Strip
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02 . 11 . 2013

La Sposa Vampira

Di ritorno da un lungo viaggio in terre ostili, anzi da uno dei miei ormai patentati Fantastic Voyage™, e trovandomi di fronte a questa colonna da riempire, mi costa molta fatica commutare la mente sulla modalità che mi serve per fare questo fumetto.
Nondimeno lo farò, per non incorrere nelle ire dei demoni antichi che questo nostro rituale settimanale tiene a bada. Guai a noi, e al mondo intero, se mancassimo una settimana!
Dunque. Nella strip di oggi c'è ancora tanta Clara e tanto Gödel, impegnati come al solito a bisticciare. Ormai c'è più tensione erotica in questo fumetto che in X-Files, ma giuro che non l'abbiamo fatto apposta... sono stati i personaggi a volerlo. Comunque dalla prossima settimana penso che ci prenderemo una pausa da questi argomenti. Diamo tempo al tempo, e quel che sarà sarà.

Nel settore del divertimento elettronico regna la calma, o in altre parole a me non interessa un piffero di niente in questo periodo. Tutti gli editori stanno caricando i loro colpi migliori e inizieranno a spararli a breve, in tempo per i regali festivi. Ma prima c'è un'altra ricorrenza da considerare: ognissanti, con tutti i suoi orrori fasulli. So che per molti sarà una sorpresa, ma quest'anno ho effettivamente un'illustrazione a tema da proporvi. Spero che questo inaspettato gesto di generosità metterà a tacere tutti i Vermilinguo che da anni ormai predicono la mia fine artistica...!
Il titolo è “La Sposa Vampira (E le Amanti Gemelle di Dracula)”; tecnicamente potete usarlo come sfondo del desktop, se una cosa del genere usa ancora, oppure magari potete decorarci la schermata di unlock del vostro tablet, se siete giovanotti alla moda. La figura femminile in camicia da notte non fa parte del cast di personaggi di questo fumetto: vale a dire che non è Clara, per una volta. Non è nessuno in particolare, se ve lo state chiedendo: semplicemente ho voluto fare una parodia dei film sui vampiri prodotti dalla Hammer negli anni '60 e '70, quelli involontariamente ridicoli, con i castelli tenebrosi disegnati su fondali di cartapesta, i pipistrelli di gomma fatti svolazzare con fili non proprio invisibili, e le protagoniste femminili dalle forme esibite con molta generosità a un pubblico niente affatto inorridito.
Anche il titolo è forse un tantino esagerato, ma non più di tanto a paragone dei titoli reali di alcuni di quei film: parliamo di classici come “Le Gemelle del Male”, “Le Spose di Dracula” o l'esotico “La Leggenda dei Sette Vampiri d'Oro”.

Lo-Rez: arte, storia, web design
02 . 11 . 2013

Gheimswik

Games Week 2013! C'eravamo! Un biglietto del tram è bastato a portarci in prima fila allo spettacolo del videoludo, nella terza edizione della manifestazione, un'edizione decisamente più grossa e cattiva della altre, in uno di quegli anni di passaggio dove si respira, nell'aria, l'attesa dell'Evento.
Primo Games Week senza pioggia, in uno spazio più ampio rispetto a quello dell'anno scorso, qualche investimento in più da parte degli espositori, qualche momento a suo modo "importante".
Gamesweek, essendo ancora comunque uno spettacolo di una lontana provincia dell'impero, rimane una manifestazione che lascia i visitatori un po' a sé stessi. Nonostante sfoggi un programma di eventi questi hanno raramente la E maiuscola e sono spesso, in realtà, innocenti goliardate. Insomma, se mai avrò la fortuna di andare a un'E3 o a qualcosa del genere, ovviamente il tentativo sarà quello di far presenza alla conferenza di qualche nome importante, tanto per avere l'impressione di sentirmi dire qualcosa di nuovo e clamoroso (solo l'impressione eh!). Al Gamesweek questo non è ancora possibile, le major non lo considerano ancora un palco. Le cose potrebbero cambiare, visto il successo crescente, ma per ora siamo ancora una torma sconfinata di ragazzini sudati che vagano di stand in stand, a farsi abbagliare dal luccichio degli schermi.
L'unico nome notevole che è venuto fuori da questa manifestazione è senza dubbio quello di Nolan Bushnell, fondatore di ATARI, un vero e proprio pezzo di storia dei Videogame. Peccato che, partecipando all'inaugurazione venerdì mattina era abbastanza irraggiungibile per noi poveri mortali che lavoriamo.
Come? Non avete idea di cosa sia ATARI? Bhe, sappiate solo che quando tutte le Ubisoft di questo mondo saranno cenere, ATARI sarà ancora sui cartelloni pubblicitari di Blade Runner. Spero vi basti.
Ah, intendiamoci. Quantomeno nella giornata di sabato, a giudicare dalle urla isteriche e sgallinate di certi esagitati, forse c'erano altri personaggi interessanti. Ma non ho capito chi fossero, quindi uso il termine "interessanti" con le pinze...
Gamesweek 2013 ha permesso di veder girare su schermi dosi massicce di next gen. E la next gen è qualcosa di notevole, anche se per saperlo bastava Youtube. Arriviamo sempre a questo punto, poco prima dell'inizio delle danze, a raccontarci che quello che fanno le macchine della nuova era è qualcosa di whoa whoa, salvo poi abituarci alle nuove grafiche e cominciare a criticarle quindici giorni dopo l'acquisto delle console. Non starò quindi troppo a dilungarmi sull'argomento. Se vogliamo la fiera ha anche permesso di provare il feticistico piacere di vedere le nuove macchine anche dal vivo, ma ormai il loro avvento è così vicino che non me la sento di bagnarmi per tanto.
L'approccio dei tre grandi del mondo console alla manifestazione è stato quello di sempre. XBOX è risultato ancora una volta quello più impersonale, con grandi pareti istoriate con X e colori verdi, ma senza quell'identità che ti aspetteresti da uno dei tre reganti assoluto del viggimondo. Playstation si è chiusa in un maxi stand discoteca circoscritto e riconoscibile da cui piovevano crocette, triangolini cerchi e quadrati. Come l'anno scorso ha stipendiato alcuni interessanti performer per intrattenere il pubblico, come una coppia di freestyler di fresbee davvero impressionante. Nintento si è rinchiusa nel suo consueto gradino rialzato popolato di cosplayer e standiste vecchia maniera (magliettina, tette, sorrisi), con postazioni per vari giochi *DS e Wii U. Al centro di tutto il palco per il lancio gadget e addirittura una sincopata dance a chiusura fiera che mi sono vergognato di ballare. Ovviamente è uno stand per cui ho avuto un occhio di riguardo, visto che è quello della mia console e in particolare mi sono avventato su Bravery Default. Oltre a promulgarmi in una precisa spiegazione di cosa fosse Bravery Default alla standista che avevo davanti (wait...) ho provato un pochino il combattimento. Continuo a non subire il fascino dei personaggi chibi, quello che sicuramente salta all'occhio da subito è che si tratta proprio di un JRPG duro e puro, con tutta la potenza della tradizione. Continua a essere un acquisto in bilico, per quello che mi riguarda, ma credo che alla fine cederò alla sua potenza profetica.
Lo stand Multiplayer ha avuto un'ulteriore espansione rispetto all'anno scorso, con una sorta di gabbia a rinchiudere il divano interviste e il bancone Multiplayer edizioni. Se vogliamo l'approccio era proprio quello delle conferenze da fiera vera di cui parlavo a inizio articolo. Solo che queste cose, senza abbondante patinatura, hanno scarsa attrattiva.
Da citare, sicuramente, l'esposizione di arte e videogame, con alcune opere notevoli e, soprattutto, gli snack della Milka, distribuiti come virus T in una base di Resident Evil ovunque, ovvero delle patatine ricoperte di cioccolato. Lo so cosa state pensando e invece sono buonissime.
Sulla chiusura di questo lungo reportage l'unica coda da un'ora che mi sono sentito il dovere di fare: IGN nel suo stand presentata e permetteva di provare Oculus Rift, oggetto di cui ho già avuto modo di parlare, gli occhiali virtuali della nostra generazione, veri però. All'argomento e all'esperienza dedicherò il prossimo editoriale, però, in generale, credo ci sia da fare i complimenti a IGN stessa per aver organizzato tutto ciò e, soprattutto, averlo fatto in uno stand modesto nelle dimensioni, ma arredato nerdamente bene. Difficile non subire il fascino di uno Street Fighter 2 prima maniera giocato su uno schermo 40 pollici.
Che dire, quindi, per tirare le somme sul Games Week? La direzione continua a essere quella giusta, fiera sicuramente migliore di quella dell'anno scorso, respiro di evento vero dato anche da alcune imponenti installazioni come quella del romano di Ryse of Rome o del guerriero di Infinity, atmosfera violentemente nerd e piacere di esserci. Ci vediamo l'anno prossimo!
Ah, a proposito, Mediaworld, partner commerciale di quest'anno, a parte spingere Skylanders alla morte per arginare l'arrivo di Disney Infinity, ha portato un'offerta di giochi 3DS a dir poco insultante. Ero pronto a dargli dei soldi, ma così com'erano le cose arrangiati.

“Chi viene a Lucca Comics&Games, ci torna. Gli appassionati, perché ci sguazzano. I visitatori, perché si divertono. Gli editori, perché vendono. Gli autori, perché gli editori li obbligano.”

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