Strip
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13 . 10 . 2012

Tanta amarezza

Non vedevamo Neo & Gödel in abiti borghesi da un bel po' di tempo, su queste pagine. Da 8 anni e un mese, a voler essere precisi. E noi vogliamo essere precisi, perché il potere dell'archivio ci permette di esserlo.
Ad ogni modo, erano anni ormai che i nostri eroi vestivano esclusivamente l'uniforme da Ingegnere... vorrei dire il costume da Ingegnere delle Tenebre, camiciola bianca e cravattino nero. Ma oggi no. Oggi no perché i nostri sono attualmente, come dice Scott Pilgrim, “between jobs”. O meglio, sono stati assunti da una nuova impresa, e attendono trepidanti di cominciare la nuova esperienza lavorativa... ma anche no, visto come va a finire.

Sto pensando da molto tempo di riprendere l'attività artistica: le strip che disegno da mesi e anni, sia qui che su Multiplayer.it, sono infatti prodotte in serie senza vera creatività. Me ne rendo conto, e avrei diverse idee su nuovi fondali per le strip, e nuovi costumi per tutti i personaggi. Vedremo se avrò la forza di realizzarle.
Questa settimana, passando al divertimento elettronico, ha visto l'uscita di due titoli di alto profilo: di XCOM parlerà quasi certamente Cymon, è il suo gioco. Da parte mia mi ha colpito moltissimo Dishonored. Forse è ancora presto per fare questi bilanci, ma per ora è senz'altro il titolo con la migliore direzione artistica che si è visto quest'anno. Un degno successore di Deus Ex dell'anno scorso.
Mi ha colpito anche la pubblicità che le fonti di propaganda del nostro settore, solitamente di una ignoranza imbarazzante, hanno voluto fare al nome del Direttore Artistico, che è Viktor Antonov. Non capita quasi mai che una professione del genere diventi famosa in occidente: in Nippolandia al contrario, si sa, il tizio che fa i chara-design è la star di tutta la compagnia, e il suo nome appare sempre in cima ai crediti. Viktor Antonov fa eccezione, forse perché il suo nome è legato ad Half-Life 2, o forse perché semplicemente è il miglior designer occidentale in circolazione al momento.
Ad ogni modo l'atmosfera di Dishonored è strabiliante, una specie di convergenza tra una Londra da incubo e una rovina balcanica, tutta dominata dall'industria baleniera. I personaggi non fotorealistici, tanto per cambiare, ma stilizzati come disegni, sono il tocco geniale che completa tutto questo quadro di altissimo livello artistico. Peccato che la tecnologia che muove tutto ciò faccia schifo: è uno scandalo che un editore così grosso sia stato tanto pigro, realizzando una grafica che forse avrebbe fatto bella figura 7 anni fa.
Questo però non è purtroppo un caso raro, anzi è la realtà quotidiana per i giochi su PC. Viene un poco il nervoso pensando a tutte queste occasioni sprecate... tanto più quando l'arte di un gioco era così affascinante, e meritava di essere portata in vita da tecnologie all'avanguardia. Davvero ci è toccato vivere in un'epoca buia per il videogioco, proprio ora che siamo ormai giocatori in pensione. Non meritavamo tutta questa amarezza.

Lo-Rez: arte, storia, web design
13 . 10 . 2012

K-Pop

Il mio primo istinto, trovandomi di fronte alla colonna settimanale da riempire, è stato quello di mettere giù la storia di X-Com. Sarebbe intollerabile che le generazioni moderne si avvicinassero al nuovo gioco della saga (o reboot del brand... o parassita dello stendardo... bho) senza avere un luogo dove recuperare la storiografia di quello che ritengo tutt'oggi uno dei prodotti più geniali del mercato strategico mondiale. Il pallosissimo pistolotto storico con tutti i dettagli precisini di quello che è avvenuto nel tempo che fu, però, non verrà realizzato. Non so perché, ma sento il bisogno di disintossicarmi un po' dalle lunghe sbrodolate. Ovviamente non mi passa nemmeno per l'anticamera del cervello il timore di annoiarvi o meno, semplicemente personalmente credo di aver intrapreso un brutto trend, un circolo vizioso che mi porta a abissi sempre più profondi di logorrea. E' salutare che interrompa tutto ciò, anche se un po' mi duole.
Che cosa vi rimane? Un po' di frattaglie sparse, ovviamente. Per esempio mi ha colpito molto, nei giorni scorsi questa notizia relativa al mondo di WoW. per un mucchio di motivi. Il primo è il modo in cui è stata data: sembra di vivere un'apocalisse alla Matrix, in cui un'entità demoniaca sta portando nel caos in modo inevitabile un mondo virtuale. Un mondo virtuale ormai così radicato che i danni che subisce contano qualcosa. Al di là della minutaglia tecnica del hack, del bug o di quant'altro é comunque potente l'idea di qualcuno che possa vagare per le lande di Warcraft e uccidere le popolazioni con lo sguardo. L'unico rammarico è che la soluzione del problemia sia stata una hot fix e non l'intervento di un eroe leggendario capace di credere in sé stesso e spezzare la magia.
Il secondo aspetto goliardico della vicenda è la contro reazione alla reazione alla notizia. Mentre la prima ondata di commenti si è sentita legittimata a ostentare panico, ira e rabbia violenta, la seconda ha rigettato questo atteggiamento e, incredibilmente, ha ricordato al mondo che World of Warcraft è solo un gioco. Lo è veramente? Ultimamente sono stato imputato di una certa asprezza nei confronti del gioco Blizzard, asprezza che in realtà non sento mia, però credo che si, WoW sia solo un gioco. Probabilmente c'è stato un momento, nel suo passato più o meno recente, in cui ha avuto il potenziale di divenire qualcosa di più, ma Blizzard, sostanzialmente, non è l'azienda del qualcosa di più, anzi, la forza dei suoi successi sta proprio nel cogliere con maggior forza e intelligenza il mainstream, per cui non è possibile credere che sarebbe andata a sprecare le energie del suo gioiello per avventurarsi in vie che non danno mai garanzie.
Torna intanto a farsi vivo Notch e il suo gioco fuori di testa. Abbiamo già dedicato un editoriale a 0x10c. Questi filmati in verità non dicono granché in nessun senso. Di certo il gioco non cerca di abbindolare le genti sfoggiando il suo splendido motore grafico e di certo tutto ci aspettiamo dall'opera di Notch che vagare per dei corridoi sparando a dei nemici. Aspetteremo qualcosa di più... nerd.
Sparare per i corridoi ai nemici mi ha fatto sovvenire che al Saturn, oggi, mi sono imbattuto in un cestone inutile pieno di Dumtré a 2 euro. Si, Dumtré a 2 euro, nella sua confezione originale con tanto di cellophane. Praticamente stiamo parlando di Abandonware mischiato a vero e proprio collezionismo. Non me ne farei niente di un Dumtré, forse l'unica cosa che proverei è farlo girare con wine, fallendo. In realtà nemmeno all'uscita il gioco mi emozionò e non l'ho mai giocato, se non forse nella demo (in questi casi mi incuriosisce sempre l'idea di andare a recuperare gli editoriali dell'epoca), ma sapete, c'è ancora in me quella feticistica pulsione verso la confezione che mi ha fatto vacillare, quel desiderio di stringere comunque tra le mani e fare mio quello che, per un fuggevole momento della storia, è stato prezioso. Dopotutto se c'è qualcuno convinto che tutt'oggi possa vendere su PS3 un motivo ci sarà.
Vi saluto, la china del hype natalizio ci salverà dal grigiume? Speriamo. Speriamo che, come ogni anno, a natale le major diano il peggio di loro.

“Oggi assisto un po' attonito / a programmi in cui piangono / ma lo sguardo é più cinico / chissà chi lo ha ammazzato Uan ”

Cymon: testi, storia, site admin
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