Strip
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16 . 07 . 2011

Robot canterini

Le strip ambientate tra i cubicoli verdognoli della nostra serie Jobs, quelle che hanno per protagonisti degli Ingegneri (delle Tenebre™), tendono ad essere strapiene di rabbia e imprecazioni.
Chissà perché.
Dopotutto, nessuno mai si sognerebbe di associare sentimenti di frustrazione, ira, angoscia & disperazione al mestiere del programmare calcolatori elettronici... non era il mestiere più bello del mondo, quello che tutti sognavamo di fare da grandi? Eh? Eh? E dove sono ora le insalate di matematica, i circuiti da mille valvole, il sogno di programmare il prossimo Sonic? Tutto si scioglie sotto il sole estivo, la bella stagione ci rende ribelli alle Macchine, e quello che facciamo ci appare infine in tutta la sua miseria.

Ma questo non sarà un editoriale di stile epic, tipo questo qui. Per cui meglio finirla qui con questi dilemmi esistenziali, che oggi bisogna parlare di siti pieni di buffi ideogrammi e faccine giapponesi.
Grand Knight History infatti è un prodotto tipico nipponico, ed era da un sacco di tempo che non parlavo su queste colonne di roba del genere... e nel frattempo Cymon qua di fianco ha imparato la lingua giapponese. Io mi limiterò a commentare le figure. Questo Grand Knight History si presenta, a giudicare appunto dalle figure, come RPG d'azione della vecchia scuola, con grafica 2D e personaggini fumettosi arrabbiatissimi che combattono in un'area che scorre su se stessa ripetendosi all'infinito. Tipo Princess Crown o Odin Sphere, giochi a cui tengo molto e di cui ho tanto parlato.
Il chara-design mi è molto familiare, ma non ho ancora indagato a fondo: mi sembra quasi prodotto dagli stessi tizi dei due giochi suddetti, ma a quanto mi risulta Vanillaware è al lavoro su un altro gioco (di cui abbiamo parlato qui). Ma dopotutto questi musi gialli sono tutti uguali! Comunque è un giochetto assai simpatico, anche lui per Sony PSP come quasi tutti gli RPG orientali negli ultimi tempi.

Contrariamente al solito, voglio anche spendere una parola su un gioco abbastanza recente. Ma non troppo, dopotutto: si tratta di Portal 2. Ho finalmente avuto modo di giocarlo, e ne sono stato soddisfatto pienamente. Quello su cui mi voglio concentrare però è il finale, di cui per ovvi motivi non posso dire nulla.
Chi però non ha speranze di giocarlo mai può gustarsi almeno il video dei titoli di coda, in particolare di uno stacchetto musicale degno di entrare nella storia (ci è entrato). Se vi sembra delirante, sì: lo è. È un finale che si libera di tutti i freni della razionalità, per diventare una specie di varietà del sabato sera concepito da robot impazziti. La canzone finale vera e propria è degna di succedere a “Still Alive”, che ormai è diventata un grande classico moderno.

“Oh how we laughed and laughed /
Except I wasn't laughing”

Lo-Rez: arte, storia, web design
16 . 07 . 2011

Take it easy

Un po' di settimane fa ho installato una Ubuntu. Dopo un'ora l'avevo già rotta. Non so, probabilmente mi sarebbe capitato qualsiasi distro fosse, ma era nell'ordine delle cose che accadesse con un'Ubuntu. Il problema è che, personalmente, la distro Canonical mi dà un po' la stessa sensazione che mi dà Windows. Sta facendo qualcosa e io non so cosa. Uno slackwarista queste sensazioni non le prova. Certo, significa spesso che la distro fa un po' meno e a te tocca fare un po' di più, ma comunque ti sembra sempre di avere le mani sul volante.
Comunque, se lo credete, potete riciclare l'esclamazione di Neo nel caso sia opportuna, è distribuita CC. Quindi dovete esclamare "Maledetti sodomizzatori ecc. ecc. " e aggiungere "come ho letto su Follow the Rabbit". A questo punto, visto che avete fatto trenta, fate anche trentuno e dite pure "comodamente raggiungibile all'indirizzo web www.therabbit.it" e poi dai, crepi l'avarizia "e possessore di una dinamica pagina di Facebook". A quel punto dovrebbero avervi già portati via, ma noi magari qualche contatto tra gli infermieri lo abbiamo fatto.
Sulla pagina di Facebook, comunque, stimolato da una domanda, sono finito col rivangare un mio vecchio pallino. E' piuttosto curioso per me parlare oggi di programmare videogiochi. Quando mi misi in testa la cosa ero convinto che l'unico modo per fare veramente le cose fosse programmare in Assembler e altre mitologiche idiozie. Oggi capisco che il tema è interessante, ma per me ha perso un po' di fascino. Poi purtroppo l'Italia non è mai decollata (come c'era da aspettarsi) nel settore e quindi le prospettive di lavoro su suolo nazionale sono assurdamente limitate. E forse, a intrigarmi, non era neanche quello. Erano più che altro i racconti di capannoni addobbati di giocattoli e bamboloni di plastica dove personaggi assurdi ballavano la rumba mentre pestavano sui tasti. O le storie delle riunioni di avanzamento di Jon Hare in birreria. Queste cose forse non esistono proprio più in giro per il mondo e allora val bene campare in una qualsiasi sacca di IT disponibili. Tanto, dovunque finiate, c'è tanta gente strana comunque.
Questo è uno di quegli editoriali in cui mi vengono da dire solo facezie. Se ci pensate è parecchio che non ne scrocco uno così e visto che ormai siamo a metà luglio, gli scolaretti sono già bell'e che tutti in vacanza e la gente non ha mica tanta voglia di leggere siti internet di baggianate penso che un editoriale così me lo merito anche. Tanto tutte le cose che potrei dirvi sono abbastanza a metà, quindi meglio parlarne quando saranno consistenti.
Ho Google+, tipo, ma non ho ancora deciso se usarlo o no. E' veramente troppo un facebook di Google e facebook ce l'ho già. L'unico potenziale che vedo in questo strumento di Google rispetto alla creatura di Zuccobergo è la sua eventuale integrazione col search. Se potessi sapere quanto un link è stato condiviso questo potrebbe essere assai d'aiuto per distinguere i link importanti da quelli inutili. E manderebbe a benedire anni di inutili strategie SEO elaborate da parassiti che non capiscono nulla di informatica e che si vendono a persone che ne capiscono incredibilmente ancora meno. Ovviamente però ci vuole prima una massa critica di dimensioni facebookose perché un progetto del genere porti dati minimamente utili.
Una cosa diabolica però Google+ ce l'ha già. Aggiungere la gente alle cerchie è divertente. E non parlo semplicemente dei tuoi contatti Google+, ma di tutte le persone con cui sei entrato in contatto tramite un qualsiasi strumento google. Un lungo elenco di persone (tra cui c'è... chissà perché... Zuccobergo) che, per divertimento, trascini quasi senza accorgetene nel network. A oggi me ne vengono proposte in numero superiore ai miei amici di Facebook e questo potrebbe darvi idea del potenziale di diffusione.
Poi il meccanismo di acquisizione è più impersonale e meno intimo, non devi essere necessariamente amico di una persona per collegarti a lei. Puoi connetterti per odio e scaraventarlo in una cerchia maledetta. Si, Google+ è sottilmente più meschino di Facebook nella sua diffusione, anche se, ovviamente, non è cattivo.
Per fare una pagina di FTR su Google+ dobbiamo aspettare che Google+ predisponga le pagine. L'ha detto lui che è meglio aspettare. C'è sicuramente tempo. Tipo, prima potrei persino impegnarmi a fare un account Twitter. Twitter mi ha sempre spaventato, però. Sembra che induca le persone a fotografarsi seminude davanti allo specchio e condividere le immagini. E poi Follow follow the rabbit on twitter suona male, il loop di follow mi spaventa.
Bene, giungiamo alla fine di questo editoriale allegro, statemi bene, abbronzatevi e videogiocate.

“i live between concrete walls...”

Cymon: testi, storia, site admin
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