Strip
570
16 . 06 . 2012

Gli Anni

Questa non doveva essere la strip di oggi.
Innnanzitutto è stato più faticoso del solito realizzarla, anche se solo a livello psicologico, perché ho potuto sfruttare poco il consueto stratagemma del riutilizzo del materiale artistico che uso per disegnare questa roba. E poi mi pare che manchi un po' il contesto: dopotutto l'ultima volta che abbiamo tirato in ballo Marty Panzeroth è stato un sacco di tempo fa... Però è un momento difficile sul piano della creatività, qui a FTR. Ci si arrangia come possiamo.
Poi ho cercato nell'archivio la prima strip in cui è comparso il nostro Marty, la mascotte un po' antipatica che Clara sta cercando di promuovere, e... la magia si è manifestata ancora una volta.
Marty Panzeroth è apparso per la prima volta esattamente un anno fa.
E allora sì: questa doveva proprio essere la strip di oggi.

Ammetto che per un istante la mia fede ha vacillato.

Tra l'altro il chara-design del nostro Marty è clamorosamente copiato da un certo personaggio di Final Fantasy. Lo dico perché proprio in quest'anno ricorre il 25° Anniversario di Final Fantasy. I giappi se lo stanno festeggiando a casa loro in Nippolandia, con un evento degno di questa ricorrenza: una galleria d'arte. Davvero, sono commosso: verranno infinite riedizioni riciclate dei giochi, verranno i ninnoli e le bibite gassate, ma questo è l'evento più appropriato... se c'è un'arte da celebrare in questo settore, infatti, è quella di Final Fantasy.
Dal 31 agosto al 2 settembre a Shibuya, Tokyo. Forse chissà, ci saremo.

Questa settimana mi sono preso una pausa, ma dalla prossima probabilmente riprenderò la carrellata dei titoli e dei relativi video promozionali che mi hanno colpito in questo E3 2012 di Los Angeles. Lo so che ormai è un ricordo lontano, e non fa più notizia: lo so, e come sempre non importa.
Voglio riempire il tempo che mi resta con la celebrazione dell'ennesimo anniversario, dato che siamo in tema: i vent'anni di Hanno Ucciso L'Uomo Ragno. Parlo raramente di musica, ma questo ovviamente trascende la musica.

“Jolly Blu /
La sala giochi /
Piena di giochi”

Lo-Rez: arte, storia, web design
16 . 06 . 2012

Realisticamente irreali

Dopo aver vissuto e consumato avidamente un'E3, ora ci troviamo qua a rassettare e mettere ordine tra quanto è stato presentato e quanto uscito. Mentre la marea si ritira possiamo riprendere a passeggiare tranquilli sul bagnasciuga. Il tempo del surf è finito.
Per questo, al di là della ormai archiviata analisi tecnica, possiamo ben dire che l'E3 non ha un vincitore, non ha un nome di cui sia rimasta l'eco anche a una così breve distanza. Non è mica un crimine, direi, dopotutto, se tralasciando la Nintendo che con la WiiU è ormai in campo, i massimi attori stanno raccogliendo le forze per spiccare un balzo futuro. Non possiamo pretendere troppo da loro.
Quelli che pretendono tanto, invece, sono i ragazzi della Epic col loro nuovo motore Unreal. Ve lo linko via Punto Informatico tanto per farne una cosa plebea. Il case study di Epic e soprattutto dell'Unreal Engine è molto particolare e meriterebbe un appunto a sé. In pratica abbiamo una software house che fa videogiochi che decide di investire, in un anno lontano, nello sviluppo di un motore grafico proprietario, dalle caratteristiche tanto favolose da far scivolare il prodotto che deve usarlo sull'orlo del vaporware. Una volta impiantata questa filiera di sviluppo, poi, è stato un continuo progresso, costellato, ovviamente, di videogiochi realizzati in parallelo. Oggi l'Unreal Engine rimane uno dei punti di riferimento del mondo dei videogiochi quando si parla di treddì (FPS e non solo), questo ormai sganciato da un prodotto-benchmark a targa Epic che lo usi. In pratica l'azienda si è spostata un passo indietro, mettendosi a produrre codice puro e lasciando gli orpelli colorati del mondo dei videogiochi a altri. La bontà del loro prodotto gli permette di fare ciò. E tutto questo senza bisogno di insultare l'hardware di questa o quella parrocchia ogni volta che c'è una conferenza in cui si degnano di darti attenzione.
Così Unreal Engine 4 può essere presentato "in quanto tale", con filmati puramente tecnici e le sue specifiche in materia di fabbisogno computazionale non sono una mossa giusta o sbagliata di marketing, ma un vero e proprio editto appeso sulla porta della cattedrale. UE4 è il motore dei giochi della prossima generazione. Va bene per i computer pompati. Non va bene per nessuna console attuale. Sappiatevi regolare.
E' forse il caso più sfacciato in cui il software lancia il guanto di sfida all'hardware. E' un segno dei tempi, innanzitutto. Perchè ai tempi delle console più antiche era assurdo pensare di poter progettare qualcosa senza avere a disposizione le specifiche di prodotto della console stessa. Oggi invece parliamo di computer scatolati e griffati, quindi si possono fare previsioni anche senza avere le mappe dei loro processori a portata di mano.
Oltre a ciò, però, è anche un po' un'accusa alle grandi case che peccano ultimamente di vigliaccheria. Sembra che l'impresa di una nuova console sia qualcosa di troppo rischioso per tutti. Forse perché hanno tutti da perdere e poco da guadagnare. Dopotutto Wii si è preso la sua fettona di utenza altrove (e che si evolva nella sua linea poco importa), mentre XBOX360 e PS3 hanno trovato un certo equilibrio che permette a entrambe di vivere. Nessuno dei tre attori ha sentimenti di rivalsa e probabilmente le prospettive future sono così nebulose che ci vuole proprio un gran stimolo per fare il balzo. Il software, però, si sa, procede con l'inerzia della legge di Moore. Il fatto che nessuno inscatoli e griffi silicio ultramoderno non significa non poterlo usare. Dopotutto il mercato PC è piccolo, ma l'eyecandy di grado superiore è qualcosa che può far vincere partite anche nei casi più strani. Le software house lo sanno. E sono più pericolose di Nintendo, Sony e Microsoft messe insieme. Perché sono di più. E coalizioni come quella formata dagli utilizzatori del Unreal Engine 4 possono essere devastanti.

Bhe, io ho altro per la testa. Mi sono fatto un Layton. Caro come fuoco, ma un Layton ci voleva. L'ultimo DS. Tanto di titoli 3DS only del cappelluto all'orizzone non ce ne sono. Ci sono da fare considerazioni su questo gioco, tra cui le discrepanze con Ghost Trick. E alcune note più romantiche e commoventi. Un giorno.

“Alexander Platz aufwiederseen / c'era la neve / faccio quattro passi a piedi / fino alla frontiera: / "vengo con te".”

Cymon: testi, storia, site admin
Precedente Successiva

Follow The Rabbit © 2001 Simonazzi /Farè
Tutti i contenuti del sito sono su licenza Creative Commons
All'inseguimento del Coniglio Bianco sin dal 2001 — Tanto Non Lo Facciamo Per Voi™
XHTML1.0 Strict, CSS2.0, DOM1, RSS2.0