Strip
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07 . 01 . 2012

Differenza di carattere

Ormai al di là del muro di fiamme festivo di cui parlavo la settimana scorsa (l'anno scorso), trapassati indenni o forse segnati in modo soltanto molto sottile, siamo ancora qui, pronti ad affrontare una nuova annata.
Certo che siamo pronti: e che altro potremmo fare? Drizziamo le lunghe orecchie pelose, stringiamo il codino bianco a pon-pon, e mettiamo fuori dalla tana il muso pronti a fare ancora una volta Follow The Rabbit.

Anche stavolta, nel cuore dell'inverno vogliamo ricordarvi che c'è chi ozia al sole di una spiaggia tropicale, per giunta pagato per farlo: è l'angioletto Bob, amministratore di sistema di un server pirata di giochi online. A quanto pare il business si espande, e oltre a World Of Warcraft ci sono nuovi investitori interessati ad entrare in un altro titolo molto promettente, quello di Guerre Stellari.
Siamo ottimisti anche noialtri, abbiamo fiducia che possa essere un gioco in grado di sopravvivere fianco a fianco con World Of Warcraft, e contendersi a viso aperto il tempo e il denaro di milioni di giocatori online. Non che ci importi molto, ma Guerre Stellari mi sta molto simpatico e invece l'egemonia di WoW comincia ad essere irritante, soprattutto perché dura da un tempo abnorme, un numero di anni innaturale che in questa industria non si è mai visto e, forse, non si dovrebbe mai vedere.

La scrosa volta ho passato in rassegna i primi titoli che mi venivano in mente, chiamandoli Giochi dell'Anno. Penso sia l'unica maniera seria per fare le classifiche. Oggi, come da millenaria tradizione, bisogna che mi soffermi in particolare sull'aspetto che a me interessa sopra ogni altro, ovvero l'arte prodotta per il settore videoludico nel corso dell'anno. Forse è un concetto con cui le masse di ebeti che compongono il pubblico hanno poca familiarità, perché i giornalisti che le dovrebbero istruire sono più ignoranti di loro. Ma chisseneimporta.
Naturalmente questa seconda classifica è perfettamente congruente alla prima, perché io non posso apprezzare un gioco a prescindere dall'arte che sfoggia, o perlomeno quella prodotta per presentarlo al pubblico. Quindi ci metterei i soliti Deus Ex: Human Revolution (che rinnova il banale cyberpunk con un'influenza rinascimentale), Bastion (non tanto per l'esecuzione ma per tutta la buona volontà che ci mette), e ovviamente Final Fantasy In Tutte Le Sue Forme.
Però poi ci metterei dentro anche una roba come Sword&Sworcery, che a suo tempo mi fulminò con la sua originalità. A parte il fatto che a seconda delle fasi lunari (quelle vere) il gioco si presenta diversamente, le manciate di pixel che rappresentano personaggi e fondali sono state disposte con tanto amore, tanta passione, che questa passione si trasmette inevitabilmente al giocatore. Anche la musica rulla.

Per concludere la rassegna di cose da ricordare di questo anno videoludico, vorrei citare perfino un odioso RPG occidentale, in segno di buona volontà. È The Witcher 2, il meno antipatico tra i vari giochi di ruolo moderni per il pubblico occidentale, perché se non altro si impegna sinceramente per darsi una personalità, e per di più ha l'ambizione di puntare all'eccellenza tecnologica.
Non ci riesce, perché una grafica straordinaria non è nulla se poi il gioco si spacca ogni 20 minuti, come di fatto succede alla maggior parte di quelli che l'hanno comprato. Però in quei 20 minuti si gode di visuali davvero impressionanti. I colori sono oltremodo saturi, i modelli poligonali ricchissimi, i filtri sul colore e sulla luce sempre variati, e abbondano blooming e stencil e bumping e chissà quali altri effetti nel gergo della grafica computerizzata.
Il divertimento nel giocarlo, inutile dire, sta a zero: è un gioco senza un barlume di qualcosa che assomigli a un gioco. La storia è un insulto, anche se uno come me parte da aspettative bassissime. Però lo voglio citare comunque per via di una scena che mi è sembrata la parodia pornografica della celebre scena acquatica/romantica di Final Fantasy X.
Non saprei come altro definirla: laddove in FF X i protagonisti Tidus e Yuna si abbracciavano teneramente nel laghetto al chiar di luna illuminato dalle lucciole, in The Witcher 2 abbiamo un nudo integrale di Triss e Gerald che la possiede senza lasciare nulla all'immaginazione dello spettatore. In una sorgente termale elfica. Questo per dire la differenza di carattere tra un gioco e l'altro, lo spessore emotivo o la sua totale assenza.
Cercare su Youtube i filmati relativi alle due scene succitate è lasciato come esercizio al lettore. Il mio proposito per il 2012 è di diventare più pigro nello scrivere questi editoriali.

Lo-Rez: arte, storia, web design
07 . 01 . 2010

Witches

Aprire l'editoriale con il link a un sito di giapponesine (vestite) che leccano porte sicuramente bendisporrà la nostra utenza e mi conferirà caratteristica di autore di un certo livello. Purtroppo però non basterà per un editoriale intero (anche se, insomma, leccano maniglie, se ne potrebbe parlare per ore) quindi comunque dovrò scervellarmi per arrivare alla chiusa dell'enigma rappresentato da questo editoriale.
(Permettete però, questa ha addirittura una cartella e un tirapugni)

Come vedete, nonostante i nostri cattivi propositi in relazione a The Old Republic qualche gag stantia la abbiamo fatta, perché si sa, l'ispirazione è una brutta bestia e quando si arrabbia o fa la ritrosa vengon buone anche le gag stantie. Dopotutto è ormai chiaro che la spiaggia dove si è installato Bob è un vero porto franco di connessioni di rete e MMORPG di ogni tipo quindi era ovvio che tra tante cose arrivasse persino Star Wars. Probabilmente vi aspettereste due righe sul gioco da parte nostra, ma anche riflettendoci attentamente non credo di volerle scrivere.
Innanzitutto, come capita sempre in questi casi, non l'ho ho giocato, quindi di certo non potrei entrare nei dettagli dell'esperienza di gioco e poi non c'è gioco più crudele e fallace di mettersi a giudicare i MMORPG. I MMORPG nascono tutti traboccanti entusiasmo, nella prima settimana ci si iscrivono anche quelli che non possiedono un computer, entro il primo mese tutti bloggano la loro favolosa esperienza. Poi, tutti (o quasi) crollano nel dimenticatoio, nel buio, nel nulla, irrisi dalle folle come le peggio schifezze.
Quindi, se anche ora mettessi il ditino all'aria per saggiare lo spirito del tempo, nulla gli impedirebbe di cambiare ancor prima che questo editoriale sia online, rendendolo vano e futile.
Sicuramente, una discussione affascinante su questo gioco possiamo farla riguardo chi sia il suo vero target. Siamo tutti convinti (quelli come me) che Star Wars sia una di quelle cose con cui si riesce sempre a fare cassa. Non so più quanto sia vero. Ci sono intere generazioni acquirenti che non hanno vissuto la saga mitizzandola come abbiamo fatto noi, vissuti negli anni 80 e che, magari, oggi non riescono a distinguerla da tanti pagnotti fantamagici analoghi, soprattutto se sono tanto incauti da mischiare la vecchia trilogia con la robaccia moderna. Io non sono esattamente convinto che nemmeno Star Wars abbia un fascino eterno e senza tempo e credo che il suo potere tanto devastante sia stato dovuto anche all'epoca in cui era collocato. Il potere dell'epoca, però, sta diminuendo sempre più quindi non possiamo credere che il bimbo quattordicenne attuale sia lì a fare il rumorino della spada laser con la bocca come faccio i... come facevo io alla sua età. Forse il calendario Maya, in realtà, decreterà l'inizio della prima generazione a cui della Forza non importerà una cippa.
Quindi sarei curioso di vedere Old Republic con gli occhi di un bimbetto d'oggi. Capire cosa significa. Capire se diventare un inquisitor Sith con la versione tamarra di un TIE come astronave è realmente qualcosa oppure se ha lo stesso peso di diventare un livello 50 di chissà cos'altro. E allo stesso tempo vorrei avere davanti i prospetti di vendita del gioco, per essere sicuro che, in realtà, Bioware non stia effettivamente cercando di ghermire tutti i giocatori della mia generazione, vulnerabili e indifesi di fronte a qualsiasi cosa abbia scritto davanti Jedi. Sono quesiti a cui non risponderemo mai, probabilmente, ma questo non significa che non abbia senso porseli.

Intanto, Wakfu resetta tutti i suoi server e rispedisce a zero tutti i suoi avventurieri. Scelta coraggiosa, non so come sia stata presa in generale. Io ne ho approfittato per abbandonare il mio mago del tempo e per dedicarmi a un assassino, ma devo dire che mi rimangono grosse perplessità sull'intero progetto. Forse tornerò a parlarvene estesamente, un giorno, tanto per tirare le somme. Intanto vediamo come va questo reboot delle mie avventure.

Non mi sono sfuggiti i primi dati di vendita di PSVita dove questa naturalmente c'è già. E non sono buoni. E' un po' presto per esser profeti di sventura, ma mi sembra di vedere un po' il trend della PSP, con la gente che non capiva bene perché doveva comprarla e la gente che non riusciva a distinguere una console di videogiochi sotto tutta la marmaglia multimediale installata sopra. Sony deve capire che il mercato è stato ormai deformato da un'azienda malvagia che rende gli animi pervertiti e cuccioloso. Deve capire che le regole del mercato portable le detta Nintendo. E non le detta perché il 3DS è una figata (anzi, secondo me non ha entusiasmato), le detta perché è così dai tempi del Gameboy (il primo, quello grigione). Se pensa di poter entrare in scivolata come ai tempi di Playstation e prendere tutto prima dovrebbe anche farsi persuasa che non ci troviamo in un mercato ammosciato e privo di iniziative, ma nell'unico mercato che si rinnova con costanza. Dopotutto, prendendo il mondo delle console in senso lato, il 3DS, prima di Vita, è stato l'unico oggetto nuovo a saltar fuori in cinque anni (no, il kinect non vale, quello è un pezzo su qualcosa che già c'era).
Comunque la cavalcata SONY è appena iniziata, vediamo quanto lo vuole, questo mercato. Di certo un successo servirebbe ai cari giappi che non sono più i signori del mondo come un po' di tempo fa, ma per ottenerlo mi sa che saranno lacrime e sangue. E lo so che le lacrime e il sangue dei dipendenti giappi viene sempre via a poco, ma è comunque roba da spendere.

Bene, l'editoriale è finito. Le feste sono finite. Forse il mondo è lì lì a finire. Sbrigatevi con quel maledetto livello di Uncharted, potreste non avere poi tutto questo tempo.

“per le lettere d'amore scritte a computer / che poi ci metteremo a tremare come la California amore / nelle nostre camere separate,a inchiodare le stelle / a dichiarare guerre, a scrivere sui muri che mi pensi raramente”

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