Strip
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18 . 02 . 2012

Linee guida

Restiamo in tema di Clara anche questa settimana: stavolta la nostra sventurata quanto adorabile PR è alle prese con il nonsense di colleghi che forse vogliono soltanto prenderla in giro, o forse ci credono sul serio. Se si tratta di Ingegneri delle Tenebre™, io sarei per la seconda ipotesi.

La volta scorsa abbiamo reso omaggio alla festività più improbabile qui su FTR, ovvero il 14 Febbraio, con la consueta illustrazione che quest'anno era a tema “Mi Piaci Quando ti Arrabbi” (riferito a Mai Shiranui). Ma non è finita qui! Devo infatti citare il mitico Zac Gorman, che in questa occasione ha veramente superato se stesso regalandoci una strip su Zelda e Link romantica e malinconica, come riesce a lui.

Mi pare giusto occuparmi oggi di una tendenza non certo nuova, ma che si ripropone a gran forza in questo periodo. Non saprei bene come spiegare... meglio esporre i fatti.
È appena uscito Soul Calibur V, l'erede di una serie grandiosa che però è andata un po' in calando. Il primo gioco su Dreamcast era (ed è ancora) uno dei pochi esempi del Gioco Perfetto, e difatti a suo tempo (CENTO ANNI FA!) ne parlavo con entusiasmo. Non c'è molto da dire su quest'ultimo titolo, però mi ha colpito una frasetta lanciata su Twitter dal produttore del gioco:
“There are 'strict regulations' re: breast sizes in Soul Calibur”
Il tweet è corredato da un diagramma piuttosto esauriente, che illustra quali siano le rigorosissime linee guida che tutto il reparto artistico ha dovuto seguire... in sostanza pare che il direttore artistico abbia stabilito una gerarchia tra le misure intime dei vari personaggi femminili del gioco: guai al disegnatore che le trasgrediva, anche di un solo centimetro.
Ma in fondo non è nulla di nuovo, fin dall'alba del genere tutti i giochi di combattimento 1 vs 1 sono stati corredati dalle statistiche personali dei vari lottatori... Però poi si fanno vivi anche i tizi di Dead Or Alive V, a dire la loro sull'argomento.
Anche Dead Or Alive sta per giungere al quinto episodio, e certamente non è una serie che si è tirata indietro in fatto di forme femminili... da quando il produttore storico, Tomonobu Itagaki, se ne è andato, sembra però che le cose siano un po' cambiate. Addirittura il nuovo capo del Team Ninja, che sviluppa il gioco, ha osato dichiarare che stavolta vogliono donne più realistiche nel loro gioco. Si concentreranno (parole testuali) sulla “voce delle donne, e le tipiche movenze femminili”. Certo è un bel progresso, considerato che Dead Or Alive ha praticamente inventato gli algoritmi per simulare la fisica dei rimbalzi.

Oggi è andata così, alla deriva su argomenti non troppo edificanti. Del resto è nostro dovere fare la cronaca della Storia videoludica, delle tendenze e dello Spirito dei Tempi, e non possiamo tirarci indietro.

Lo-Rez: arte, storia, web design
18 . 02 . 2012

Robot gommosi

Un nuovo receditoriale di robottoni non può che apparire ripetitivo, per un sacco di motivi. Dopotutto la serialità, la ripetizione, il pacato plagio fanno parte dell'industria giapponese dell'entertainment, questo detto senza particolari connotazioni etiche. E' inevitabile, quindi, che all'interno di un genere ci siano cose che finiscono col ricadere in cliché. Non è un difetto. Spesso proprio una solida base di cliché può servire a costruire qualcosa di completamente nuovo che il pubblico accetta proprio perché circondato da elementi rassicuranti.
(Ora vi aspettate che linki in questa frase il titolo dell'anime. Proprio perché ve l'aspettate lo faccio la frase dopo). Overman King Gainer è un po' più di questo, perché è un'opera di Tomino, che è il papà di Gundam, quindi è inevitabile che abbia dei punti di contatto con la mai abbastanza amata serie. Forse proprio su questo si gioca l'opinione conclusiva.
L'ambientazione: il mondo è sfigo e inquinato e per impedire che collassi gli uomini si chiudono spontaneamente in dome, enormi città chiuse incastrate nei luoghi più sfigati del pianeta (tipo la siberia) lasciando che il resto dell'ecosistema si riprenda in tranquillità. In realtà, però, il sistema dei dome permette a megacorporazioni di controllare l'umanità, privarla della libertà e sfruttarla. Contro il sistema, quindi, nasce l'Exodus, la pratica di prendere le proprie valige e andarsene a vivere in un posto ridente a coltivare la terra.
Il nostro protagonista, indovinate un po', è un ragazzino scontroso con la miracolosa capacità di guidare in modo figoso qualsiasi cosa abbia un joystick. E' un campione di videogiochi, ma, indovinate un po', finisce casualmente coinvolto proprio nell'organizzazione dell'exodus della sua città e, indovinate un po', si trova accidentalmente alla guida di un overmann, un robottone gommoso con superpoteri che, indovintate un po', è costretto a usare proprio per favorire l'exodus.
Di qui la trama è il viaggio dell'intera città (nel senso di interi pezzi di città) verso il Giappone (che, dal cuore della Siberia, è evidentemente il posto più comodo dove piantare le tende), mentre le megacorporazioni tentano in modi pittoreschi di fermare tutto.
Overman King Gainer deve rientrare, per discendenza, nella categoria dei real robot, cioè quella vasta branca di anime che vede i robottoni come macchine e spesso ci mostra anche come vengono assettati, smontati e montati e pretende di sbatterci in faccia la tecnologia alla loro base. Questo è, dopotutto, il genere che Tomino ha inventato.
In realtà però proprio gli overman sono dei pupazzotti gommosi con poco di meccanico e, oltretutto, sono dotati di misteriosi superpoteri di cui non si capisce granché la natura. La trama, anzi, marcia su questo aspetto quasi magico tirando in ballo tecnologie antiché e misticismo, fino al culmine dell'overdevil. Anche lo schema della serie, curiosamente si appiattisce su una serie un pochino più orientata ai robot di Go Nagai, con lunghi blocchi di episodi in cui, semplicemente, viene proposto un nuovo overman nemico con capacità bizzarre e i nostri eroi devono capire come distruggerlo per andare avanti.
In generale, poi, la serie ha un atteggiamento molto leggero. I cattivi sono quasi tutti macchiette, non muore quasi nessuno, il protagonista non frigna e ogni tanto le scene sono tenute in piedi da gag licenziose. Insomma, se proprio dobbiamo cercare un corrispettivo coi Gundam il riferimento è proprio lo ZZ (a cui non lavorò Tomino) a cui però bisogna anche togliere il carisma delle macchine da guerra che qui, come suddetto, proprio macchine non sembrano.
Insomma Overman King Gainer è la serie da guardare mentre fate altro, con un occhio solo, giusto perché è carina, ha una sigla pop coi protagonisti che ballano abbastanza divertente, alla fine ci sono dei robottoni che combattono. Tecnicamente non è miracolosa e, come spesso capita, ha giusto un picco di qualità verso il finale (ma non il finale) che ovviamente non salva la baracca. Tenetela a disposizione per quando proprio proprio non sapete cosa guardare.

Bene, receditoriale completo. Abbastanza per lasciarvi. La strip di oggi non ha senso. Mi piace per quello.

“Give yourself over to absolute pleasure / Swim the warm waters of sins of the flesh / Erotic nightmares beyond any measure / And sensual daydreams to treasure forever / Can't you just see it? / Don't dream it - be it.”

Cymon: testi, storia, site admin
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