Strip
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24 . 03 . 2012

My Boyfriend Is a Pilot

Le profondità dell'abisso infernale (altrimenti detto “ufficio del Direttore”) non sono mai state una visione così confortante come oggi, perlomeno qui su FTR: significano che l'ispirazione non ci ha abbandonato, e la serie Jobs ha un radioso futuro avanti a sé.
Quanto alla strip vera e propria, fa un po' tristezza che sia così vera... eppure spesso capita così, in questa serie ogni battuta è stata forgiata nel sangue e nelle lacrime della Vita Reale™. Ma anche no.

Sono momenti di quiete per il settore del Divertimento Elettronico, o forse sono io un po' distratto. Fatto sta che dobbiamo ridurci a commentare un evento che nel suo piccolo sconvolge i cuori di noialtri pochi fanatici: è uscito un King Of Fighters per Android. Con tutta la buona volontà non riesco ad immaginare come i controlli di un gioco come KOF possano adattarsi allo schermino toccabile di un telefono... mi pare una mostruosità contro natura. Sarò un vecchio ossessionato bavoso, ma per me questo genere di giochi trova la sua espressione autentica solo quando stringete tra le mani la levetta possente di un vero cabinato a gettone (non per nulla io me ne sono costruito uno).
Però ammetto di non averlo provato, non ne ho la forza morale. Non voglio vedere lo squallore a cui si è ridotta questa serie un tempo ai vertici della scena mondiale, una serie che negli anni '90 rullava di brutto. Preferisco ricordarla nei suoi giorni migliori. Tra l'altro, noialtri di FTR avevamo già predetto questa discesa sempre più triste nell'irrilevanza, con la miniserie GTR 1998. Ma non pretendo che qualcuno lo ricordi, irrilevanti come siamo anche noi.

Sempre a proposito di giochetti da bar di una volta, che vengono convertiti per gingilli touch screen e gettati in pasto alle masse ignoranti che a malapena riconoscono il concetto di videogioco (ehm), è uscito anche Dodonpachi Blissful Death. Dodonpachi è uno degli sparacchini fatti dai tizi di Cave, i maestri del genere. Anche in questo caso è la stessa storia: un gioco dal passato glorioso, non gliene importa un piffero a nessuno, lo danno via per un'elemosina nel tentativo di non chiudere bottega. Ogni volta che esce un gioco così per un telefonino o un tablet, c'è una piccola parte di me che muore.

Risolleviamoci il morale in chiusura con un titolo magnifico:
Macross: Do You Remember Love: My Boyfriend Is a Pilot 2012.
Intendo dire che proprio il titolo è magnifico, come solo i nipponici sanno fare... Quanto al gioco, insomma, il gioco praticamente non esiste. Ma il titolo da solo merita.

“Al momento Killa è irraggiungibile /
Vodafone /”

Lo-Rez: arte, storia, web design
24 . 03 . 2012

Le scene fighe

Spero di guadagnare oggi il rispetto di Lo-Rez dicendo che ho anch'io il mio picchiaduro di fiducia. Ok, è in 3D, ma su una console che è tutta in 3D pareva brutto limitarsi alle due dimensioni.
Il 3DS si è scoperto nel suo primo anno di vita una console dedicata ai picchiaduro, ne esistono ben tre e tutti e tre di nobile schiatta: uno Street Fighter, un Dead or Alive e un Tekken. Approfittando della morte economica di Blockbuster ho preso DoA, ma non è stato opportunismo, dei tre volevo proprio lui.
L'oscurantismo mediatico relega da sempre DoA in secondo piano rispetto ai suoi concorrenti perché, si dice, la sua potenza sta nelle tette delle protagoniste, che sono abbondanti e eccessivamente rimbalzanti. Sebbene questo dato è innegabile è anche vero che al di là di questo aspetto Dead or Alive è un picchiaduro che si rispetti, con una sua pregiata tecnica, delle meccaniche originali che gli danno una propria personalità e naturalmente una trama stupida.
E' proprio la trama stupida, stasera, che mi interessa, perché il bailamme scatenato da Mass Effect 3 ben si specchia nel pastiche fantagiappowuxiashinobico alla base di DoA. Dove il primo gioco ha nella trama uno dei suoi punti nobili e forse uno dei motivi principali del hype relativo al suo terzo capitolo, così DoA ha una trama suo malgrado perché purtroppo una storia, tra un combattimento e l'altro, la si è dovuta raccontare, capitolo per capitolo, per quanto incredibile fosse.
Così DoA Dimensions ha una modalità chronicle che riassume anni e anni di stupidi picchiaduro in cui succedono le solite cose: rancori mai sopiti, fratelli rapiti, cloni (ci sono sempre cloni), grossi elicotteri, tette (molte tette) e quant'altro.
In giro si sentono tante brutture di questa modalità chronicle, ma sapete cosa c'è? Mi sta piacendo. Non nel senso videoludico del termine, purtroppo DoA ha un computer cerebroleso nella maggior parte dei casi e il gioco, in chronicle, è proprio noioso, ma il mosaico di inutili cutscenes con donne che volano, gente che esplode, pistole, (tette, sempre) ha un suo pathos, un suo effetto scenico, una sua forza narrativa
Ed è qui che arriviamo al punto. Chronicle, in DoA, è una collezione squallida di scene fighe con personaggi carismatici. Non funziona perché qualcuno si fa prendere dall'idea che tuo fratello sia sconfitto da un buzzurro che poi va a lavorare per una multinazionale biotecnologica che ti induce a lasciare il tuo clan ninja per iscriverti a un torneo (il tutto con molte tette). Funziona perché ogni tre per quattro c'è uno sguardo figo, un confronto epico, una frase tamarra. Perché alla fine Kasumi è un personaggio drammatico e Ayane che piglia sberle praticamente ogni cinque minuti ha un senso esageratamente tragico che buca lo schermo, così come quell'esaurito di Ryu che appare e scompare a ogni pié sospinto.
E, ci arrivo ora, non sono sicuro che Mass Effect debba essere diverso da così.
Via di linciaggio. Non so niente della trama di Mass Effect. Buuuuuh. Presuntuoso. Ipocrita. Cretino. Con Mass Effect ci hanno scritto dei libri. Mica pizza e fichi. Fa tremare i polsi a Hyperion. Mettiamo sia anche vero, cosa buca lo schermo, cosa permette al giocatore di rimanere aggrappato? Secondo me, anche in un gioco del genere la scala della priorità è charadesign > ambientazione > trama.
Se hai personaggi fighi che appena appaiono sulla scena ti fanno dire woah il gioco funziona. Funziona anche quando dietro non hai più niente. Rincariamo la dose: se questi personaggi fighi vivono poi in un ambiente corposo, profondo, articolato, magari non completamente coerente, ma dotato di potenziale, che è insomma una landa dove ogni avventuriero dovrebbe stare e che fa sognare allora nuovamente si ha una vittoria, nuovamente il gioco colpisce nel segno e trionfa.
La trama, a mio parere, viene sempre, necessariamente, dopo questi punti.
E oggi arriviamo a voler demolire Bioware pezzo a pezzo per averci offerto un finale non soddisfacente della sua saga. Abbiamo ragione di voler scatenare quest'ira funesta? Ne abbiamo ragione in generale?
Tutte le volte che parliamo di finali di videogiochi non posso che tornare con la mente a Big Whoop. Big Whoop, il finale di Monkey Island 2, fu una delle più alte vette di maturità narrativa mai raggiunto dai videogiochi in un'epoca in cui il media videogioco era in fasce. Perché il finale di Big Whoop... non significava assolutamente nulla.
E l'idea che, per una volta, non si finisse con crash boom bang e cattivo sconfitto è qualcosa che praticamente il popolo dei videogiocatori non accettò, ma che stordì al punto che nessuno se ne lamentò. Rimasero tutti così, attoniti, paralizzati. E poi, piano piano, l'accettarono. E non rinnegarono mai il gioco. Perché il gioco era un pirata figo, un demoniaco cattivo e delle isole piratesche fuori di testa.
E poi la trama.
Potete dire che non vi capisco, devoti di Mass Effect 3. Allora lasciatemi dire che non capisco voi. Non vi capisco mentre chiedete un DLC con un finale alternativo. E' veramente sufficiente? E' sufficiente riscrivere il finale, cambiare il pezzettino, metterci una pezza perché tutto vada a posto? E come va riscritto? Crash boom bang e cattivo sconfitto? O con una profonda riflessione filosofica sull'unione delle genti? Cambia il senso della storia se qualcuno aggancia una scena posticcia diversa in fondo con un atto chirurgico, come fosse una patch software? Secondo me no.
Non sono interessato alla qualità narrativa di Mass Effect 3. Non sono interessato alla qualità narrativa del finale di Mass Effect 3. Sono interessato alla sua dignità come videogioco ancor prima che come storia. Sulla base di questa dignità il finale va accettato. Come lo si accetta su altri media. Nessuno vuole un DVD in più di Lost dove si dica qualcos'altro. E' giusto metabolizzare tutto, accettare il finale e rendere omaggio a tutto il resto che Mass Effect 3 è stato.
E, forse, ricordarci dei personaggi tamarri, del carisma e delle scene fighe. Quel mix di irrazionali nonsense che è tutt'oggi componente basilare della magia dei videogames.

“Kore ga Mugen-Tenshin duyo.”

P.S. Lo so che questo sito non si usa per le robe social, ma il mio Codice Amico 3DS è 2664-2937-5911

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