Strip
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01 . 10 . 2011

Opportunità di sviluppo

Fin dal suo debutto prima dell'estate, il personaggio di Marty Panzeroth™© è stato accolto da vivaci polemiche. Gli agitatori del popolo, in particolare, contestano l'originalità del chara-design: la strip di oggi mostra invece al di là di ogni ragionevole dubbio che non è stato fatto nessun copia-incolla dai bozzetti di famose case di produzione nipponiche. No no, kupo!
Il riferimento ad altri paguri, apparsi in altre epoche, è ovviamente uno zuccherino per i fedeli lettori del fumetto, i lettori bicentenari.

Mi sono annotato diverse notiziole sparse di cui trattare, ma questa industria è tiranna e la roba di due settimane fa pare già obsoleta. Per fortuna noialtri di FTR non ci siamo mai lasciati scoraggiare da questo fatto, e spesso vi abbiamo proposto lunghe dissertazioni su giochi di legno che giocavano i vostri nonni (cioè noi).
Però mi sembra giusto parlare un pochino di Diablo III, in occasione della beta di questi giorni, e battere il ferro fin che è caldo. Diablo III, naturalmente, è nient'altro che una macchina del tempo che ci riporta indietro a Diablo II, dieci anni fa, ma lo fa sembrare un gioco moderno. Mi ha molto colpito l'annuncio che all'asta interna al gioco la compravendita tra giocatori si potrà fare anche con soldi veri.
Questo fatto apre scenari che fanno vacillare la mente: di fatto diventa possibile, e soprattutto legale, trasformare le proprie interminabili sessioni di gioco in un mestiere vero e proprio, e mantenersi a furia di mazzuolare mostri senza dover più chiedere la mancetta al papà. Naturalmente diventa altrettanto possibile dissipare tutti i propri beni terreni per comprare un (faccio per dire) “Bastone Puntuto Superiore”. Certo, gli asiatici lo fanno già da anni, ma il dettaglio non trascurabile è che stavolta sarà permesso.
Onestamente mi pare ben più affascinante e innovativo il primo scenario... mentre la maggior parte dei commenti alla notizia su internet è saltata subito alla seconda conclusione (quella in cui finiamo tutti sul lastrico a furia di comprare oggettistica fantasy virtuale), sciorinando la solita interminabile fila di lamentele su quanto è malvagio l'editore di videogiochi e quanto sono poveri e piccini e indifesi i videogiocatori. Del resto lo sapevo già: siete una gran massa di bovini, privi di fantasia e di spessore morale.

Ed è a voi, amati bovini senza cervello, che mi permetto di suggerire questa specie di fumetto online. Non è in realtà un fumetto, anche se spesso ci sono vignette con del testo, quanto piuttosto una galleria di illustrazioni consacrate ai giochi Nintendo di una volta, Zelda e Metroid e Final Fantasy Quelli Vecchi. Sono scenette semplici, elementari quanto lo erano i giochi, ma di una umanità e autenticità straordinarie, davvero emozionanti.
In particolare questa e quest'altra sono diventate famose in giro, per il rispetto e l'ironia con cui trattano l'eroe di Zelda. A me piace molto quella dedicata alla celebre Scena dell'Opera in Final Fantasy VI.

Lo-Rez: arte, storia, web design
01 . 10 . 2011

Neru neru neru

Se credete che scrivere l'editoriale di FTR ascoltando la colonna sonora di Doctor Who sia da fanboy vi sbagliate di grosso. In realtà non lo è abbastanza.
E' un periodo che sono un po' imbarazzato con voi. Perché mi metto alla tastiera senza granché verve e, soprattutto, senza molta voglia di parlarvi di videogiochi. E a volte penso che voi siate qua per quello. E altre volte, le più amare, penso che sono io qua per quello. E se nel primo caso basta dirmi che Non Lo Faccio Per Voi, nel secondo la risposta deve essere un po' contorta.
Comunque oggi è un receditoriale anime e so cosa fare, parleremo di Darker than Black.
Darker than Black è un anime del 2007, oltretutto fansubbato da Vaz, che bene o male fa/faceva fumetti online pure lui. Ha avuto un buon seguito di OAV, nuove stagioni e robe varie, ma i venticinque episodi della serie base si possono considerare tranquillamente autosufficienti (miracolo!) e sarà su quello che baseremo questo articolo.
La storia, in breve: misteriosamente, un'abbondante fetta di Tokyo si trasforma nel Hell's Gate, una zona demoniaca/spiritica dove la gente impazzisce e muore a causa di... bho. Nel frattempo le strade si popolano di contractors e dolls. I primi hanno dei superpoteri, i secondi sono sostanzialmente degli emo col GPS, ovvero delle persone con volontà scarsina, ma capaci di vedere grazie a spiriti osservatori.
Non vi sto dicendo tutto, il mondo di Darker than Black è molto più complesso di così. Dovrei dettagliarvi delle ricompense, sostanzialmente delle auto-torture che i contractor devono infliggersi dopo aver usato i propri poteri perché... bho, potrei parlarvi delle stelle in cielo che non sono quelle vere e del fatto che pure in Sudamerica le cose non è che stiano andando bene, ma fermiamoci qui: emuli di Heroes e Emo, in una Tokyo metropolitana leggermente nel futuro, controllata nell'ombra dall'onnipresente Sindacato, oppressa dal muro oltre cui è stato rinchiuso l'Hell's Gate.
Il protagonista delle vicende, Hei, è un killer al soldo del Sindacato che, di puntata in puntata, compie losche missioni. E' il solito protagonista con la sorella scomparsa, buono come il pane, ma triste e solitario, strafigo solo quando combatte i cattivi. Una particolarità di cui rendergli onore però c'è: NON E' un bimbo frignone. E ormai questo è un mezzo miracolo. A parte i suoi vent'anni abbondanti è un uomo rotto a tutte le esperienze, un po' incazzoso, non esattamente l'anima della festa, ma almeno NON uno che piange ogni tre per quattro.
I contractors che popolano l'anime, dotati dei poteri più eterogenei, sono un buon tentativo di creare dei personaggi non-umani, ma solo sotto un profilo estremamente sottile. Infatti, a parte le loro capacità, quello che li stacca dalla gente comune è che non si lasciano guidare dai sentimenti e prendono decisioni solo in base a ciò che va a loro maggior vantaggio. Vengono quindi dipinti come creature ciniche, spietate, inumane, ottime come killer, anche se non necessariamente assassine. Questo è indubbiamente il tema più affascinante di tutti, anche se il gioco funziona si e no. A parte il fatto che Hei è un contractor sui generis per varie ragioni, anche per gli altri questa caratterizzazione zoppica, ogni tanto. E comunque è un concetto difficile da far passare così come da far sentire allo spettatore.
Darker than black non mi è piaciuto e lo dico con un po' di fastidio. Perchè non ha niente che non va. C'è un buon protagonista, tanta azione, un mondo interessante in cui curiosare, un disegno tutto sommato decente. Solo che non c'è niente che vada oltre il minimo sindacale. Il sistema dei contractor con le ricompense, le stelle, le capacità e tutto il resto, poi, oltre a essere messo in campo in modo molto asettico e quasi incolore, è anche decisamente troppo complesso. Sembra quasi che i personaggi stiano giocando un cervellotico RPG giapponese e questo non aiuta in nessun senso. Quandon arriva, verso il finale, la cugina terrorista di C.C. si può anche cominciare ad appassionarsi all'intreccio, ma in realtà questo vuol dire ingoiare altre meccaniche contorte, altri piani che non si sa bene dove vanno a finire e, ovviamente, trip lisergici alla finale giapponese. Così anche quella parte, dopo un po', perde interesse. Questo è anche il motivo per cui non proseguirò con le altre serie esistenti, non mi è rimasta proprio nessuna curiosità, anche se non è che manchino i punti rimasti aperti.
Bene, posso chiudere l'editoriale. Noto ora che non ho celebrato il gradito ritorno dell'unico tormentone ufficiale FTR che abbia mai trovato riscontro nel nostro pubblico. Forse, se non avessi avuto un anime da vivisezionare, ci avrei speso metà delle parole che settimanalmente vi elargisco, per autocelebrazione. Ma di autocelebrazione, tra poco, ce ne sarà fin troppa... però non fatemi parlare...

“So this one's dedicated to them girls / That let us flop around on top of them / If you're near or far, whether short or tall / We wanna thank you all for lettin' us fuck you”

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