Strip
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24 . 11 . 2012

Il cubo di OLAP

Occorre che tutto cambi perché tutto resti come prima: è una massima che, da bravi pigri, abbiamo fatto nostra con grande entusiasmo.
La settimana scorsa è iniziato il nuovo corso della nostra serie Jobs, che al Lettore Superficiale sembrerà forse in tutto simile alla cara vecchia serie Jobs che facciamo da un decennio ormai... ma il Lettore Ossessivo noterà invece alcune sottili differenze, un po' come in certi giochi della Settimana Enigmistica. L'idea, comunque, è di introdurre col tempo nuovi scenari, nuovi costumi per i personaggi principali e nuovi archi narrativi.
Un po' come i pacchetti scaricabili per i videogiochetti che tanto adoriamo.

E a questo riguardo, la settimana che sta finendo ci ha tentato con una violenta offerta di sconti su titoli vecchi e nuovi: da Steam, che ormai coglie qualunque pretesto per fare i suoi famosi saldi, a Blizzard che offre sconti considerevoli su Diablo III e gli altri suoi giochi. Lo dico giusto per quelli tra voi che sono ancora videogiocatori attivi, e non si sono già ritirati a vita da eremiti, ad osservare dalle vette di un monte le miserie di chi si lascia ancora tentare dall'Industria del Divertimento Elettronico.
Io mi sto incamminando verso la cima di quel monte, lo sento. Però ci sono ancora titoli capaci di sciogliere il mio cuore di pietra, c'è ancora speranza. Uno di questi è Grand Knights History, un RPG giapponese che, incredibilmente!, potrebbe essere pubblicato su PC (!), in lingua inglese su Steam. Certo che il settore in Giappone dev'essere davvero in crisi: quei perfidi musi gialli sono tanto gelosi dei loro giochini che farebbero harakiri piuttosto che pubblicarli per lo sporco Straniero Occidentale!
O perlomeno questa è l'impressione che ci fanno a volte i nostri carissimi amici nipponici. Ad ogni modo i tempi cambiano, e Steam ultimamente si sta espandendo in direzioni finora inesplorate, come Linux o appunto i titoli importati dall'Oriente. Occorre che tutto cambi perché tutto resti come prima.

Lo-Rez: arte, storia, web design
24 . 11 . 2012

Evilness

LDAP passa generalmente sotto la definizione di "il male". La sua pagina di wikipedia è una lunga sequela di improperi, insulti e invocazioni di divinità sanguinarie. C'è una breve spiegazione di che cos'è nella sezione "curiosità".
A voi, conigli che cercate la verità in questo sito (astuto!) vi sia detto solo che è una specie di DB. Che è una versione "leggera" di qualcosa che era stato inventato ai tempi dei valvoloni e che è intrecciato, sovente, al mondo dei domini Windows, un'altra succursale di Mordor.

Ovviamente, però, la parte di evilness più strettamente ingegneristica finisce qui. Deve essere molto oculata la scelta del momento in cui dedicare un intero editoriale alle Tenebre più nere degli Ingegneri delle Tenebre e quel momento non è oggi. Di solito quelle date sono quelle cerchiate in rosso sui calendari maya. Con sangue umano.
E' invece più interessante, come antipasto al debutto definitivo del Wii-U, lo strano atteggiamento che ha tenuto la stampa nei confronti di Wii-U, gioco che, da terza parte, è comunque incaricato di aprire le danze della nuova console Nintendo, soprattutto grazie al bundle del pacco megalusso. Un gioco Ubisoft dallo sviluppo non esattamente lineare e che non ha mai dato l'impressione di voler essere uno di quei brand triplaA della morte alla Ubisoft, ma che proprio per questo è un boccone gustoso, filosoficamente parlando.
ZombiU sembra il tipico titolo che deve dare enormi speranze ai nostri vecchi cuori di videogiocatori pionieri, è un titolo che promette nuove esperienze, nuove idee, nuovi modi di essere videogiocatore. Anche la line-up iniziale della Wii aveva queste ambizioni, ambizioni che andarono poi rapidamente spegnendosi trascinando la console nell'intrattenimento per famiglie che tutti conosciamo. La tema è che stavolta finisca alla stessa maniera, ma il nostro dovere oggi è sostenere le più fulgide e brucianti speranze (oltre a usare una parola come "la tema" che vi sfido a trovare in qualsiasi altro sfigato blog del settore).
ZombiU, intanto, è un Survival Horror, genere che sembrava ormai sepolto dalla sua stessa serie principe (Resident Evil) e che invece ritorna in mani occidentali e francesi, così come fu ai tempi dei suoi albori, in quel 1992 che vide nascere Alone in the Dark.
Un Survival Horror è un gioco in cui il giocatore viene esplicitamente messo in difficoltà. Indipendentemente dalla ferocia dei nemici, è un gioco che fa a monte scelte di gameplay stronze che impediscono di acquisire mai tranquillità e sicurezza dei propri mezzi. Le scelte di gameplay "stronze" sono quella cosa ormai terribilmente passata di moda, a causa dello zeitgeist che impone che il Videogiocatore ha sempre ragione e deve sempre sentirsi più bravo della macchina. Sono invece scelte legittime, che portano a un'esperienza diversa da quella di un qualsiasi COD. In particolare ZombiU ti manda in giro praticamente disarmato, goffo, sfigato e se muori, pensa un po', muori. Cioè, non muori. E il tuo te che in verità è un altro te può tornare ad ammazzarti così in realtà ti ammazzi, anzi lo ammazzi, anzi lo riammazzi e lo ripigli... bhe, insomma, metavideoludicamente spiegare la cosa potrebbe essere un po' difficile.
Al di là di quella che può essere però la mia verbosa spiegazione di cosa sia ZombiU, quello su cui è bello concentrarci è come l'editoria videoludica sia andata in panico e si sia trovata ad affibbiargli degli 8 come dei 4 senza soluzione di continuità. Le critiche dei 4 sono, in realtà, di due ordini. Uno, condiviso in maniera plebiscitaria, dato dal livello tecnico non eccelso dell'opera. ZombiU graficamente è un pochino indietro e non è nemmeno abbastanza giapponese per trovare scuse stupide per esserlo. Il suo sviluppo lo ha fatto così e va accettato. Un secondo ordine, ovviamente più controverso, invece diceva appunto di come ZombiU sia "ostile" all'utente, finendo col diventargli antipatico. E' ovviamente qui che si trova la piana d'Armageddon su cui si è aperto lo scontro ideologico. E' giusto che un videogioco ponga barriere in ingresso o che, addirittura, non agevoli il divertimento?
Il problema vero non è tanto rispondere in un modo o nell'altro. E' miope dire che i giochi più "buonisti" sono sbagliati o di scarsa qualità. Ci sono giochi divertentissimi proprio perché ti permettono di fare cose e sentirti onnipotente. Altri che non ti offrono sfida, ma fanno scivolare avanti un'ambientazione e un pathos tale da comunicare emozioni. Altri ancora che in verità non sono nemmeno dei reali giochi single player e giustamente offrono, come CPU, un mero riscaldamento. Sono tutte soluzioni legittime.
Credere però che questo sia l'unico modo sensato di fare giochi e che questo debba essere quindi un parametro principe di giudizio e una discriminante tra promozione e bocciatura, questo è quello che di veramente dannoso ci ritroviamo spesso davanti. Perché nel momento in cui imponi un vincolo così forte non fai altro che appiattire drammaticamente l'offerta videoludica, un'offerta che quindi va ad adagiarsi su alcune nicchie e lascia inaridire tutte le altre derivazioni. Il discorso: è "stronzo" quindi è sbagliato minaccia la biodiversità del nostro mondo. Perché é proprio diversificando la sfida, scardinando il senso di abitudine, smontando il modo comune e lineare di giocare che i gamedesigner possono costruire qualcosa di nuovo e offrire qualcosa al videogiocatore ormai maturo e impantanato nelle sue meccaniche consunte.
Non è un caso che certi giochi con approcci nuovi o curiosi, col successo e con l'emulazione, finiscano col far germogliare generi mainstream "facili" non perché lo siano intrinsecamente, ma perché ormai basate su meccaniche comunemente acquisite.
Per questo ZombiU è un bel tentativo. Ed è bello che sia un tentativo fatto su una console nuova. Una console forse troppo nuova o non abbastanza nuova. Ancora difficile dirlo. Per quanto noi di FTR lo si possa difendere, però, è probabile che "quelli dei " lo affonderanno e affonderanno l'approccio al gamedesign che lo ha generato. In questo caso: buon Wii U sports a tutti.

“Dovahkiin, Dovahkiin naal ok zin los vahriin, / Wahdein vokul mahfaeraak ast vaal / Ahrk fin norok paal graan / fodnust vok zin dro zaan / Dovahkiin fah hin kogaan mu draal!” (

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