Strip
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07 . 04 . 2012

Il pessimismo cosmico

Anche gli Ingegneri, perfino quelli delle Tenebre™, vanno in gita a Pasquetta. O meglio ci andrebbero, se la loro fatale forma mentis non li condannasse alla sfiga perenne.
Il fatto è che chi maneggia le Tecnologie dell'Informazione impara ben presto ad aspettarsi sempre e soltanto il peggio possibile, perché è proprio quello che di solito capita.

Non ricordo l'ultima volta che su queste colonne ho parlato di Final Fantasy: ergo, è passato sicuramente troppo tempo. Rimedio subito con questa notizia golosa: i personaggi di Final Fantasy XIII usati come modelli per la nuova collezione uomo di Prada.
Trattandosi di giapponesi, non poteva mancare una piccola dose di perversione, ed infatti in questo servizio fotografico compare anche la protagonista Lightning, che è femmina, con un vestito maschile. Ma va be', a parte questo è una trovata stranamente ben riuscita. I modelli sembrano davvero a loro agio, al punto che parecchia gente ha già chiesto alla SquareEnix di rendere disponibili nel gioco questi costumi. A qualunque prezzo.
Qualche tempo fa invece citavo The Penny Arcade Report come una nuova fonte d'informazione videoludica per gente seria e matura (???). Oggi voglio proporvi un'altra rubrica simile, scritta da gente che non è né analfabeta, né adolescente, né pagata dagli editori per dire quello che vogliono loro: il che esclude quasi del tutto la categoria dei giornalisti. Sto parlando di questa roba pubblicata da Edge Magazine: il primo articolo è un approfondimento su Mirror's Edge.
Questa rubrica è curata dal tizio che fa Dead End Thrills, ovvero una raccolta di screenshot “artistici”, presi direttamente dai giochi ma fortemente manipolati. È roba da far cascare la mascella, sia per il risultato finale che per la mole di lavoro e assurda pazienza necessarie ad ottenere queste immagini... parliamo di tecniche che implicano di modificare pesantemente il software di rendering dei giochi, quasi sempre con mod non supportati dai produttori. Davvero si possono imparare dettagli interessanti dalle note di questo sito sulle tecniche grafiche impiegate nei giochi attuali.
Tornando all'articolo su Mirror's Edge. Mi è piaciuto molto perché una volta tanto ha dato voce agli autori del gioco sulle ragioni del fallimento. Il fatto che siano stati quasi tutti licenziati, probabilmente, li ha aiutati a sciogliere la lingua: normalmente gli editori impediscono agli sviluppatori di fare qualunque dichiarazione che non sia stata approvata prima da un esercito di avvocati e PR. È una intervista sincera, e viene fuori della passione vera, dell'ambizione che per vari motivi non si è concretizzata. La visione artistica, almeno, c'era e questo si è visto. Speriamo che ci sia un'altra occasione.

Come ogni anno di questi tempi, non posso evitare la solita raccomandazione, anche se qui su FTR cerchiamo di non parlare mai delle cose del Mondo, festività comprese: non abbuffatevi troppo di conigli, povere bestie.

Lo-Rez: arte, storia, web design
07 . 04 . 2012

Se non ti lecchi le dita

Ero qui di fronte alla rinomata Pagina Bianca, senza sapere cosa scrivere sull'editoriale di questa settimana, quando naturalmente mi è venuto da fare una partita a Dead or Alive per schiarirmi le idee. Poggiata la console dopo una mezz'oretta di madonne nel Tag Team (fastidioso) per associazione libera mi è venuto da chiedermi com'è che Resident Evil:Revelations fosse messo coi DLC. Ho scoperto piuttosto in fretta che non ne avrà mai, in un articolo che parlava di questo con ottimismo, come se fosse un trionfo sulle pratiche più blasfeme dei tempi moderni.
Ma io l'ho mai fatto un articolo sui DLC? Mi sono chiesto. Proprio no. E guarda caso siamo qui davanti all'editoriale vuoto.
I DLC sono i contenuti scaricabili, quelle cose che, dopo che avete acquistato il gioco, l'azienda vi mette a disposizione. Nella loro espressione più massiccia sono quelle che in passato venivano chiamate "espansioni", aggiunte al prodotto principale a prezzo basso, comunque vendute con scatola e tutti i crismi. Molto più spesso, invece, sono solo giocattoli e zuccherini per bimbi ingenui.
Nell'epoca moderna i DLC hanno un peso notevole perché nella società iperconnessa sono roba che arriva all'utente in maniera rapidissima e efficace. Prendete i DLC di Dead or Alive: ogni tanto aprite la console e questa vi segnala che vi è stato regalato un nuovo costumino per questa o quella tizia. Basta far partire il gioco per usufruirne.
L'epoca moderna, però, ha deciso di alzare presto la guardia contro questo "mercato", un po' come ha fatto anche per il sistema di patching, quella cosa bella perché permette alle software house di ripararti i videogiochi in tempo reale e quella cosa brutta perché fa uscire sul mercato i videogiochi stessi poco meno che in beta, visto che... tanto possiamo rilasciare una patch.
L'atteggiameno hipster nei confronti dei DLC è, virgolettato: yo yo abbello, guarda che te mi devi mettere nel gioco tutto quello che hai nella capoccia perché il gioco è completo se c'è tutto yo yo e non ci sto che lasci fuori pezzi yo. Che poi dopo te lo so che me li fai pagare. Yo.
E' tutto assolutamente vero. Il Signori del Male, quando privi di freni inibitori, prendono i videogiochi, li mutilano e dopo averteli fatti comprare di propongono di acquistare con altri baiocchi le membra che si sono tenuti per loro. Questo è un atteggiamento omicida ai limiti della legalità, che sta cominciando anche a far perdere fede nel day one, visto che magari, aspettando un sei mesi, posso avere il pacco collector con anche i pezzi che, nel frattempo, hanno cercato di rifilarmi sparsi.
Ma avercela con i DLC in senso lato è assurdo, sia quando parliamo di cose a pagamento sia quando parliamo di cose gratuite. Nel primo caso non vedo cosa ci sia di male a soddisfare il wants more degli utenti appassionati. Certo, riflettendo, un'espansione del passato per strappare venti euro doveva sudare più di quando facciano quattro mappe per cinque, ma nella giusta misura è l'opportunità di allargare universi e anche un incentivo a fare giochi che appassionino abbastanza perché la gente decida di allargarli. I DLC gratuiti invece sono quelle cose un po' cazzone a costo vicino allo zero per l'azienda che li produce che però ti donano quel quid, quel pizzico di piacere bimbo che ti stuzzica l'ingegno. Io quando vedo che ho un nuovo vestitino DOA sono contento e sono curioso, è l'effetto pacco da scartare, anche quando si tratta di un'idiozia.
Insomma, io sono sempre in prima linea nello stigmatizzare gli atteggiamenti barbari delle software house quando fanno cose barbare, ma sono anche sempre il primo ad alzare la mano quando vedo che si punta il dito contro strumenti che, in quanto tali, sono strumenti e quindi potrebbero benissimo venire usati per il bene o per il male della comunità.

“Questo è Oyama-kun. Lui è specializzato nel non avere nessuna specialità”

Cymon: testi, storia, site admin
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