Strip
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20 . 10 . 2012

Vola, fatina, vola

TheRabbit e Bob insieme, come non si vedeva da un sacco di tempo. Siamo nel bel mezzo di un trasloco, nella nostra serie Jobs, una ristrutturazione iniziata quando tutti i personaggi, in seguito a una serie di sfortunati eventi, si sono ritrovati senza lavoro e contemporaneamente assunti da una startup misteriosa. A conti fatti, gli è andata meglio che a tanti altri, nelle nostre miserabili Vite Reali™.
Chi si trovasse disorientato nel seguire queste repentine svolte nella trama, non deve temere: non succede spesso, di solito ogni strip su questo fumetto può essere assaporata in tutti i suoi infiniti aromi anche senza conoscere a memoria i dieci anni della nostra pubblicazione. Queste settimane però, come dicevamo, sono un po' particolari. C'è sempre l'archivio.
Il lettore di lunga data, viceversa, apprezzerà forse un riferimento contenuto nella strip odierna: TheRabbit e Bob, infatti, si sono già incontrati al bancone di un bar, in una scena che appartiene al remoto passato di questo fumetto. Anzi, non era neppure il fumetto, era il videogioco di FTR... ma quanto siamo multimediali!
Una delle scene d'apertura di The Long Ear, in effetti, aveva per protagonisti proprio i due tizi più perfidi del fumetto davanti a un paio di birre. Chi non ha mai avuto il piacere di conoscere il nostro gioco di ruolo in stile giapponese a 16-bit (o forse a 8, visto l'orrore di certa grafica), può scaricarlo e giocarselo, se ce la fa. Pare che a una particolarissima categoria di persone quel gioco sia piaciuto assai: chissà, forse siete tra quelli, anche se la statistica non è certo a favore di questa ipotesi.

Restiamo in tema di RPG giapponesi, anche se mi pare quasi blasfemo accostare il nome della nostra misera creazione a quello, sacro e degno di ogni lode, di... Bravely Default. Di questo titolo, e di come sia in realtà un Final Fantasy di fatto se non di nome, ho già parlato.
La novità è che questa settimana è finalmente uscito nella sua terra natale. Ora, io posso affermare in tutta sincerità che il successo di questo gioco mi sta a cuore ben più di tante altre cose a questo mondo. Non dico che darei la vita perché Bravely Default abbia successo, ma insomma la sua sorte non mi è neppure indifferente. C'è un gran bisogno che il mondo accolga questo gioco, perché chi lo ha realizzato se lo merita, e perché il denaro incassato incoraggerebbe i grandi editori a pubblicare più roba di questo genere.
E dunque ti faccio i migliori auguri, Bravely Default: Flying Fairy (!). Fai volare la tua fatina.

Se poi non bastassero le straordinarie doti dimostrate finora da questo giochetto, piccino perché è per Nintendo 3DS, ma con un cuore tanto grande, ecco: il costume bonus per Agnes, disegnato da Tomonori Fukuda.
Agnes è uno dei personaggi del gioco, mentre questo tizio Tomonori Fukuda è il chara-designer di diversi cartoni nipponici di successo, tra cui Steins;Gate e Robotics;Notes. Lo dico perché io stesso ovviamente non l'avevo mai sentito nominare, ma quell'illustrazione parla per lui: ed è davvero un'illustrazione molto eloquente.
Robotics;Notes (non saprei come pronunciare il punto e virgola, ma fa comunque parte del titolo) tra l'altro è un anime che va in onda proprio in questi giorni in Nippolandia, iniziato appena qualche giorno fa. Sembra bellino, e dovrò guardarlo se non altro per rispetto nei confronti dell'autore.

Lo-Rez: arte, storia, web design
19 . 10 . 2012

Deliveri

Alcuni anni dopo essere divenuto prassi comune nel mondo dei videogiochi e alcuni miliardi di fatturato (di altri) dopo, Nintendo sembra finalmente aver capito il concetto di Digital Delivery. Attenti bene, Nintendo ha da sempre un sistema di Digital Delivery per DS/3DS, ma fino a oggi ha deciso, semplicemente, di non usarlo, secondo il suo bizzarro comportamento psicotico a cui ci ha sempre abituato. Ultimamente, invece, le cose sono cambiate parecchio, con almeno due eventi particolarmente significativi che potrebbero significare il cambio di rotta.
Innanzitutto sono arrivati a disposizione via eShop diversi giochi N a oggi scatolati, tra cui diversi dei titoli di punta. Questa operazione, in verità, è abbastanza in linea con il comportamento suicida della casa, visto che questa pratica è stata messa in atto in maniera barbara. I giochi costano esattamente come scatolati e anche titoli che hanno ormai sulle spalle un anno o più di vita (come Starfox64) invece di giovare di una nuova prezzatura più allettante sono proposti sempre a prezzo pieno (sopra le quaranta euro). In questo caso Nintendo dimostra di non aver imparato niente. Il vantaggio di poter far tutto dal salotto per ottenere un videogioco non vale certo la mancanza della scatola, del manuale e di tutti gli ammenicoli fetish che piacciono a noi videogiocatori con un cuore perciò non poter avere nemmeno una decurtazione in termini di denaro rende assurdo l'acquisto online.
La speranza è che, con l'arricchirsi dell'offerta, qualcuno cominci effettivamente a usare questo strumento in modo un po' strategico, magari con offerte e intelligenti promozioni utili a riportare alla ribalta titoli finiti nel dimenticatoio perché non tripla-A, ma magari apprezzabili al giusto prezzo. Qualsiasi utente Steam (PCista), oggi, se non vuole esattamente giocare col gioco del momento, con una vera e propria poverata può portarsi a casa praticamente tutti i mesi dei giochi di tutto rispetto, anche con un certo blasone. Questo attiva tutti dei circoli virtuosi che, al di là del peso "politico" di Valve sono forse uno dei principali motivi di successo della piattaforma.
Ma ci sono anche buone notizie, visto che, al di là di questo, dei titoli degni di rispetto stanno apparendo proprio esclusivamente sul mercato digitale. Da quando ho acquistato il 3DS penso che l'unico gioco che, in qualche modo, apparisse degno di considerazione, fosse Dillon's Rolling Western, buffo strategiplatform. A parte lui difficile considerare di livello persino Pullbox, che per quanto sicuramente di qualità è forse troppo particolare per considerarsi un attore interessante del panorama.
Nelle ultime settimane, però, le uscite non si sono risparmiate. Innanzitutto abbiamo Hana Samurai, gioco che ha avuto una sua parte anche nel lancio della console, un interessante quasi-beatemup di cappa e spada. Un gioco che non ambisce certo a divenire una killer application per la console, ma che comunque ha una struttura, una dignità e ha pretese superiori rispetto essere un casual game.
Più interessante ancora, però, è il piano che permetterà nei prossimi mesi ai giochi di Guild 01 di approdare nella nostra metà del globo. Guild 01 è un progetto in cui i Level 5 hanno riunito in unico prodotto diversi gamedesigner di punta del giappomondo, con ognuno che si è cimentato nella realizzazione di un piccolo gioco secondo il proprio gusto. E' una compilation d'autore, in pratica, che viene venduta come un gioco retail in Giappone. Nessuno dei quattro giochi che comprende ambisce a essere un capolavoro definitivo assoluto, ma anche in questo caso parliamo di lavoro che chiedono rispetto e fanno la loro parte per ottenerlo.
La scatola di Guild 01 non approderà mai nel mercato occidentale, ma con un abile colpo di coda la compilation è stata "spezzata" e i minigiochi verranno venduti separatamente su eShop a cadenza mensile. Questo mese è apparso nel negozio Liberation Maiden, shoot'emup di una volta con signorina formosa protagonista. Altri due dei pezzi pregiati di Guild 01 ci aspettano per Novembre e Dicembre (dove apparirà Crimson Shroud che dovrebbe essere pure nelle corde di Lo-Rez).
Quello che conforta di Hana Samurai e Liberation Maiden è che costano rispettivamente 7 e 8 euro, il prezzo "giusto" per le loro dimensioni (e sotto i 10 di Dillon's Rolling Western, tanto per dire), un prezzo che si può anche scommettere, magari per trovarsi poi tra le mani, invece di un giochino, qualcosa che effettivamente valorizza la propria esperienza di utente console.
In questi termini, addirittura, penso che la distribuzione di Guild 01 sia migliore che farlo arrivare sul mercato retail. La compilation,a prezzo pieno, credo non l'avrei acquistata, ma così posso seriamente pensare di recuperare i pezzi più interessanti, per una frazione del costo di tirare giù una custodia dallo scaffale.
C'è poi un altro aspetto da non sottovalutare. Nintendo si fa spesso pregare per distribuire i propri giochi ai vili gaijin. Esistono molti giochi di livello tutt'oggi bloccati in Giappone. Farli arrivare tramite il negozio online potrebbe essere il modo per superare le varie ragioni strategiche che intoppano tutte le altre possibili vie e quindi espandere in maniera sensibile l'esperienza 3DS a noi disponibili. Le peggio giapponesate potrebbero, almeno quando di successo, avere uno sbocco per arrivarci lungo la via della seta telematica, invece di esserci precluse per tare mentali e pigrizia.
Molto bene quindi. La speranza è che quello che stiamo vedendo in questi giorni non sia soltato un fuoco improvviso, ma un vero segnale di crescita. Intorno a un mercato ufficiale ricco, lo sappiamo, possono fiorire diverse altre iniziative interessanti e godibili per i videogiocatori, per cui stiamo con molta attenzione a guardare.

“Il massimo che avevo fatto io per salvare il mondo era stato firmare uin po' di petizioni, da quelle per il riciclaggio delle lattine a quelle per salvare le balene. Adesso buttavo le lattine nella spazzatura e non sapevo come se la cavassero le balene”

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