Strip
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02 . 06 . 2012

Make It Right

Noi siamo il Popolo della Nuvola, e quassù i tremori terreni non possono raggiungerci. Sarà anche una cosa fragile, questo sito che vi arriva attraverso molteplici livelli tecnologici di complessità quasi infinita... ma queste parole e queste strip non poggiano sulla terra, né hanno le loro radici nel Mondo. Spesso scopriamo che è un vantaggio.

Ad ogni modo, nella strip di oggi ci troviamo a compatire ancora una volta Cloud & Link, che hanno deciso da un po' di entrare nel business dell'organizzazione di tornei videoludici. Quei posti sono frequentati da gente più ossessionata della media: costruirsi a mano il joystick con cui competere nei giochi di combattimento 1 contro 1 è il minimo che ci si può aspettare dai partecipanti.
L'ho fatto anch'io, un paio d'anni fa, sebbene non abbia mai partecipato ad alcuna competizione. La Via del Guerriero per me è stata piuttosto breve, ma non perdo mai occasione di bullarmi del mio joystick fatto in casa.

Non so quando c'è l'E3 2012, la fiera più importante del nostro settore (?). Ho avuto altro a cui pensare, e da un certo punto di vista potremmo considerarlo un progresso.
Però ho visto alcuni filmati promozionali che saranno presentati all'E3, o giù di lì, ma insomma: sono usciti questi filmati promozionali strabilianti che ci riempiono di gioia di vivere.
Uno è quello di Metal Gear Rising: Revengeance, che ci ripropone un'altra dose del mondo di Metal Gear, anche se è diverso da come lo ricordavo. Molto più sanguinario e violento, per cominciare. Il design dei personaggi rimane ad altissimi livelli, e gli autori del gioco sono attualmente i migliori nel loro genere: c'è da sperare, anche se senza Hideo Kojima alla guida (se non nel nome che appare in tutte le pubblicità) non sarà la stessa cosa.
Poi c'è l'altro giocone di Konami, Castlevania: Lords Of Shadows 2, che come si può forse intuire è il seguito di Castlevania: Lords Of Shadows. Era mirabolante il primo gioco e sembra che lo sarà anche questo. Il trailer per adesso è davvero entusiasmante.

Direi che gli altri filmati notevoli di questo E3 possono aspettare. Cercateveli da soli, se ne avete tempo e voglia.

“Shooting star fire power”

Lo-Rez: arte, storia, web design
02 . 06 . 2012

L'estate sta arrivando

Le prime propaggini del caldo torrido estivo cominciano a gremarci le sopracciglia e cominciamo a capire che ci troviamo in estate. Estate, nelle condizionate stanze dei videogiocatori, significa E3. L'importanza delle fiere, negli anni, si è un po' spenta, l'informazione è troppo diluita e pervasiva per essere celebrata in un luogo fisico. L'E3, però, rimane comunque un punto di svolta, una milestone spesso solo nominale dove le grandi del settore fanno il punto sulla situazione.
E di punto della situazione ne ho bisogno come nintendaro possessore di 3DS. Sebbene mi sia sperticato in tempi non sospetti per elogiare la macchina in mio possesso, le prospettive mi lasciano perplesso. Una console con ormai un anno di vita alle spalle e una base installata così vasta dovrebbe essere un'esplosione di idee e concept invece le uscite mensili si possono contare sulle dita di una mano. Non le uscite clamoroso, badate, le uscite assolute. Io non mi preoccupo per i tripla A, i tripla A non hanno mai dimostrato la salute o la morte di una console. Persino il Dreamcast aveva giochi tripla A. Quello che mi serve per valutare il polso di una console sono i giochi banali, i giochi stupidi, i giochi semplici. Sono quelli che devono essere un flusso continuo e costante.
Anche magari (speranza forse vana) per cominciare a sgretolare i granitici prezzi dei giochi usciti ormai da un anno e ancora valutati sulle quotazioni del day one.
L'E3, si spera, sarà foriero di annunci anche per il 3DS. Di progetti interessanti all'orizzonte ce ne sono, vero, ma quello che serve, sarà strano sia io a dirlo, è una pioggia di hype. Non l'hype generato dai soliti cartellini che Nintendo timbra a giro con tutte le sue icone e che vengono osannati sistematicamente dai fanboy, ma l'hype per poter fare qualunque cosa.
Intanto, sarebbe miope pensare altrimenti, speriamo che l'E3 sia anche terreno di scontro per tutti gli altri temi videoludici. Tra la next gen delle console e alcune idee interessanti ce n'è di cui divertirsi.
Visto che siamo partiti inaspettatamente bene a parlare di videogiochi soffermiamoci sul trailer chiacchierato del giorno, ovvero quello del nuovo Hitman. In riferimento a Hitman e non solo a Hitman ci sarebbe da fare un più interessante discorso riguardo l'azione della Square sui brand occidentali, che forse non mi sento ancora in grado di fare. Quello che colpisce di Absolution, per quello che riguarda i trailer, al momento, è sicuramente il fotorealismo raggiunto dall'animazione digitale. E' qualcosa di cui parliamo abbastanza spesso, ma in questo caso direi che c'è stato un lavoro soprattutto sulla pelle umana e i tessuti in generale estremo. Quello che personalmente NON mi colpisce di questi trailer è l'assenza del quid, della verve, dell'anima un po' del gioco. Ok, c'è sotto la musica tamarra, ok, c'è della gnocca, ok c'è dello spinto citazionismo cinematografico. Però il nostro agente 47 procede sempre alla stessa maniera, strangola la gente come caricatura di sé stesso, lo vediamo sempre a uccidere, menare, rammendarsi. Insomma, la filigrana, in controluce, è un po' sciapa. Come ebbi modo di elogiare e sottolineare il lavoro su Deus Ex, qui mi sento di avanzare qualche critica.
Avrebbe forse senso continuare questo editoriale sull'onda del videoludo continuando a parlare di videoludo, ma ho esaurito le mie scorte di curiosità sull'argomento. Sta invece abbastanza bene la mia fame di serie TV. Dopo aver concluso Blake7 ora mi sono anche riportato in pari e ho chiuso Once Upon A Time. Stranamente non ho mai pensato di approcciare le serie TV come faccio con gli anime, dedicando loro ampi spazi e receditoriali, non so cosa mi abbia inibito fino a oggi. Eppure in questi due casi ci sarebbero meritevoli ragioni. Per la prima, diffusione e cultura, visto che si è persa nella notte, per la seconda attualità, visto che è finita da poco e di recente arrivata in Italia. Probabilmente sarà il caso di trattarne nelle settimane a venire.

“I fink u freeky and I like you a lot / I fink u freeky and I like you a lot / I fink u freeky and I like you a lot / I fink u freeky and I like you a lot”

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