Strip
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23 . 03 . 2013

L'intervista fantasma

Era inevitabile prima o poi una strip che cita Il Trono di Spade (forse noto come Game of Thrones per gli illetterati che seguono la serie TV in lingua originale). Ma l'Inverno almeno per noialtri non sta arrivando: lo dice anche il calendario dello smartphone, per chi ha poca familiarità con l'aria aperta. L'inverno, anzi, se ne sta andando, e sarà il caso che anche noialtri abbandoniamo l'atmosfera cupa e il clima artificialmente gelido del data center in cui abbiamo ambientato le ultime strip.

Questa settimana sono emersi altri indizi, sicuramente disseminati ad arte, sulla cospirazione che ci tiene avvinti ormai da mesi nelle sue trame appassionanti. Per poco non ci mettevo un punto esclamativo, tanto faccio fatica a trattenere l'entusiasmo: succede spesso così se c'è di mezzo Hideo Kojima.
Il famoso designer nipponico ha colpito ancora. Immagini sfocate pubblicate su Twitter con nonchalance, finte interviste con finti manager su finti videogiochi, documentari dal significato criptico con una colonna sonora di messaggi in codice morse... Questa nuova campagna virale, come va di moda oggigiorno, non si fa mancare nulla. Il gioco in questione è The Phantom Pain, di cui avevo già parlato all'epoca del primo video promozionale, ma di fatto a questo punto non è ben chiaro né chi lo fa, né se sia in realtà Metal Gear Solid V oppure se sia lo stesso gioco che è già stato presentato, ovvero Metal Gear Solid: Ground Zeroes, oppure se The Phantom Pain non sia in realtà il nome dell'esperimento segreto che nella storia di MGS portò alla costruzione delle VR Missions già apparse nei giochi precedenti (!!!). Troppi titoli per un gioco solo... la mente vacilla.
Questa vicenda si chiarirà tra pochi giorni in occasione della Game Developer Conference 2013, quando Kojima in persona terrà una conferenza-spettacolo di 90 minuti (circa come la durata di una scena di intermezzo nei suoi giochi). Ma l'episodio più sensazionale finora è stata l'intervista al fantomatico manager di Moby Dick Studios, gli studi fittizi che non stanno sviluppando questo gioco fantomatico... ci sono discussioni di cento pagine che sostengono si tratti perfino di una persona fittizia, ovvero che la figura bendata che compare nel video sia di fatto un personaggio generato in CG dal motore grafico di prossima generazione che Kojima presenterà a breve.
Pare di trovarsi in un romanzo di William Gibson, a discutere sui forum degli ossessionati se quello che vediamo sono persone reali o immagini artificiali indistinguibili dalla realtà. Finalmente cominciamo a vivere un po' della fantascienza che leggevano i nostri antenati.

“Mi vestivo da Naruto alla fiera del fumetto /”

Lo-Rez: arte, storia, web design
23 . 03 . 2013

Just dreaming

Lo so, lo so, fare battute sul sistemismo Microsoft è ovvio è scontato e fa tanto nerd anni novanta. Sono sempre i fighetti radical-chic che prendono sempre in giro le cose dottonette e la roba che gira sugli Aiaies. Sempre lì a dire peste e corna di come è difficile configurare quei sistemi, svillupparci sopra e manutenerli. E quel che è peggio è che son tutte cose vere.

Oggi però non è quel nerdismo quello che mi infiamma, ma quello fumettistico. Settimana scorsa Milano ha ospitato Cartoomics, fiera che è ben lontana da essere un evento. Cartoomics è la figlia povera delle fiere di fumetti italiane, forse la quarta in ordine di importanza. Il fatto di essere a Milano, città che di solito è abituata al deppiù di certo le rende difficile la vita. Ma è comunque una fiera a due passi da casa (trovandosi nella fiera nuova letteralmente due) e ci sono i fumetti e i nerd e le cosplayer seminude (e semimaggiorenni) quindi un salto ce lo si fa.
Il bottino di questo Cartoomics è stato dolceamaro. Ho preso la maglietta di Resident Evil che mi sta piccola, ho preso tutto Gunslinger Girl scoprendo che manca un volume, ho preso un paio di Ratman che van sempre bene e i dadi per D&D. E poi mi sono sentito moralmente tenuto ad acquistare Suore Ninja.
Davide La Rosa è stato citato già diverse volte su questo sito. Sebbene il suo webcomic sia molto lontano da noi per temi e stile è indubbio che di webcomic si tratti e considerando che appartiene alla Prima Era, quella tutta rifinita dai nostri sogni è ovviamente una personalità degna di rilievo. Quello che però dobbiamo riconoscergli oggi è di essere riuscito, più di molti altri, a muoversi bene e giocare le proprie carte.
Intendiamoci, sono un vero e proprio fan di Davide e del suo umorismo, che, oltretutto, trovo molto vicino al mio sentire, ma è evidente che nel panorama generale dei webcomic non è mai stato il più in vista. Eppure ha fatto diverse mosse che gli hanno permesso di farsi un certo nome, ha contribuito a Voyager dopo aver lungamente preso per il culo spietatamente Voyager, ha pubblicato un paio di libri tratti dal suo webcomic (che è una cosa che è riuscita a molti), ma oggi forse trova la sua consacrazione visto che, oggettivamente, ha contribuito alla realizzazione di un fumetto "vero".
Ah, naturalmente non me ne voglia Vanessa Cardinali, eh, che oltretutto mi ha firmato la copia del mio Numero 1 (che tra vent'anni avrà valore inestimabile) e mi ha anche disegnato un papa. Il fatto è che... tra sceneggiatori che disegnano male ci si intende.
Ma com'è questo Suore Ninja? Bhe, non mi sperticherò e in fondo è giusto non sperticarsi con i numeri 1. E' un fumetto che cerca di mescolare l'irriverenza al fumetto d'azione classico. Ovviamente in questo primo capitolo largo spazio se lo è preso la presentazione dei personaggi e la trama è una becera scazzottata, non ho riso da scompisciarmi, ma non ho avuto nemmeno l'idea di un progetto campato in aria. Quello che mi è piaciuto molto sono le suore che sono proprio rese come dei personaggi fighi e personaggi di questo tipo devono essere fighi, quello che mi ha lasciato un pochino perplesso è invece l'autoreferenzialità che ho visto in molte cose. Insomma, ci sono diversi riferimenti buttati lì, proprio bruciati, che sembrano rimasticature delle vignette di Davide del blog. Per esempio il personaggio di Gi(J)acobbo è proprio buttato via, quando poteva essere l'occasione per riscriverlo in maniera convincente. Sono cose che però mi aspetto cambino andando un po' più a "regime".

Bene signori, l'editoriale chiude. Non ho niente di spettacolare per congedarmi quindi lascerò semplicemente che la mia voce cali di volume fino a...

“Dì piuttosto - scusami tanto non sono in grado di trovare due canguri, abbi pazienza, bisogna trovare un'altra idea che io non ho -”

Cymon: testi, storia, site admin
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