Strip
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28 . 07 . 2012

Regine dell'età della pietra

Credo che la dipendenza della nostra generazione da Google (in tutte le sue molteplici forme) fornirebbe materiale a sufficienza per innumerevoli tesi di dottorato e articoli di sociologia. Chissà, forse lo fornisce già, ma sono allergico alla sociologia e non voglio indagare.
Ad ogni modo è naturale che il nostro Neo nella strip odierna reagisca così, essendo Neo un favoleggiato Lavoratore nel settore delle Tecnologie dell'Informazione.
Ma “la strip odierna”, in questo caso, è un'espressione un pochino... come dire, quantistica: a seconda di quando tu o Lettore la osservi, infatti, essa potrebbe essere la strip della serie Jobs a cui mi riferivo poco sopra, oppure la classica Illustrazione Estiva, che teniamo per più settimane durante la nostra pausa estiva.
I maligni potrebbero chiedersi come mai FTR è per noi qualcosa da cui andare in ferie, dato che è solo il nostro piccolo hobby senza pretese... eppure io e Cymon siamo pronti a garantirvi che c'è bisogno eccome di uno stacco, non fosse altro che per disintossicarci da una vita satura di Information Technology, come dicevamo prima.

Se questo editoriale di commiato, che vi terrà compagnia (???) per qualche settimana d'Agosto, vi sembra mortalmente noioso... è che faccio fatica ad articolare pensieri razionali. Eppure devo impegnarmi ancora per un po', prima di abbandonarvi alle fauci mostruose di questa estate.
Di solito in questo momento dell'anno mi piace lasciarvi qualche consiglio su vari media di intrattenimento. L'anno scorso di questi tempi raccomandai la lettura di Anathem, di Neal Stephenson. Lo raccomando tuttora per chi se lo fosse perso: ma non dovete spaventarvi di fronte a 900 pagine di speculazioni sulla fisica quantistica. Ci sarebbe altra roba che mi sta piacendo in questo periodo, ma è roba vecchia e molto famosa: servitevi pure da soli.
Però mi sento di citare almeno i vecchi libri di E. R. Burroughs, quello che un secolo fa ha scritto John Carter da Marte. Il film è uscito quest'anno ma su questa colonna è passato sotto silenzio: avevo grandi speranze e ne sono rimasto tanto deluso. Certo, si dirà che il materiale di partenza era di per sé una clamorosa vaccata... ma in questo secolo le infinite reinterpretazioni nella letteratura e nell'arte di basso livello culturale ne hanno accresciuto di tanto il carisma, che poteva venir fuori un film molto più divertente.
Come al solito avrei voluto più coraggio, giorni e notti selvagge con una Principessa di Marte come si deve, e scazzottate altrettanto selvagge contro scimmioni a quattro braccia. Si poteva, perché no, simulare l'antica arte cinematografica che per fare i film di mostri usava modellini di cartapesta e marionette animate, o magari evitare del tutto gli stupidi attori umani e sbizzarrirsi con un film di animazione nello stile delle copertine storiche di quei libri... probabilmente una cosa simile sarebbe piaciuta solo a me.
Ad ogni modo, per quanto riguarda il futuro ho grandi speranze per il rifacimento di Fire & Ice (1983), l'unico film animato prodotto da Frank Frazetta. Anche qui partiamo da una base ridicola, ma ridicola nel modo giusto e divertente che hanno i grandi classici del cinema sfigato.

Non ho consigli da darvi nel settore del Cartone Nipponico, rivolgetevi a Cymon qui di fianco. E di videogiochi, poi, parliamo tutto l'anno su queste pagine: prendiamoci una pausa anche da loro, tanto se siete qui non avete bisogno che vi diciamo noi cosa giocare.
Ed ora siamo tutti liberi di andare via verso tramonti infuocati in stile sigla finale di Ken Il Guerriero. Ci ritroveremo, ma soltanto forse, a qualche crocevia in un prossimo futuro, più cotti dal sole e salati dal mare.

Lo-Rez: arte, storia, web design
28 . 07 . 2012

Into the void

Ultimo editoriale prima di quello di commiato estivo, ultimo editoriale in cui potrei avere qualcosa da dire. Ma sono già in ritardo (é il pomeriggio di sabato) e la mia testa è ingombra di stracci vecchi. Potrei deludervi, ma a suo modo questo dovrebbe lasciarvi in una rassicurante routine.
La strip odierna, giuro, è stata pensata molto tempo fa e molto tempo fa è stata schedulata per oggi. Come capita di consueto le mistiche capacità di preveggenza del coniglio si manifestano. Negli ultimi giorni abbiamo assistito al collasso sia di gtalk che di twitter. Ora, twitter in verità ha avuto in passato lunghi buchi di funzionamento, ma ultimamente era piuttosto solido e, soprattutto, stavolta sembra essere caduto in modo un po' più brusco, senza balene. Gtalk invece è qualcosa di più sottile, io con Gtalk ci lavoro pure. Sebbene in larghe zone della società umana MSN continui a imperare Gtalk in molte sue forme è qualcosa di pervasivo, un suo sbattito di ciglia ha mille infinite ripercussioni.
Comunque non dovete pensare a questi piccoli disservizi come i segni della fine che si avvicina. Io sono tranquillissimo, la nostra società è ancora stabile e solida. Infatti passerò un sereno pomeriggio a capire dove sistemare tutte queste scatolette di cibo.

L'altro dì, al Saturn, ho impugnato il 3DSXL. L'astio nei confronti dell'oggetto è aumentato. Si tratta veramente di qualcosa di rifinito male. O meglio, il 3DS era rifinito in maniera così stupenda che un oggetto banale e senza stile sembra orribile. Ora dirò cose stupide che potete ignorare, ma quello che mi ha fatto cadere le braccia è stato indubbiamente lo slider 3D. Sul 3DS lo slider 3D è una levetta grigia con l'etichetta stampata nel vetro superiore e la scritta 3D illuminata da un led. Sul XL è una levetta più goffa con l'etichetta incisa nel plasticone con una biro.
Lo so, tecnicamente non vuol dire niente, ma secondo me queste piccole cose sono indice di qualcosa di sbagliato. Lo schermo gigante, intanto, non mi ha dato sensazione di qualcosa di spettacolare, anche se in fondo ci girava sopra Mario Tennis, che non è l'apice della tecnologia Nintendo a oggi in giro. Considerate anche che l'utente 3DS deve anche coltivare l'arte della giusta collimazione occhio/schermo per vedere bene il 3D. Non so se è effettivamente così, ma temo che quest'arte, su uno schermo più grande, debba raggiungere vette più alte, per godere appieno dell'immagine dei giochi.

Su un fonte affettivo di ben altro spessore annuncio che ho finito Gundam Origini, riscrittura in manga di 23 volumi della serie originale di Amuro Rei e Char Aznable. Lo annuncio con gaudio perché l'opera si è trascinata avanti per anni e non si tratta di una mera operazione commerciale, ma di un vero e proprio delizioso omaggio artistico a uno degli anime più importanti di sempre.
Il livelli di lettura del primo Gundam sono talmente tanti che poterli apprezzare nella forma più lenta del fumetto è utile. A questo si aggiunge il corposo innesto del passato di Char e di Zion, originale e molto ben fatto, e delle tavole a colori da far venire un groppo in gola. Se vi è possibile cercate di recuperarlo. Ora che è finito potete anche apprezzarlo senza aver visto la serie, visto che non sarete condannati ad aspettare sei mesi tra un episodio e l'altro.
Con la fine di Gundam Origini direi che a oggi non ho più manga da comprare. Questo è un bene, ma è anche un male, vedremo come andranno le cose in futuro.

Il torrido editoriale di fine luglio termina qui. Settimana prossima editoriale di chiusura estiva, ma tanto non sarò più tra voi a leggerlo. Il 25 agosto editoriale di riapertura e nuovamente non sarò con voi a leggerlo. Si preannuncia un agosto lungo e impegnativo, anche se assai poco nerd. Quindi potreste non saperne mai nulla.

“Gloria manchi tu nell'aria / manchi ad una mano che lavora piano / manchi a questa bocca che cibo più non tocca / e sempre questa storia che lei la chiamo Gloria.”

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