Strip
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12 . 03 . 2011

Catastrofi varie

La settimana scorsa abbiamo lasciato Bob nel bel mezzo di una crisi informatica, di quelle che sono l'incubo di ogni buon Amministratore di Sistema. Figuriamoci poi per uno come Bob, che ci ha messo un mese per capire dov'era il tasto di accensione del server affidato alle sue cure.
Dopotutto però il server in questione fa girare un'istanza pirata di World of Warcraft, e dunque il confine tra realtà Reale e Virtuale tende ad essere sfumato... non meraviglia che Bob si lasci prendere dall'entusiasmo, e faccia un po' di confusione tra gerghi tecnici. Del resto Knuth, Richie e gli altri Grandi Padri della stregoneria informatica hanno tratto parecchia ispirazione, per la loro terminologia, dalla letteratura esoterica di tutto il mondo. E questo, signori, è un Fatto™, talmente vero che potete trovarlo anche su Wikipedia.

Questa settimana la vita mi ha sconfitto. Eventi di ogni genere hanno messo a dura prova e il corpo e lo spirito. Succede piuttosto spesso. L'editoriale quindi sarà breve... ma ci sarà, perché di noialtri potete dire tutto, ma non che manchiamo di dedizione.
A quanto pare però la vita in queste ore non è stata tenera anche per molti altri, se è vero che mentre scrivo l'asse terrestre sballa sotto i colpi del terremoto. Su queste pagine, l'ho ripetuto spesso, cerchiamo di evitare tutti gli argomenti che riguardano la Vita Reale: ma non è perché abbiamo un cuore di pietra. Però quando un evento riguarda il Giappone, è difficile considerarlo del tutto Vita Reale... questa isola mitica per quelli come noi da sempre è un luogo incantato.
E allora anche nel colmo della catastrofe, non si può non notare Hideo Kojima che dal suo palazzo di Tokyo rassicura il mondo su Twitter, e come altri game designer di questa industria offre i suoi uffici come asilo agli sfollati.
In segno di comunione spirituale, perché no, sarebbe appropriato guardarsi un cartone giapponese molto recente, Tokyo Magnitude 8.0. Sarebbe un modo per celebrare una nazione che ci ha dato tantissimo, con la sua Industria del Divertimento, e forse per versare le lacrime che non abbiamo davanti alle immagini reali, pazzi come siamo. Senz'altro è un'opera molto commovente, ma adesso forse ancor di più.

Ci sarebbe da dire qualcosa su Dragon Age 2 che è appena uscito e conferma le mie paure. Le recensioni demenziali, che dopo aver criticato ogni singola decisione di design presa per questo secondo capitolo gli danno comunque 8 o 9 perché, insomma, EA offre ai giornalisti dei party davvero fantastici, rischiano di mettermi di malumore. Non c'è bisogno.

Lo-Rez: arte, storia, web design
12 . 03 . 2011

Abbiamo scherzato

Ci sono molti segni che dimostrano che l'amministrazione di sistema è un'opera satanica. Ce ne sono altrettanti che dimostrano che è satanica Vodafone e una buona dose di prove che inequivocabilmente incastra come satanico Il Signore degli Anelli. Sono ancora al vaglio degli inquirenti (satanici) la pasta alla carbonara, il bicchiere mezzo pieno e Il Grande Blek.
Follow the Rabbit non è satanico, ma la prossima volta che vado a fare la spesa devo ricordarmi di prendere le candele nere.
L'altra sera svagolavo nella mia copia locale di FTR e mi sono imbattuto in un mio vecchio editoriale che, a sua volta, riguardava il vecchio tema dei videogiochi per telefonini. Da allora sono passati due anni abbondanti e lo scenario si è nuovamente ribaltato. La rivoluzione del gioco su telefonino che si auspicò allora fu una bolla di sapone e oggi è già acqua passata. L'attuale assalto, invece, quello della generazione tucc', è tutt'ora in corso e vallo a capire. Quando si parla di iffon bisogna sempre sgrassare le informazioni di una buona patina puramente "mediatica" che è sempre un po' oltre la realtà. Possiamo parlare realmente di rivoluzione? Ditemi un titolo che possa considerare videogioco e non giochino e vi crederò, fino ad allora guarderò il giocattolo di casa Apple, lui con tutti i fratelloni, con un certo sospetto.
Eppure le ultime settimane hanno visto il mercato del portintasca muoversi, anche per il diradarsi delle nebbie su NGP e il rilascio di XPERIA Play. Ricordate quando vi notificammo che Panasonic voleva tornare nel mondo console?. Ecco, si è già pentita. Spesso, di fronte a situazioni del genere, mi chiedo se alla testa di grandi aziende non ci siano realmente grandi incompetenti che prendono cantonate a tutta oppure se, alla fine, anche una strategia di buttarsi in avventure del genere non porti qualche giovamento in qualche senso e quindi, anche con un prodotto morto in culla, si può dire di averci guadagnato qualcosa. Il Jungle era effettivamente qualcosa di un po' assurdo, lo dicemmo, ma se lo avevamo capito noi come mai non se ne sono accorti in Panasonic? Cosa sapevano che a noi sfuggiva? E perché quella cosa oggi non va più bene? Panasonic è satanica? Mmmh, oggi ho un po' la fissa.
L'azienda dalle dichiarazioni più spiazzanti, però, rimarrà sempre la grande N, l'azienda che fornisce ai suoi PR un abbonamento illimitato al saké. A parte le uscite più interessanti, tipo quelle secondo cui il treddì fa male, Nintendo prende posizione rispetto agli smartphone con il tipico tono di chi vuole cacciare i mercanti dal tempio. Atteggiamento piuttosto ovvio. Innanzitutto Nintendo non avrebbe mai expertise per fare qualcosa che telefona, fare uno smartphone sarebbe rischioso come fare una console piena di sensori di movimento (uhm...) e poi è evidente che tutte queste tendenze telefonose dei videogiochi portatili vanno strangolate in culla. Farebbero il gioco di Sony e porterebbero sul campo di battaglia dei nemici che al momento, oggettivamente, sono piuttosto innocui.
Bisogna comunque rilevare come nel dibattito globale i telefonini abbiano guadagnato qualche posizione rispetto al passato, ma anche perché stanno smettendo di essere telefonini. Presto (nell'ordine dei decenni, comunque) smetteremo di dare una forte connotazione agli oggetti che abbiamo in mano, siano telefoni, computer, palmari o lettori musicali. Presto avremo dei terminali, con più o meno connettività e capacità di cloud, con cui faremo tutto, naturlamente anche giocare. Come tutte le aziende si porranno di fronte a questa era lo staremo a vedere (e non vi dico poi come staremo a vedere i festeggiamenti per un eventuale ventennio del coniglio...).
Bene, l'editoriale, a suo modo, è fatto. Voglio prendermi però un paragrafo di serietà per il Giappone. La Real Life non entra in FTR, lo sapete, abbiamo affrontato con l'indifferenza e il sorriso le più varie tragedie che hanno colpito il nostro mondo. Ma volenti o nolenti, nelle nostre pagine, il Giappone lo citiamo spesso e nel coinvolgerlo nei mie lambiccamenti, in questo momento, mi è realmente difficile non pensare a cosa sta succedendo là fuori. Guardando certe immagini ti viene da pensare che nessuna rappresentazione del male che possa esserci giunta attraverso i videogames in tanti anni, nessuna, nemmeno tutte le rappresentazioni tutte insieme, può darci idea di quanto dolore possa propinarci la realtà. Credo, in fondo, che non abbiamo mai ignorato questo fatto, ma lo abbiamo spesso taciuto perché è un fatto importante, e, in fin dei conti, noi siamo solo un sito di videogiochi.

“Katami, wakachita, yagadanse”

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