Strip
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12 . 05 . 2012

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Rimosso anche l'ultimo addobbo che celebrava il nostro Decimo Anniversario, anche il logo lassù in cima a questo sito è ritornato normale. Tutto è come sempre adesso, da oggi ci lasciamo alle spalle i festeggiamenti e le dolci nostalgie... come l'Autista innominato di Drive proseguiamo sparati nella notte, gli occhi fissi sulla strada e la mano guantata sul volante, mentre alle nostre spalle romba una chiassosa musica elettronica uscita dagli anni '80 (gli anni della nostra infanzia).
Anche la strip di oggi è quella che definirei una strip normale, per chi si è abituato all'idea che Cloud & Link si sono lanciati nel business dell'organizzazione di tornei di videogiochi. Hanno cominciato da poco, dopotutto, e in effetti Cloud avrebbe forse bisogno di qualche ripetizione di inglese, per diventare un manager davvero professionale.

Dopo un periodo di calma relativa, tornano a profilarsi all'orizzonte le corazzate da guerra più imponenti che l'Industria del Divertimento Elettronico sa mettere in campo. Max Payne 3, Assassin's Creed 3, Diablo 3... ehm, noto un certo schema che si ripete.
Tutta roba buona, che mi affascina per motivi diversi (così come per motivi diversi è inevitabile amare donne diverse). In particolare Diablo 3, o Diablo III ad esser precisi, per me non ha ormai più segreti: come mi vantavo tempo fa, infatti, ho avuto accesso alla versione di prova per molti mesi. In questi mesi di fatto il gioco è cambiato parecchio, si è trasformato in tanti giochi diversi, e ammetto di non avere avuto l'ossessione necessaria per analizzare a fondo tutte le permutazioni, e stabilire se davvero quest'ultima, quella che è stata inscatolata per i negozi, sia la migliore.
Certo chi lo comprerà non getterà via il suo denaro. Forse chissà, potrebbe persino essere un investimento per il futuro.
C'è un altro gioco che mi eccita parecchio in questo periodo, anche se non ha il numero 3 nel titolo: Sleeping Dogs. Una specie di GTA ambientato a Hong Kong, con un protagonista che predilige le mani alle pistole e le moto alle macchine, e che pesta con entusiasmo altri musi gialli come lui. Praticamente promette di essere il gioco che doveva essere Shenmue, ormai 10 anni fa. Anzi, dubito che riuscirà a commuovermi nell'animo così in profondità come fece Shenmue, pur con tutti i suoi (enormi) difetti. Però è bello che ci siano più giochi di questo genere.
Basta solo che non ci facciano guidare il muletto 8 ore al giorno al porto di Hong Kong per portare a casa 1000 yen: non è il caso di proporre oggi giochi che assomiglino troppo alla Vita Reale™.

Lo-Rez: arte, storia, web design
12 . 05 . 2012

Ma il porcospino...

La prima settimana completa lavorativa da lungo tempo unita agli sbalzi caldo-freddo mi ha svuotato psicologicamente al punto che ho persino mancato lo script domenicale, evenienza non inesistente, ahimé, ma comunque rara.
La strip di oggi, intanto, letta a una certa distanza da quando è stata scritta, perde un pochino di intuitività e non so quanto arriva. E' abbastanza evidente comunque che non ne avrete spiegazione, perché é così che funzionano le cose qua dentro, smettete di farmelo ripetere.
Questo editoriale, a suo modo, era già stato prenotato, ma quello che ho in mente slitterà sicuramente, perché prima di parlare voglio completare per bene quello che sto facendo. E' un editoriale un sacco gamer e un sacco commovente, mi sa che verrà fuori così, per cui sarà un bell'editoriale.
Questo qui, invece, che si trascina già da quattro capoversi per spiegare che non ho niente da dire in un editoriale, mi sa che verrà fuori bruttino.
Tanto per non sprecare la settimana e buttare un link, in questi ultimi giorni ho deciso di risvegliare uno degli aspetti più cupamente nerd della mia poliedrica natura e tornare a dedicarmi al sistemismo. Il sistemismo è bello (se è Linux), ma ha in molti casi il problema di coinvolgere la macchina su cui lavori e su cui fai girare la robetta che ti interessa. Se quindi fai gigaminchiate rischi di non poter aggiornare lo stato di Facebook notificandolo o di non scaricare la posta.
Fortunatamente, in quest'epoca moderna di niubbi cresciuti nella bambagia in cui tutti fanno le robe e non soffrono (terribile a dirsi, eh) giocattoli come VirtualBox permettono di mettere in scena i peggio scenari senza costringervi a correre dalla mamma.
Comunque sia ho deciso di dedicarmi con impegno a SliTaz, una distro piuttosto interessante e un progetto decisamente vivo (l'ultima major è di Aprile). SliTaz fa parte di quell'universo affascinante delle distribuzioni ultraleggere, quelle distribuzioni che non solo ti partono da una chiavetta USB del '58, ma che anche installate non occupano nulla. E' un campo che mi affascina da sempre perché i Sistemi Operativi, nel mio immaginario, sono sempre stati oggetti enormi e monolitici che si prendevano una bella fetta del tuo hardisk. La iso di SliTaz è in soli 35 mega e nonostante questo offre tutte le feature base di una distro, compreso un DE e un package manager. E' evidente che per farla diventare qualcosa di utilizzabile devi ingrassarla con diversi oggetti, ma il punto di partenza è molto buono. Per ottenere un risultato del genere, ovviamente, deve impiegare alcuni giocattoli esotici e di non grandissimo impiego come Dropbear e BusyBox, oltre a limitare i pacchetti da gran alchimisti. Tutto quello che non è nella iso di partenza, però, è presente in un repository notevolmente vasto, assieme a tutte le procedure (piuttosto lucide) per pacchettizzarsi da soli quello che manca.
Il mio obiettivo nell'abbracciare SliTaz non è, ovviamente, sostituire la Slackware, ma ottenere finalmente il mitologico server di sviluppo che da sempre penso sia utile nella vita. Il server di sviluppo è quell'oggetto che, quando decidi di dedicarti a un progetto, duplichi come creatura pura e vergine e lo infanghi e picchi finché non funziona tutto. La mia esigenza nasce principalmente in ambito lavorativo (dove la macchina di lavoro è ahimé Windows), ma non vedo per quale motivo non impiegare una pratica così nobile anche a casa. Ha un suo fascino fabbricare sistemi operativi e ambienti come distruggerli e poterli gestire come semplice scatolette di giochi.
SliTaz, a oggi, si è dimostrata sorprendentemente abile in tutto quello che le ho chiesto. Certo, il gVim pacchettizzato aveva un problema fastidioso, ma è stato già fixato. Oltretutto, piccola com'è, può anche essere interessante per arrivare alla genesi di una distro, a quell'idea mitologica di prendere in mano Linux from Scratch e divenire una volta per tutte un Vero Uomo.
Bene, questa segnalazione, che alla fine è divenuta prolissa come di consueto, lava va la vergogna di un editoriale inutile e mi permette d ritirarmi in buon ordine senza grossi pesi sullo stomaco.Tanto molti di voi staranno ancora finendo la recensione di Avengers di settimana scorsa e saranno contenti di avere a disposizione qualcosa di riposante.

“Il problema fu che l'ignoranza divenne più interessante, specie quella grossa e affacinante ignoranza su questioni enormi e importanti, come la materia e la creazione, e la gente smise di costruire pazientemente le piccole casette di stecchini razionali e cominciò a interessarsi al caos: in parte perché era molto più facile essere esperti di caos, ma soprattutto perché offre ottimi spunti per i disegni sulle magliette.”

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