Strip
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31 . 08 . 2013

Accaldati

Siamo ancora vivi, come ci fa notare Bob nella strip del rientro estivo: una tautologia da pronunciare rigorosamente come se fossimo attori di un film d'azione degli anni '80, gonfiati di anabolizzanti e con una pettinatura che inevitabilmente passerà di moda molto in fretta.
Siamo ancora vivi, noi che scriviamo e (presumo, ma non ne ho la certezza) voi che leggete. Potrebbe essere già di per sé un buon risultato, a seconda di come avete passato quest'estate... ma noialtri non ci accontentiamo di così poco, e siamo determinati come sempre ad usare il tempo che ci è concesso su questa terra producendo un fumetto online settimanale. Se ciò sia un bene o un male, ognuno lo giudichi da sé.

Da qualche anno, o forse da un sacco di anni ma ci faccio caso solo ora, il rientro dalle vacanze coincide con il Gamescom, una colossale fiera dedicata al settore videoludico che si tiene nientemeno che qui in Europa. Anzi no, scusate, in Germania.
Per essere una fiera così enorme, la più grande del mondo eccetera, devo mio malgrado notare che non è stato annunciato un accidenti di niente di bello o importante: nulla è stato mostrato, nulla è stato pubblicizzato. Nulla che possa suscitare un minimo di interesse. Zero emozioni: esattamente quello che ci si deve aspettare da una fiera tedesca.

Per fortuna a scuotere i nostri nervi ci pensano, come al solito, i giappi, che nel cuore della calura estiva hanno presentato Killer Is Dead e Dragon's Crown, due titoli attesissimi da me e da altri ossessionati. Killer Is Dead a quanto pare non è un capolavoro, ma questo lo sapevamo già, e non ci importa. Quello che conta è lo stile, che nelle produzioni di Grasshopper Manufacture non manca mai. Si tratta di un giochetto strapieno di perversioni di ogni genere rappresentate a colori ultra-saturi, come solo in Giappone sanno fare. Anche il combattimento del tutto privo di fronzoli (non si può saltare) è una cosa che apprezzo parecchio, invecchiando.
Dragon's Crown è l'altro gioco che monopolizzava i miei pensieri già prima delle vacanze. Non poteva essere altrimenti, visto che si tratta del nuovo lavoro prodotto dai tizi di Odin Sphere e Muramasa, due giochi che ho amato profondamente. Si sono scatenate accese polemiche attorno a questo titolo, proprio a causa della sua direzione artistica, che ha la tendenza ad esagerare grandemente gli attributi sessuali dei personaggi (sia maschili che femminili, bisogna dire). Su queste pagine non avete sentito neppure un accenno a queste polemiche, nonostante abbiano imperversato a lungo sui principali siti di settore: raramente capita che la direzione artistica di un gioco susciti tutto questo interesse tra le masse plebee, ed è un peccato che la causa scatenante siano le solite vecchie proteste indignate.
Persone più sagge di me hanno già osservato che l'indignazione morale spesso è solo invidia con l'aureola. Personalmente trovo ridicolo che tutta questa indignazione morale provenga da testate giornalistiche la cui esistenza quotidiana è fondata sulla corruzione da parte degli editori videoludici, e da presunti giornalisti il cui mestiere consiste nell'inventarsi i titoli più accattivanti per una marea di non-notizie utili solo ad attrarre guadagni pubblicitari.
Ma lasciamo correre: non fa bene accaldarsi troppo, in fondo non siamo ancora usciti dalle fauci dell'estate. Dragon's Crown è un omaggio ai giochi di combattimento fantasy a scorrimento orizzontale che imperversavano nelle sale giochi degli anni '80 e '90. Un omaggio commovente, se avete vissuto quegli anni, e realizzato con straordinaria competenza. Mi ha rattristato molto osservare che nessuno dei siti più importanti ha saputo cogliere questo aspetto del gioco: ogni pixel, ogni nemico, ogni schermata è un rimando pieno di rispetto e amore ai giochi che nei decenni hanno formato questo genere ormai dimenticato: ancora una volta i recensori si sono dimostrati ignoranti come talpe, troppo scandalizzati per le loro donne-oggetto e le fantasie eterosessuali da adolescenti per accorgersi che tutto Dragon's Crown è un museo di storia videoludica.
L'arte 2D è fantastica, il gioco divertente. Certo ha ereditato anche i difetti tipici del genere, ma anche per questo va amato.
Invece delle polemiche, meglio dedicarci a un articolo approfondito sulle influenze artistiche di questo gioco.

Lo-Rez: arte, storia, web design
31 . 08 . 2013

Si, siamo tornati

Popolo del coniglio, disperavate di vederci ancora qua? E invece eccoci, rigenerati e arricchiti dai viaggi estivi siamo di nuovo seduti davanti alle nostre tastiere a tracciare la mappa del mondo intorno a noi, senza perderci d'animo a vederlo sempre in mutamento e sempre più ingannevole. E' stata un'estate interessante, personalmente, piena di avvenimenti e fatti. Ma anche piena di cose nerd da condividere. Per esempio mi sono dilettato a mettere in piedi un romanzo steampunk, dove mettere in piedi non ha significato solo scriverlo, ma anche pensare e realizzare l'infrastruttura informatica che lo regge. Potete raggiungerlo qua: Valerius Demoire.

Se il mondo dei videogiochi avesse più una qualche tradizione da rispettare questo dovrebbe essere un editoriale interlocutorio in cui scambiarci convenevoli e cortesie e, al massimo, farci gomito gomito raccontarci le esperienze avute nell'attesa che un po' tutti si riattivino e si ricominci ad avere dichiarazioni clamorose.
Invece no, Nintendo ha deciso di proseguire nell'escalation di assurdità che ormai è il corpo centrale della sua campagna marketing. Una volta faceva annunci tradendo la stampa, poi ha cominciato a pugnalare le fiere, adesso sembra che faccia annunci tenendone all'oscuro la stessa Nintendo. Senza un Direct a cornice, senza qualche rumor nell'aria, senza nemmeno vedere se stavate tutti ascoltando, Nintendo ha annunciato il 2DS. Giuro che il giorno che è uscita la notizia ho passato mezza giornata in giro per internet per sincerarmi che fosse vera, che non fosse un pesce d'aprile e che nessuno fosse sul punto di smentirla. Perché il 2DS si configura come la più grande presa per il culo hardware mai messa in campo da una major (si, l'N-Gage faceva tanto ridere, ma era meno divertente). O forse no.
Su quello che è il design hanno già detto tutti peste e corna, ma io non voglio pronunciarmi. E' un oggetto particolare, se sarà rifinito come il primo 3DS potrebbe essere bellissimo, anche considerando la scocca bicolore che permette accostamenti forti, se invece sarà low-cost anche in quello probabilmente la sua forma e la sua ergonomia non lo salverà.
Per quello che riguarda l'ingegneria che gli è sottesa a far parlare è stato il suo schermo singolo, splittato in due solo dalla maschera, potenzialmente un touch da piccolo tablet. Questo significa ovviamente aver asciugato molto diversi costi di produzione, con quello che ne consegue.
Più complesso, quasi impossibile, comprendere il suo posizionamento sul mercato. Il prezzo di cui si sente parlare oggi, ovvero 120 dollari, è piuttosto curioso, perché troppo vicino a quello del primo 3DS, dove ancora disponibile (per non parlare dei DS...). Questo 2DS deve avere un prezzo non confrontabile con quello delle altre console, deve essere il "netbook" della Nintendo. Perché secondo me il suo target sensato sono i retrogamer che vogliono godersi il parco giochi (immenso e stupendo) del DS e, soprattutto, quelli che vogliono giocare solo a Pokémon.
Pokémon è qualcosa che trascende il videoludo in sé, è una galassia economica con una vita a sé. A un certo punto Nintendo aveva dichiarato che avrebbe tenuto in vita il DS proprio come Pokémon machine. Una dichiarazione del genere sarebbe indubbiamente bastata a tenere la vecchia console della N in vita ancora a lungo. Quello di cui però si devono essere accorti, a Nintendo, era che non aveva senso lasciare disponibile agli utenti una vecchia console quando li si poteva convincere a comprarne un'altra. Per cui il nuovo Pokémon è ovviamente compatibile per 3DS e, per tutti coloro che non hanno voglia di comprare un'intera nuova console, il 2DS capita a fagiolo. A patto che rappresenti veramente un risparmio, cosa che oggi non mi sembra.
In coda a tutto questo discorso, raccogliendo grezzamente l'enorme fiumana di critiche piovute su questo giocattolino, forse potremmo chiederci se ormai il completo monopolio del mercato portable non abbia dato un po' alla testa a Nintendo. Le aziende che sono sfacciatamente leader del loro settore, di solito, si limitano a sedersi in un angolo e godersi il frutto del loro successo finché qualcuno di intraprendente non gli porta via la sedia da sotto il culo. Nintendo invece sembra affamata di sfide e continua a mettere in gioco sé stessa, anche in modo un po' random, come con questo 2DS. Da un certo punto di vista un approccio talmente erratico al mercato rende difficilissimo per qualsiasi competitor presente e futuro di intervenire, perché tutte le volte il senso delle cose si sposta a destra e sinistra. Dall'altra parte l'impiego di risorse per lasciare tutto folle e imbizzarrito non deve essere irrisorio e, in questo caso, potrebbe non avere completo ritorno.
Che semplicemente Nintendo stia progettando di conquistare il mondo e i 2DS si trasformino in mini-mech per mettere in ginocchio le ragioni? BHe, una spiegazione plausibile quanto tante altre.

Vi lascio, ho scritto già abbastanza da raschiarvi via l'abbronzatura, ma non temete. Non sarà sempre così. Tempo che viene sul serio autunno, sarà molto peggio.

“Forse stanotte, / se avro' attraversato / la strada che non posso vedere / poi in un momento / copriro' le distanze / per raggiungere il fuoco / vivo sotto la neve. ”

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