Strip
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04 . 05 . 2002

Nintendo's way

Amo questa industria. C'è sempre qualche novità all'orizzonte, qualche stimolo che tiene desto l'interesse. E' un pazzo, pazzo mondo, anche grazie a compagnie come Nintendo. Ora che SEGA e' fuori dal business infatti, resta solo la grande N a portare avanti l'eredita' dei bei giochi giapponesi di una volta. Pur essendo stato utente della sua storica rivale per tutta la vita, ho il massimo rispetto per una societa' che non ha paura di tentare qualsiasi strada, per quanto assurda, pur di cavare Divertimento dai suoi giochi; una societa' che pare dimenticarsi della pubblicita' e del marketing (in particolare in occidente), una societa' che notoriamente mantiene il segreto più assoluto su tutti i suoi progetti fin quando non e' piu' possibile. Ho il massimo rispetto per un manager che quando si parla di Gioco Online e di Lettori DVD Integrati scuote il capo e accenna un sorriso sarcastico.
Il Cubo si prospetta come una console con giochi che puntano a una giocabilità immediata. Non direi che si rivolge principalmente ai bambini, anche perchè dopo l'errore dell'N64 stanno facendo di tutto per togliersi di dosso questo pregiudizio... se Eternal Darkness: Sanity's Requiem o Resident Evil sono giochi per bambini, allora le giovani generazioni mi fanno paura.
Sul Gamecube abbondano giochi coloratissimi, cel-shaded, con personaggi tondeggianti e super-deformed, ma secondo me questa è una ricerca stilistica molto matura, e non il sintomo che il target a cui si rivolge Nintendo e' lo stesso della Plasmon.

Il punto è un altro: Nintendo non fa giochi violenti. E' questo e' un gran bene, perche' così i designer della grande N sono costretti a dannarsi per tirare fuori dal cilindro un gameplay che fa uso di innaffiatoi e formichine colorate, invece di mettere in pausa il cervello e buttare sul mercato l'ennesimo gioco dove si ammazza o si viene ammazzati.

Super Mario che saltella in giro con una pistola ad acqua a pulire i graffiti che deturpano il paesaggio? Formichine colorate aliene che zampettano in giardino? Ma che caspita di concept sono? I giocatori seri, i giocatori adulti non prendono in considerazione titoli del genere, vero? Quella è roba per lattanti! Lasciamo perdere e torniamo a divertirci con Die Hard: Nakatomi Plaza e State of Emergency!
Nintendo mette al centro il gameplay, innova il modo di giocare, laddove la maggioranza delle softwarehouse prendono un concept già collaudato e tentano il successo costruendoci intorno una buona atmosfera.

Per questo sono fiducioso che non sprecheranno uno dei loro marchi storici, Zelda, con uno schifo di gioco infantile e ingiocabile. Non mi lamento per lo stile da cartone animato stilizzato che è stato adottato per la nuova avventura di Link: e' originale e sembra anche realizzato molto bene. E poi questo look cubista mi sembra molto appropriato per Link, senz'altro molto di più del super-realismo.
Chi ha paura che una grafica del genere non sfrutti le potenzialità del Cubo dimentica una cosa... qui si tratta di fare un gioco, vedi, non una technology demo.
Miyamoto è uno dei punti fermi di questa industria, e Nintendo si gioca una buona metà della sua credibilita' complessiva con questo titolo: per il Gamecube e' di importanza vitale che Zelda e Mario siano killer-application.
In ogni caso sono diventato abbastanza ottimista sullo stato di salute del Cubo: sembra infatti che Nintendo stavolta sarà affiancata anche da qualche sviluppatore esterno molto valido: penso a Virtua Fighter RPG, Soul Calibur 2 e Final Fantasy Qualcosa.

C'è un articolo del LA Times che svela inediti (per me) e curiosi retroscena sui trattamenti che le softwarehouse riservano ai più influenti giornalisti di settore. Abbastanza impressionante. Mi sorprende anche trovare su un giornale non specializzato un articolo sui videogiochi che non e' clamorosamente, insopportabilmente sbagliato.

Lo-Rez: arte, storia, web design
04 . 05 . 2002

Seppuku

Esiste un oscuro rituale che tutti gli informatici conoscono sebbene pronunciarne il nome sia spesso vietato o quantomeno sgradito. Nei secoli l'uomo ha sempre avuto bisogno di cose del genere, feticci capaci di distruggere per ricreare, di bruciare per far ricrescere dalle ceneri, talismani di completa reinizializzazione. Sempre nei secoli procedure del genere hanno preso nomi esotici come Armageddon, Apocalisse, Rag Na Rock, Third Imp.. (eccheppale con sto NGE!), ma il popolo degli utenti di computer, gli oscuri sacerdoti del bit, hanno pensato a qualcosa privo di fronzoli e regalità, ma forse proprio per questo più spaventoso:
Format c:
Intendiamoci, per quanto mi fregi del titolo di quasi-mezzo-incredibile&geniale ingegneeeeer informatico smanettare a basso o bassissimo livello non è mai stata la mia passione. Non ho mai aperto il mio case, non ho mai overcloccato la mia CPU, non mi sono mai nemmeno fatto una partizioncina per UNIX. Sono sempre stato un informatico di concetto, mi sono sempre trastullato con la programmazione e l'applicazione della scienza computeristica senza stare troppo a pasticciare con quanto ci sta dietro, per questo il grande Format è stato per me un fatto un pochino traumatico.
Come un antico samurai in procinto di porre fine alla sua vita e al disonore in cui essa è infaustamente incorsa, ho progettato ogni passo con meticolosa precisione zen, fino a ritrovarmi seduto a gambe incrociate davanti alle schermate del disco di ripristino, con il comando già digitato sul prompt e il dito sull'invio. Esattamente come un samurai, dicevo, avevo intorno a me tutto l'occorrente necessario a portare a termine le operazioni: il CD di Windows98, il CD di Office, i vari driver delle periferiche, i miei archivi personali...tutto a formare il ventaglio della morte e risurrezione del picchio.
"Certe cose ti segnano" mi disse Galliani quando gli chiesi se si poteva considerare Javi Moreno un essere umano. Ma Javi Moreno, pur essendo una cosa, non segnò e pure Jose Mari non è che sia andato così bene...comunque quella frase la capisco solo ora, ora che rischiamo di non andare nemmeno in Champion's League. Ma forse adesso sto divagando...
Di Grande Format stavamo parlando, il grande Format sì che mi ha segnato. Perchè farlo? Perchè tutti vi hanno raccontato che l'informatica è immutabile, granitica, quasi irreale nella sua impossibilità di usurarsi e quando poi vi siete messi davanti a un qualsiasi PC vi siete accorti che tutti mentivano. Windows è qualcosa che trascende il sistema operativo, credo possieda in sé il germe dell'evoluzione, peccato che si evolva sempre verso qualcosa a cui Darwin non permetterebbe di vivere. Insomma, posso anche essere reticente a bruciarmi il PC, ma quando non riesci nemmeno ad aprirti un foglio Excel senza farlo impiantare...
Ma basta parlare di me, in fondo è andato tutto bene, sono riuscito a ristabilire quasi completamente la macchina e finalmente riesco a farla funzionare in modo abbastanza pulito, speriamo che duri e stop. Più importante invece notare come una nuova faccia buffa (nel frangente molto buffa) ha fatto la sua comparizione tra le strip: Link, il simpatico protagonista di una delle serie-mito del mondo dei videogiochi, serie sempre targata Nintendo. Perchè un'altro araldo della grande N alla nostra corte? Riflettiamoci, conoscete un araldo PS2 o magari XBOX degno di tale nome? Al di là di specifiche tecniche e software forse dovremmo riflettere anche su queste sfumature del marketing. La PS2 è un prodotto cosiddetto di massa quindi può anche non aver bisogno di una netta identificazione, quello che conta è che riesca a mettere i tentacoli in più posti possibili. XBOX e GameCube (con modalità e obiettivi diversi) sono invece macchine un po' più vicine al giocatore-giocatore, cercano di arruffianarsi l'hard core gamer, lo smanettone, quello che del videoludo ne ha fatto un hobby più che un passatempo (spero si colga la sfumatura). Credo che in un contesto del genere l'insostenibile leggerezza del carisma abbia il suo bel peso, il videogiocatore vero magari non lo ammette, però qualche idolo da adorare, qualche agnello d'oro ogni tanto non gli fa schifo... E allora conferiscono carisma la versione pacioccosa di David Gnomo (il personaggio qua sopra) e un idraulico italiano con idee confuse sulla sua professione? Bhe, magari hanno un carisma tutto giapponese però almeno qualcosa hanno, chi tiene invece XBOX in palmo di mano? (non so se avete la risposta, ma spero almeno sia qualcuno con una mano bella grossa...). Ma forse questo è un ragionamento un po' romantico, che vorrebbe credere che ci sia qualcosa al di là delle logiche di mercato a manipolare il mercato stesso...bhe, credere non costa niente (soprattutto se hai intenzione di non comprare NESSUNA console).
Avevo un po' di cose da dire oggi, così sono riuscito a raggiungere la dignità di lunghezza abbastanza rapidamente avanzando anche qualcosina. Ad esempio mi pare brutto passare sopra l'E3 senza spendere neanche una parolina...vabbè, mi accontento di linkare il reportage fatto al piano di sopra, loro comunque della fiera ne sanno più di me, anche perchè al solito non ci sono andato...aspettate che ci facciamo il Rabbit-Jet privato e ci avrete in ogni angolo del mondo si parli di VG, ma fino ad allora...

"L'America ci guarda, non proprio con affetto..."

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