Strip
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27 . 10 . 2012

Sto lontano dallo stress

Nella strip di oggi ogni riferimento a riviste di un lontano passato è puramente casuale.
Riproponiamo così la famigerata Sala Server, per l'occasione tutta luccicosa di mille lucine colorate, come piace a Bob. A dire il vero non so quanto l'angioletto Bob gradirà questo trasferimento... dopotutto l'abbiamo prelevato di peso da una spiaggia alle isole Paya Paya (è una lunga storia), per rinchiuderlo in una più tradizionale server farm. Fa tutto parte della riorganizzazione generale a cui stiamo sottoponendo tutta la nostra serie Jobs.
Come spesso ci accade, nulla ci accade per caso: proprio in questi giorni Google ha pubblicato uno splendido tour virtuale dei suoi data center in giro per il mondo, quelli che ospitano il proverbiale milione di server che occorre a Google per fare le sue magie.

Il desiderio che esprimevo la volta scorsa si è avverato: Bravely Default, nella sua settimana d'esordio, ha avuto un successo commerciale notevole. Tanto più notevole se si considera che SquareEnix non ha investito molto per pubblicizzarlo (pare che ci fosse un solo manifesto degno di nota nella metropolitana di Tokyo), e che questo giochetto non porta nel nome le paroline magiche “Final Fantasy”.
Tutto ciò fa ben sperare che il gioco arriverà anche qui da noi, nel purgatorio dei videogiocatori. Però non si sa mai, con quei folli dei giappi: Final Fantasy Type-0, tanto per dire, che in patria è stato acquistato da ogni uomo, donna, bambino, cane e gatto, non è mai arrivato in Occidente. Forse perché è per la dannata PSP.
Ad ogni modo tutto questo successo ha già dato i suoi frutti, perché con una mossa che mi lascia quantomeno basito, è stato annunciato un seguito di Bravely Default.
Per PC (!!!).
Free-to-play.
Devo ancora riprendermi dallo shock. Certo il titolo non aiuta: Bravely Default: Praying Brage.

Non sono sicuro che “brage” sia una parola di senso compiuto, in una qualunque lingua. Forse è un riferimento alla divinità nordica, che non sarebbe del tutto fuori luogo nel gioco. Comunque, chi siamo noi per opporci all'onomastica dei maestri nipponici!

“Il Negroni che guardavi /
Dall'alto e mescolavi /”

Lo-Rez: arte, storia, web design
27 . 10 . 2012

Comics & Games

Questa nuova incarnazione di Bob, in parte, mi ricorda Richmond. Non è che lo ho pensato perché, paresse Richmond, è una cosa di cui mi sono accorto a posteriori. Non è però male, in fondo.

Quando eravamo un po' più giovani e forse più entusiasti del mondo ero solito riportare nei miei editoriali voci dal mondo del webcomic italiano. In quell'epoca c'era qualcosa di simile a una comunità che stava crescendo, un movimento di cui, ovviamente, sentivamo di fare parte. Ai tempi il portabandiera di tutti noi era, nel bene e nel male, Eriadan che, al di là delle indubbie capacità dell'autore, ritraeva anche abbastanza bene il momento storico e sociologico dell'internet del tempo. Proprio però quello zeitgeist, in qualche modo, ci lasciava sui margini della scena, figli di un dio minore, oggettivamente legati a delle correnti e a degli stili che rispondevano a echi lontani, di cui nel nostro paese non si sentiva granché la mancanza. Eppure la cosa non ci dispiaceva perché una volta fatto crescere rigoglioso il giardino dei webcomic lontani, per quanto lontani da noi, la speranza era che altri intraprendessero la nostra strada.
Quello che ha spento i miei entusiasmi nel media e mi ha fatto cessare di raccontare cronache dal webcomic, poco dopo il momento della sua maggior gloria, è stata la scena stessa, che ha finito con l'incrinarsi, sfaldarsi e, soprattutto, ha sempre mancato l'occasione di divenire qualcosa di utile e divertente. Ci siamo popolati di una vera e propria folla di autori di fumetti online assolutamente non interessati a leggere fumetti online, con la stessa ossessiva mania di protagonismo dei meglio blogger e lo stesso bisogno di crosslinkarsi per aumentare il dio traffico. Niente che ci riguardasse. Per questo siamo tornati nel nostro eremo e, personalmente, ho smesso di cercare anime affini, piuttosto annoiato dal clima che si era venuto a creare.
Ma la scena del webcomic italiano non si è certo fermata perché noi ce ne siamo disinteressati e forse è ora di gettarci un nuovo sguardo. Perché sebbene Eriadan stia, stancamente, continuando a produrre intrattenendo i suoi numerosi proseliti, penso sia giusto dare oggi il vessillo di guida in questo mondo a Zero Calcare che poi, tradotto nei termini meno altisonanti del vivere comune, significa che oggi è quello che ha più successo.
E la cosa strana è che è un nerd.
Cioè, facciamo chiarezza. Non stiamo parlando del nerd purosangue, il personaggio che qui dentro coltiviamo, quella creatura che viene addestrata e indottrinata affinché raggiunga per le sue passioni un'ossessiva determinazione che lo porti lontano dal sentire comune, ma è un nerd nel senso che, pur appartenendo all'incirca alla mia generazione non ha rinnegato tutto il reticolo di riferimenti su cui si è formato e ama riproporli, giocarci, ricostruirli, rimontarli, a volte senza curarsi di quanto questi possano essere criptici per un letto che non abbia lo stesso background. Insomma, ZeroCalcare oggi tira pubblicando lo Yattacan, Scommetto che nemmeno voi, pargoli, sapreste dirmi come cacchio si faceva a far partire uno Yattacan. Insomma, qualcosa di molto lontano da Eriadan.
Cosa è successo per arrivare a oggi, è dunque cambiato il sentire della popolazione mondiale, abbiamo cominciato a rivalutare gli elementi base della mia infanzia, abbiamo fatto trionfare l'umorismo caustico e abbiamo deciso di allontanarci dalla rassicurante quotidianità? La mia idea è che è successo qualcosa di molto più semplice: la mia generazione ha finito con l'invecchiare abbastanza per trovarsi al centro del target e visto che è piuttosto confusa con l'idea di essere qualcosa di diverso da quello che è sempre stata ha semplicemente ribaltato i suoi gusti nel mainstream. Si, mi spiace, dopo tanti anni a fare i bambocci e essere bambocci, tocca a noi.
Questo, secondo me, è il motivo del successo di Zero Calcare dal punto di vista sociologico, al di là della sua straripante ed eccezionale carica comica (perché, sia chiaro, lui è pure bravo) e questo è sicuramente qualcosa che ha senso segnalare in queste camere. Perché che qualcosa piaccia a tutti é cosa che è propria di ogni epoca e ogni età. Che piacca a tutti e anche a noi è sicuramente un evento da ricordare.
Ah, di Zero Calcare e soprattutto della sua fatica cartacea parla, lui pure bene, il il Recchioni. Ma tanto lo so che se siete qui è perché a voi ste cose non interessano. Il Recchioni in fondo è un figo e di successo. Se lui parla di nerf ci regalano le nerf. Io è un anno che aspetto che NIntendo Italia si decida a fare marketing virale e mi regali credito illimitato sullo shop per parlare a caso del 3DS su FTR, ma niente.

“Stand tall for the Beast of America. / Lay down like a naked dead body, / keep it real for the people working overtime / they can't stay living off the governments dime.”

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