Strip
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08 . 12 . 2012

Il cravattino nuovo

I data center sono ambienti freddi, asettici, ma soprattutto freddi: l'angioletto Bob l'ha scoperto a sue spese, quando è stato trasferito qui dall'atollo tropicale su cui lavorava fino agli ultimi rivoluzionari avvenimenti della nostra serie Jobs. Tenere i server sotto un ombrellone in spiaggia non è la pratica comune, ma il nostro Bob ha capito troppo tardi cosa comporta realmente il mestiere dell'Amministratore di Sistema... ora sta solo cercando di attrezzarsi, e trasformare le lunghe giornate passate ad accudire le lucette lampeggianti in un'unica, interminabile settimana bianca.
Mentre scrivo l'odore della neve sta penetrando da tutte le fessure, per cui capirete che mi sento piuttosto in sintonia con la strip di oggi. Ma basta parlare di me, ci sono tante altre cose interessanti da dire. Tipo che, dopo tipo 7 anni, nella strip di oggi finalmente Neo si è infilato nei pantaloni quella dannata camicia.
Mi sentirei di prendervi in giro se parlassi di restyling dei personaggi, considerato che sono solo ritocchi quasi impercettibili per chi non ha una padronanza completa di questo fumetto. Però se guardate bene è cambiato anche il cravattino, ora stretto come si confà allo stile da impiegato IBM degli anni '60 che tanto piace al nostro protagonista Neo. Si è anche cambiato i pantaloni, ora di una tonalità più vicina a quelli che il vostro disegnatore possiede nella Vita Reale™. Penso che anche il colore dei precedenti fosse ispirato ai pantaloni che avevo all'epoca, perché come ho già detto tutti gli abiti indossati dai personaggi sono o miei o di persone a me vicine nella Realtà©. Tutti tutti.

Anche il qui presente sito sfoggia un ritocco lievissimo, ma cruciale per la leggibilità: noterete infatti che adesso il testo di queste colonne va a capo, perlomeno se usate un browser che supporta questa caratteristica.
Passando ai giochini, mi sembra opportuno parlare di un titolo ambientato in una Terra semisepolta dalla neve: Destiny. Si tratta del nuovo gioco a cui sta lavorando Bungie dopo la serie di Halo. Bungie mi sta antipatica e non ha mai combinato granché, tanto è vero che il primo Halo non realizzato da lei è di gran lunga il migliore della serie; però hanno una disponibilità economica illimitata, che in questo settore aiuta tantissimo a produrre giochi belli.
Quello che mi appassiona di Destiny sono le illustrazioni molto nostalgiche, ispirate ad una fantascienza dei tempi andati che è sempre più rara, con vasti panorami pennellati a olio. Poi c'è il particolare super-esaltante degli elementi fantasy inseriti in una ambientazione futuristica: mi pare proprio che abbiamo a che fare con il genere della Science Fantasy, o della Space Opera Techno-fantasy o comunque vogliate chiamarla.
Insomma, tipo come Guerre Stellari.
In effetti le prime dichiarazioni citano apertamente Guerre Stellari come un'ispirazione ma anche come un obiettivo commerciale: dubito che riuscirà mai ad eguagliarne il carisma, almeno nel mio cuore, ma sicuramente c'è posto per una serie epica di questo genere anche per le nuove generazioni.

Lo-Rez: arte, storia, web design
08 . 12 . 2012

Lords Of The Boards

Il ponte dell'Immacolata si porta la prima neve milanese e, personalmente, una certa sonnolenza da letargo sotto plaid pesanti a leggere il Signore degli Anelli o, meglio, lo Hobbit. Lo Hobbit che, per inciso, sto leggendo veramente di questi tempi. Non l'avevo mai letto considerandolo un corollario un po' feticistico al Signore degli Anelli, ma considerando il periodo... comunque si, E' un corollario un po' feticistico al Signore degli Anelli, ma con le sue belle ragioni d'essere di carattere filologico, se vi interessa saperlo. Oltretutto ho qui un'edizione fatta apposta per l'onda di marea del film stra-annotata e con gli angoli arrotondati che ha più che un suo perché. Ovviamente, a leggerlo, considerando il ritmo e il modo di porre le idee, sono terrorizzato di come abbia potuto Peter Jackson tirarci fuori qualcosa come nove ore di girato. Ma credo che questa paura ci accomuni un po' tutti.

Visto che non ho veri spunti di discussione né argomenti da cui trarre forbite invettive cercherò oggi di mantenere un basso profilo e fare il mio, parlando di un po' di demo scaricati nelle ultime settimane sul 3DS, così da darvi qualcosa di recente e potabile per quello che riguarda i vostri futuri acquisti.
Cominciamo con Virtue's Last Reward avventura testuale psicologia e seguito morale di un gioco DS che fece il suo, ovvero 9-9-9. E' un gioco psicologico con una partenza da Saw l'enigmista. Si è rinchiusi in un posto strano con gente strana e tutto si basa, oltre che sugli enigmi, anche sui rapporti che vanno via via creandosi con gli altri personaggi (che inizialmente ci sono tutti sconosciuti), visto che dalla fiducia che saranno pronti a darvi dipenderà la vostra vita.
Virtue's Last Reward fa parte di quella vasta schiera di giochi giapponesi principalmente presenti proprio su (3)DS il cui scopo principale è floodare l'utente di testo per costruire una trama contorta (giapponese) e disegnare personaggi d'impatto.
Questo, ovviamente, negli anni ha finito col costituire un genere a sé che quindi, al suo interno, può vivere di un certo tipo di regole. Con uno sguardo profano, però, la verità è che l'impatto di tutte quelle righe di dialogo montate su schermate sostanzialmente spoglie e statiche può essere un po' pesante. Personalmente (ma è la visione fuggevole di un demo) credo che siamo giunti al punto in cui lo schema finisce con l'essere un limite del prodotto. Dopotutto non chiedo di variare lo schema, chiedo solo di curare maggiormente le rifiniture, di mettere un po' più animazione nel dialogo, magari e, se un personaggio è in una stanza, mostrarlo nella stanza e non basarsi solo sull'immaginazione del giocatore a cui è stato detto che il personaggio è lì. Per il resto le meccaniche degli enigmi non mi sono sembrate niente di trascendentale, ma quello probabilmente va ad arricchirsi col proseguo dell'avventura.
Il secondo gioco ultimamente provato porta con sé una sporta piuttosto pesante di nostalgia che confonde tutto: Epic Mickey: il potere della magia. Dovrebbe essere il seguito di Epic Mickey e riallacciarsi quindi alla saga di Rifiutolandia, in verità Rifiutolandia è un mero pretesto per confondere le acque e far andare avanti la promozione del gioco assieme all'analogo Wii. L'effettiva radice di questo gioco, invece, è quel Castle of Illusion per Megadrive che si perde nella notte dei tempi ed è qui che entra in gioco la nostalgia, visto che io ero un orgoglioso possessore della versione (depotenziata) del gioco per Sega Master System. Da Castle of Illusion viene ripreso il cattivo, lo schema dei livelli basato sul castello e buona parte del gameplay, integrato con le attività del pennello di Epic Mickey. Quello che il demo mostra è un gameplay molto base e lineare, da platform puro. Le interazioni con il pennello sono divertenti e non danno fastidio. La grafica è molto pulita e cartoonosa. Non c'è mai la ricerca di spettacolarizzazione tramite il 3D, ma comunque fa il suo dovere. Ovviamente lo stile, in generale, è profondamente Disney, cosa che vedo sostanzialmente come un pregio.

Buono, questa settimana me la cavo così, chissà che queste indicazioni non possano esservi d'aiuto anche per gli acquisti delle feste. Noi videogiocatori di solito non amiamo farci regalare videogiochi, ma tendiamo sempre a ritagliarci un regalino per noi stessi. Entrambi i giochi sono già disponibili. Io non ne prenderò nessuno, sto cercando di sopravvivere prendendo meno software possibile a prezzo pieno. Bisogna essere un po' strateghi, ma ci si riesce.

“I've got the snowboard under my feet / I can fly so high, I can fall so deep / But who do I see comin' up the track / A little green man with the snowboard on his back”

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