Strip
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25 . 05 . 2013

One

Già il dialogo nella strip odierna potrebbe apparire surreale (almeno a chi non ha molta familiarità con il Supporto Tecnico!), ma se a parlare è un angioletto sotto un piumino con gli occhiali da snowboard nel bel mezzo di una server farm, qualche spiegazione diventa d'obbligo.
Chi segue questo Coniglio da tempo non ne ha bisogno, però noialtri non vorremmo mai e poi mai sembrare ostili ai nuovi arrivati... noialtri siamo ostili e scontrosi con tutti i lettori, vecchi e nuovi allo stesso modo. Comunque, chi volesse conoscere meglio le vicissitudini che hanno portato il nostro angioletto Bob nell'insolito scenario di queste strip, può ripercorrere l'archivio iniziando circa da qui. Leggere gli editoriali, cioè queste colonne che state leggendo ora, potrebbe aiutare: ma non siamo così folli da confidare fino a questo punto nella vostra buona volontà.

Questa settimana il tema del compitino scritto può essere soltanto uno: l'Xbox One. Ma anche no. Come dicevo per la PS4, queste console sono scatole vuote, non mi dicono nulla, non suscitano in me alcuna emozione. Certo questo design industriale mi piace, è una console che fa di tutto per sparire nell'anonimato, per starsene accucciata buona buona sotto la TV, come un qualunque altro scatolotto nero e innocuo. La gente è rimasta un po' irritata dal fatto che i videogiochi sono stati soltanto un aspetto nella presentazione di questa nuova console: avranno il loro spazio nella conferenza a loro dedicata, alla prossima fiera del Divertimento Elettronico di Los Angeles.
Questa lieve mancanza di tatto è sembrata un affronto mortale a tutti gli assatanati videoludici... l'Xbox One non è più solo uno strumento per videogiocare, perché le componenti di comunicazione e televisione hanno guadagnato la stessa dignità e importanza dei videogiochi. Sony nella presentazione di PS4 ha saputo accendere di più l'entusiasmo e l'orgoglio dei giocatori. Ma basta così: è patetico giudicare da mezz'ora di presentazione questi dispositivi che accompagneranno le nostre vite per 7 o 8 anni. Tant'è che dal giorno della conferenza è iniziato un flusso ininterrotto e abbondantissimo di notizie, chiarimenti e approfondimenti riguardo questo nuovo gingillo.

Lasciamoci dunque con una vaga sensazione di speranza, un cauto ottimismo nel futuro, e l'impressione che nonostante tutto, nonostante tutte le nostre piccole debolezze e le meschinità che non riusciamo ad evitare, lo Spirito dei Tempi ci sospinge inesorabile verso il caldo, o almeno tiepido, abbraccio di un Futuro tutto sommato migliore del passato che ci lasciamo alle spalle.
Sì, sono un po' esaurito in questo periodo.

Lo-Rez: arte, storia, web design
25 . 05 . 2013

Opereeeeeeeeetion

Ho esplorato il fondo degli anime.
L'ho fatto spesso, perché agli anime piace andare giù, nel torbido. Non parlo dell'hentai, che è una nobile disciplina, parlo proprio dell'ammiccante desiderio di mostrare ragazzine con pochi anni sulle spalle in atteggiamenti osceni quasi contro la loro volontà, quasi a loro insaputa, come vorrebbe un oscido guardone o un maniaco.
Ecco, pensate a questo fondo, formato da questo modo di fare animazione giapponese.
A un certo punto c'è un buco che va ancora giù per diverse decide di metri.
Lì si trova Vividred Operation.
Torniamo al giochino della rassegna stampa. Uno dei primi articoli che potrebbero saltarvi fuori cercando questa serie è questo qui, che tiene la parola "inguardabili" anche nello slug. E dice tutte cose assolutamente vere. Una serie disegnata benissimo. Una serie stupida. Una serie vuota. Una serie in cui le simpatiche gonnelline svolazzanti che sono alla base della mitologia erotica giapponese hanno ceduto il passo a più esplicit hotpants che sono persino integrati nelle divise scolastiche.
Questo per tacere come l'inquadratura-cameltoe qui assurga a strumento registico della stessa dignità del piano-sequenza (per sincerarvene, con la stessa ricerca google di prima, cliccate su immagini).
Ma cerchiamo di spegnere un attimo il nostro lato moralizzante e torniamo sul tema majokka da combattimento, che imperversa in modo consistente nelle nostre vicende, ultimamente. Cos'è un majokka da combattimento, in fondo?
Si tratta di una serie in cui una creatura uscita da un angolo di assurdolandia dona dei poteri a delle ragazzine e altre creature, uscite da un altro angolo dello stesso posto inutile decidono di conquistare la Terra o distruggerla.
A questo punto le ragazzine dovranno fare dei balletti scemi che faranno si che si trovino a mezz'aria completamente nude e, dopo alcuni interminabili secondi di imbarazzo (per lo spettatore), gli piombi addosso qualcosa di idiota, kitch e appariscente per coprirle. Qualcosa di insensato, ma che gli permetterà, soffrendo e urlando come ossesse, di fare il culo a quelli che volevano conquistare/distruggere. Il tutto fino a un finale tutto lacrime e amore in cui l'amicizia trionferà.
Ma siamo veramente sicuri di voler discettare su una serie creata con questo template? Ha veramente senso andare a sviscerare gli aspetti narrativi e artistici di qualcosa che, alla nascita, decide di comportarsi così?
Quindi capovolgiamo il receditoriale. E' Vividred operation un anime majokko da combattimento? Assolutamente si. Funziona in questo senso? Assolutamente si. In realtà l'unico peccato di cui lo accuserei, tolti gli hotpants, e aver cercato di clonare l'Homura di Madoka Magica probabilmente con gli stessi intenti commerciali che già avevo denunciato in Symphogear. Per il resto c'è proprio tutto tutto tutto quello che c'è di solito. L'unica ventata di novità è che la nerd è quella con le tette più grosse.
Consigliato? Bhe, se volete scrollarvi di dosso un po' d'ubbia della vita perché no?

Discorso ben diverso per Rinne no Lagrange di cui ho visto entrambe le stagioni e su cui alla fine ho un giudizio combattuto, considerando anche il discreto successo che, di fatto, la serie ha avuto. Per vari motivi non lo tratterò estesamente, ma solo in questo paragrafetto. E' una serie di robot fashion e ragazzine. Approcciato come serie di robot è una serie bruttissima con combattimenti quasi nulli e fatti male e le solite evangeloniate che riempiono i buchi di trama. Credo che però il giusto taglio con cui guardarla sia quella del puro shojo d'amicizia senza storie d'amore in cui tre ragazzine, trovatesi assieme per ragioni bizzarre tirano avanti nel loro rapporto nonostante i conflitti. In questo senso la storia ne guadagna dal fatto di non vedere i conflitti di queste ridotte alla scelta del vestito della festa o agli occhi dolci che fa loro il vicino di banco, ma averli rappresentati da una guerra intergalattica tra post-umani.
In questo senso è una serie di grande sentimento, che riesce a muovere qualche corda.
Ma anche così, meglio era se i robottoni facevano cose fighe.

“Ma naturalmente, ciò di cui l'aquila non si rende conto è di avere un ruolo in una sorta di selezione naturale molto rozza.
Un giorno una tartaruga imparerà a volare.”

Cymon: testi, storia, site admin
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