà, non mi sento ancora pronto a farlo.
Fire Emblem è qualcosa di completamente diverso, Fire Emblem è qualcosa che immerge. E non voglio dare troppi meriti alla trama, che sebbene abbia le sue idee interessanti e i suoi twist non mi sta emozionando profondamente. E' una trama fantasy solida, c'è il male e il bene, c'è il solito eroe e il solito cattivo. I risvolti relativi ai viaggi nel tempo sono un po' buttati lì, sulla lunga distanza, oggi ho avuto un'illuminazione che potrebbero accartocciarsi intorno a soluzioni alla Madoka Magica, ma fa niente. Non c'è niente che non vada nella trama, solo che non la metterei in cima ai pregi del gioco, è funzionale, ecco, il termine è quello.
Capisci che Fire Emblem ha qualcosa di più quando sei a metà di una missione e la resetti per un fastidio qualunque. La resetti perché ti hanno ucciso un tizio (ma tu non hai selezionato il permadeath quindi che te frega?), la resetti perché non hai aperto tutte le porte delle case (e sono sempre maledettamente dall'altra parte rispetto all'azione) o perché avresti potuto arruolare qualcuno invece di lasciarlo crepare. Capisci che Fire Emblem ti ha catturato quando resetti per una qualsiasi di queste ragioni e non ti importa. Non senti alcun fastidio a ripetere le azioni che avevi già fatto, nessuna frustrazione. Non ci tieni veramente a procedere in Fire Emblem, "vincere", ti piace stare dentro Fire Emblem, ti piace starci dentro e basta.
Ovviamente dire questo non vuol dire granché, è solo fumo, tagline da pubblicità. Se fossi qui a filosofare come ogni tanto faccio finta dovrei dirvi perché succede tutto questo, ma mi infastidisce l'idea di poter ridurre tutto a scelte realizzative. Fire Emblem è uno strategico, se volessi usare una sigla pignola sarebbe SJRPG, strategic japanese role playing game. Ovviamente è importante partire amando il genere. E' un po' come quando Lo-Rez viene da me e mi racconta la leggenda dei Final Fantasy. Se con i combattimenti casuali e le stats ti asciughi, non potrai goderti tutto il resto. Intuirlo, forse, ma godertelo no.
Quindi arrivi a Fire Emblem e le meccaniche di Fire Emblem le ami già. Potresti trovare favoloso (lo è) il sistema di support, potresti goderti le sfumature geniali delle classi, ma non voglio nemmeno dare tutto il merito a questo. Il gameplay è sicuramente una componente del successo di Fire Emblem, c'è altro. E quell'altro va bene cercarlo nelle cinematiche dei combattimenti, che non ho mai mai mai e poi mai skippato, qualunque fosse il combattimento, nelle musiche, nei personaggi che sono così diversi uno dall'altro che meriterebbero ognuno un anime a testa di venti puntate. Persino nelle squallide battute alla base o negli assurdi dialoghi che aumentano il sostegno.
Sono arrivato un po' tardi, però almeno diamo il senso a questo editoriale, incastoniamolo nel flusso del tempo. Fire Emblem è il mio gioco dell'anno 2013. Per un cifro di motivi.

“Dopo questo scambio, chiusi la bocca e meditai. C'era una parte di verità in quello che diceva Leonard, ma alla fin fine, secondo me, non esiste nessuno di più sgradevole e rompicoglioni dell'uomo che si è fatto da sé. E nessuno di più ammirevole.”

Cymon: testi, storia, site admin
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