Strip
640
16 . 11 . 2013

Indifferente

Non ho mantenuto la promessa della settimana scorsa: Clara & Gödel sono ancora qui, dopo appena una strip di interludio con Neo. Correte pure a chiudervi in lacrime nella vostra cameretta, beneamati (e ipotetici) lettori.
Chi si fosse perso (ma è una parola grossa) gli ultimi sviluppi della trama nella nostra serie Jobs, diciamo, uhm, dall'ultimo annetto e mezzo, può sempre recuperare andando in castigo nell'archivio. Abbiamo consumato la nostra gioventù chini su uno schermo in una stanza buia, a scrivere il codice del Rabbitbot che gestisce quell'archivio; e adesso è lì apposta per voi.

Questa settimana l'industria del divertimento elettronico ha finalmente fatto breccia nella mia indifferenza, ma non per i motivi più ovvi. Quel che mi ha interessato è l'annuncio di un nuovo giochetto giapponese dai maestri Nobuo Uematsu e Hideo Minaba, che per le (spero poche) bestie indegne che non riconoscono i loro nomi celestiali sono rispettivamente compositore e direttore artistico di vari Final Fantasy dell'epoca d'oro. Il giochetto si chiama Granblue Fantasy, e fin dal titolo e dal logo è chiara l'influenza di Final Fantasy VI. Questo può solo essere un bene, naturalmente: mi rattrista però vedere come giochi di questo genere oramai sono relegati ai margini del nostro amato settore, e finiscono su telefonini, o quando va bene su tablet e Nintendo 3DS. Ma pazienza.

Dovrei piuttosto essere eccitato perché sta succedendo quel che succede molto di rado, quel che succederà solo un numero limitato di volte nel corso della nostra esistenza a questo mondo: stanno per uscire delle nuove console. E invece non sento niente, come potrebbe dire la vittima del vampiro. Certo questi pezzi di plastica nera hanno un buon design, ma PS4 e Xbox One non sussurrano al mio cuore, non arrivano a penetrare nella mia anima. Mi chiedo se mai ci sarà, negli anni venire, una console in grado di farlo: temo che quel tempo ormai sia trascorso per sempre.
Non ho atteso dunque l'arrivo di queste due macchine per videogiocare come altrettanti messia, non mi straccerò le vesti alla loro vista, e la mia mente e tutti i miei pensieri non saranno affatto dominati dal lancio della nuova generazione videoludica. Accetto il progresso. Ne sono rallegrato, sinceramente. Ma non c'è più ossessione, quel veleno non scorre più nelle mie vene.
È un po' triste ma è così. Comunque sia benvenuta PS4, benvenuta Xbox One: questo non è un paese per deboli, ma so che farete del vostro meglio per farci divertire. Il mondo ha bisogno di voi, oggi più che mai.

Lo-Rez: arte, storia, web design
16 . 11 . 2013

Hardware bazaar

Anche se ci vuole ancora un po' perché le date d'uscita di tutto il mondo si allineino, possiamo considerare ufficialmente cominciata la console war. Ormai le nuove console sono dei dati di fatto, le loro immagini riempiono i siti internet e praticamente si recensiscono solo giochi che gli appartengono. La next-gen è ormai ufficialmente quest-gen e le vostre XBOX360 e PS3 sono ufficialmente retrogaming (ehm...).
Sembra ieri quando le grandi case sono uscite allo scoperto e hanno presentato le loro macchine ed è vero, era ieri quando hanno deciso di fare il salto generazionale. Rispetto soprattutto alla grande tensione narrativa creata ai tempi della precedente guerra, questa volta è stato fatto tutto piuttosto in fretta, questo perché Microsoft e Sony si sono oggettivamente presentate all'appuntamento in ritardo, almeno per quello che chiedeva il mercato. Esistono case di produzioni di giochi che sono arrivate alle minacce per far capire che era ora di archiviare un hardware che ormai stava diventanto pericolosamente paragonabile a quello di un telefonino di fascia bassa.
Poi c'è stato il periodo del superinternette, in cui c'è stato il tentativo di abituare la gente all'iperconnessione e all'alcova borg, come a spiegare che la console te la vendiamo, si, ma non è che esattamente puoi considerarla tua. Quel momento ha visto difformi e complicati dietrofront, che ci portano oggi a delle macchine sicuramente più integrate che in passato, ma non si capisce bene quanto assolutiste.
Intato, un altro effetto di questo momento d'incertezza, è che le uscite videoludiche sono diventate noiose. Perché a parte le serie attesissime ed evergreen ormai è tutto per la next gen, a volte in esclusiva, e quindi finché non arriva quella bisogna trattenere il respiro, un bel sospirone lungo, almeno fino all'ora del bundle.
Qual è il mio giudizio attuale, ai blocchi di partenza? Bhe, Wii U è partita per prima e non è riuscita a guadagnare nemmeno un centinaio di metri sui suoi concorrenti. C'è sotto un bel cifro di sbagli Nintendo a questo, senza bisogno di dichiarare una qualche parrocchia di appartenenza. Diventerà probabilmente la party game machine definitiva come era stata la Wii, ma da qui a considerarla una console vera e propria ce ne vorrà. E purtroppo i casual, gli utenti di cui si è circondata alla prima iterazione, sono creature infedeli, che di certo non la acquisteranno solo perché hanno la Wii. Paradossalmente, proprio in quel mercato, la barbon-Wii è quasi una minaccia, perché è più simile a quello che certa gente cerca.
XBOX ONE ha già lasciato sul campo della gente nelle conferenze di presentazione. Probabilmente la console sarà vittima sacrificale dell'utopia Microsoft dell'integrazione Maxima. L'importante è che abbiate una Metro-che-non-si-chiama-più-metro su tutti i vostri device, tutti. L'esperienza di gioco e l'ecosistema intorno è irrilevante.
Quindi torniamo a SONY, che in fondo è quella che parte dalla posizione più debole, per quello che è stata l'epoca buia (a suo modo, eh) della PS3. E forse ha capito come aprire un nuovo canale verso i videogiocatori, ha capito come tornare a costruire una macchina da gioco, ha capito che il suo brand ha sempre trovato forza nell'arrivare direttamente al punto, senza promettere niente che non fosse semplicemente qualcosa con cui giocare.

Personalmente non prenderò nessuna delle tre console, continuando a giocare nel mondo a parte del 3DS. A proposito, c'è in giro un demo di Default Fairy che devo provare. L'unico acquisto hardware che mi sono concesso ultimamente è stato il Nexus 4 come telefono. Si, 4, ho deciso per una soluzione non cutting-edge, ma disgustosamente poco costosa. E' tutt'oggi un telefono nerd, per pochi, non molto diffuso nei salotti comuni, ma ancora molto bello. Non ha ancora giovato di KitKat, ma aspettiamo fiduciosi la release a breve. Intanto mi ha avvicinato un po' più direttamente al mondo mobile che ho sempre guardato un po' di striscio, tanto che ne vedrete gli effetti anche domenica.
Non me la sento di parlarvi più estesamene di questa geekata. Rispetto ai tempi del mio primo android, quando favoleggiai grande cose, sono anche in questo campo un po' più disilluso e pacato. Il telefono per me è tornato principalmente di nuovo un telefono. Solo più sbrilluccicoso.

“Guardano il pallone / e vanno nel pallone dei criminali travestiti da brave persone / qua non c'è Big Meech / qua non c'è Larry Hoover / solo gangster del calcio / tipo Moggi alla Juve”

Cymon: testi, storia, site admin
Precedente Successiva

Follow The Rabbit © 2001 Simonazzi /Farè
Tutti i contenuti del sito sono su licenza Creative Commons
All'inseguimento del Coniglio Bianco sin dal 2001 — Tanto Non Lo Facciamo Per Voi™
XHTML1.0 Strict, CSS2.0, DOM1, RSS2.0