Strip
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13 . 07 . 2013

Era destino

Con la strip di oggi riprendiamo un filo nella trama della nostra serie Jobs che pendeva, trascurato, da diverso tempo. È un filo insolitamente rosa, almeno nell'ambiente degli ingegneri d'acciaio freddi come le macchine: il possibile innamoramento di Gödel nei confronti di Clara. Abbiamo iniziato a insinuare questa possibilità maliziosa tipo in questa strip, e da allora abbiamo buttato qualche indizio qua e là.
L'estate, si sa, è il tempo dei pettegolezzi e degli intrecci romantici più ingarbugliati... perfino l'estate di questo miserabile fumetto.

Oggi c'è spazio per un altro titolo che occupa i pensieri di molti videogiocatori come noialtri, e anche di tantissimi che non sono come noialtri: Destiny. A me piace molto, ovviamente, lo stile artistico che mescola fantasy e fantascienza, e lo fa con una classe e una personalità che non si è mai vista all'infuori degli universi di Guerre Stellari e Warhammer 40K.
Naturalmente per molti giochi di ruolo orientali una ambientazione simile è ordinaria amministrazione, ma qui aleggia un gusto occidentale, da space opera dell'Età dell'Oro, che fa piacere ritrovare ogni tanto... i giappi e i coreani sono spesso troppo alieni, troppo perduti dietro alle loro ossessioni per le liceali in gonnella con i capelli rosa.
Auguro quindi a Destiny che le sue ambizioni smisurate incontrino il successo. Non è detto, in questo mondo arido e tra gente col cuore di pietra.

La settimana prossima, forse, se ancora esisteremo, verrà finalmente il tempo di parlare dei giochetti che davvero mi hanno colpito di più tra quelli presentati nelle scorse settimane (escluso Final Fantasy XV, ovvio). Ci sarebbe anche da commentare certe uscite cinematografiche importanti di questo periodo, ma per fortuna Cymon sta compiendo bene questo dovere. Io come al solito sono disconnesso dal Cinema delle sale, per tante ragioni, anche se probabilmente non perderò occasione di assistere al fenomeno culturale a base di mostri e robottoni che pare segnerà per sempre la nostra epoca. Anzi, nel momento in cui queste righe saranno pubblicate, potrebbe essere già accaduto.

“it makes sin /
seem innocent”

Lo-Rez: arte, storia, web design
13 . 07 . 2013

Vecchi porcelli

Bhe, non vi abbiamo dato Clara "completamente nuda" ma questa settimana assolveremo a una promessa di tutt'altro peso: finalmente onoreremo il nostro appuntamento su M.it dopo un periodo di assenza decisamente lungo. C'è di buon che M.it non si è indispettita troppo di ciò, gliene venga merito, ma io si considerando che è stata soprattutto la mia real life a rovinare il nostro splendido e eterno ritmo. Speriamo di poter arrivare onorevolmente alle ferie.

Sono divenuto da poco un felice possessore di Mario 3DLand, come all'incirca capita a qualsiasi possessore di 3DS. Ok, la scatola è strausata e a un certo punto deve essere finita sotto la mano della maniaca omicida di Basic Instict, considerando che la confezione è traforata da punteruolate, ma almeno la cartuccia pulsa viva nell'alloggiamento. Credo di provare dei sentimenti discordanti ed eretici nei confronti di questo gioco. E' puro, genuino, assoluto, è completo gameplay, ma in un modo talmente destrutturato che finisce con lo smarrirmi. E ho un piccolo problema col sentirlo una sfida. Ne riparleremo quando avrò totalizzato maggior numero di ore di gioco.

Sono sicuro che ravanando per bene la rete troverei un mucchio di spunti interessanti per scrivere un editoriale che interessi le masse, ma oggi ho deciso di segnalare principalmente questo perché si, perché è quello che vi aspettate da me e perché i pareri discordanti di cui leggo mi fanno solo fare grasse risate.
Leisure Suit Larry è uno dei cardini dell'epoca d'oro, uno dei personaggi principali della ricca scuderia SIERRA, che assieme a LucasArts dettava i ritmi e le leggi delle avventure grafiche, ma, per certi versi dell'intero movimento videoludico dei tempi, che vedeva nelle avventure grafiche proprio i suoi titoli di punta (incredibile, nevvero?). Questo Reloaded nasce come nascono i progetti nerd e romantici oggi, ovvero con Kickstarter. Non era difficile decretare il successo della raccolta, considerando che è stata chiamata da Al Lowe in persona, che è l'essere umano che da sempre la mia generazione identifica con Larry. E Al Lowe si è rivolto alla mia generazione e ha prodotto un gioco della mia generazione, esattamente in linea con i dettami del tempo che fu eppure questo sembra aver spiazzato e indispettito la generazione attuale, a.k.a. quelli che comprano oggi.
Questa cosa mi ha sempre smarrito e per quanto studi in maniera scientifica il nostro mondo soprattutto da un punto di vista sociale non mi è mai stato possibile afferrare le cause di questo atteggiamento. Cosa c'è di endemicamente vecchio nelle interfacce a icone, nelle trame che avanzano per azioni, negli enigmi? Come avrebbe dovuto evolversi il genere per poter essere preso in considerazione dai giovani d'oggi? O, di contro, cosa nell'educazione videoludica dei giovani d'oggi manca perché non possano apprezzare questo tipo di esperienze?
Quando giocavo le grandi avventure grafiche io, lo ammetto, mi emozionavo quando vedevo un nuovo scenario. E questo era clamoroso perché un nuovo scenario era sostanzialmente, una grossa gif, magari nemmeno in alta risoluzione, magari nemmeno a 16.000.000 di colori. Quest'emozione, concatenata a quella di veder funzionare una combinazione bizzarra oppure allacciata al divertimento di un dialogo erano tutto quello che teneva insieme il gioco che in fondo gioco non era perché non era una vera sfida di abilità, non era una prova di destrezza e aveva un modo tutto suo di mettersi in rapporto con la tua intelligenza.
Quindi i videogiocatori di oggi non riescono a provare quelle emozioni e allora si soffermano sul ferro di cui è fatto il videogioco e lo vedono vuoto e stupido.
Potrò essere presuntuoso, ma proprio per questo prima parlavo di educazione. Ci deve essere un modo per spiegare ai videogiocatori moderni il significato di certe emozioni, per guidarle a raggiungerle, perché sono un valore assoluto, che non riguarda né le epoche né le generazioni e il fatto che l'abbiano perduto è solo un grave danno per loro.
Devo ammettere che Leisure Suit Larry è una delle serie che ho sviscerato meno nella mia vita. Ho giocato a un solo capitolo che oltretutto non si poteva considerare nemmeno tra i migliori, Love for Sail. Avrò avuto si e no tredici pericolosi anni ed era un gioco che ti introduceva agli argomenti sessuali con stile, senza mai far vedere niente di realmente volgare, ma raggiungendo quella quota di raffinato licenzioso che continuava ad avere un senso. Era un gioco imbarazzante, per un tredicenne, non lo nego, ma anche questo era il suo bello.

Bene, possiamo anche lasciarci. Settimana prossima probabilmente parleremo necessariamente di cinema. O avremo trovato un posto da chiamare "casa" o quest'epoca ci avrà ingannato ancora una volta. Non ho intenzione di giudicare a priori, dal semplice hype della rete, come andrà.
Ah, vi siete accorti che fa caldo? No, per dire...

“Per parte mia vorrei piuttosto esser disceso da quella piccola scimmietta che sfidò il suo terribile nemico per salvare la vita del proprio guardiano, o da quel vecchio babuino, che discendendo dalle montagne, portò via trionfante un suo giovane compagno da una torma di cani stupiti, piuttosto che da un selvaggio che trae diletto a torturare i nemici, consuma sacrifici di sangue, pratica l'infanticidio senza rimorso, considera le mogli come schiave, non conosce il pudore ed è tormentato da enormi superstizioni” - Charles Darwin

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