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15 . 01 . 2011

...To the Full Extent of the Jam

Anche nel nuovo anno il nostro beneamato Gödel si conferma ossessionato e paranoico... del resto, chi meglio di un Ingegnere delle Tenebre come lui potrebbe conoscere le perfide insidie che si nascondono dietro la Tecnologia?

Sgombrato il campo dalle tradizionali classifiche, quelle in cui sparo i primi titoli che mi vengono in mente e li spaccio per i miei preferiti del 2010 e quelli con l'arte migliore del 2010, è il momento di tornare alla nostra programmazione regolare. Che non c'è. O almeno lo spero, perché detesto essere prevedibile. Comunque sia, ci sono delle notiziole arretrate che voglio recuperare, che non devono cadere nel silenzio.
Ho già dimostrato in tutti i modi, coprendomi spesso di ridicolo, il mio affetto per i giocacci da sala giochi, quelli tutti unti con la grafica bidimensionale e i pixel che si vedono a occhio nudo. Ma non sono l'unico: il bello della vita, e della Rete, è che per quanto sia strana la tua perversione c'è sempre qualcun altro che la condivide. Prendiamo ad esempio il Danmaku, ovvero quel particolare sottogenere dei giochi di astronavine che sparano in cui il giocatore si vede sputare addosso un vero e proprio acquazzone di proiettili nemici. Questi simpatici proiettili colorati, innumerevoli fottìi, seguono degli schemi geometrici ben precisi che si ripetono esattamente uguali ad ogni partita: sfruttare questa regolarità è l'unico modo per sopravvivere.
I fanatici che giocano al genere Danmaku (in inglese detto “Bullet Hell”) si imparano quindi a memoria esattamente tutti gli spostamenti che devono fare con la loro astronavina in ogni istante di gioco, per evitare i proiettili e al tempo stesso puntare al mitico HIGH SCORE. Praticamente è come suonare uno strumento musicale e seguire le note.
Ne parlo oggi perché poco fa uno di questi fanatici ha pubblicato una guida di 44 pagine, intitolata The Full Extent of the Jam. Più che una guida, è la commovente testimonianza di un uomo. Un uomo che ha speso la sua giovinezza e la sua vita inseguendo un sogno: fare il record mondiale di punti a DoDonPachi.
DoDonPachi è uno dei titoli più amati di Cave, la softwarehouse specializzata in questo particolare genere. Come faccia Cave a sopravvivere economicamente non so, considerato che si progetta sia il software dei giochi che l'hardware dedicato, comunque questi tizi fanno un sacco di giochi, compresi alcuni di cui ho già parlato su queste pagine per la loro arte molto carina (tipo Mushihimesama).
Ma torniamo all'autore di quest'opera straordinaria: è un giovanotto francese, gioca con la tastiera e non con il joystick arcade (!), e frequenta la scena competitiva mondiale. Racconta di essere stato anche a Milano a trovare certi altri miserabili ossessionati come lui, il che ci fa molto piacere. La sua arma favorita è la tastiera, dicevo, perché a questa particolare tipologia di titoli si può giocare sostanzialmente solo attraverso un emulatore, e una ROM piuttosto illegale... non tanto perché l'alternativa è andare in Giappone, comprare il cabinato per qualche migliaio di dollari e riportarselo a casa (una cosa da nulla di fronte all'ossessione di questa gente), quanto perché ci si può allenare in maniera efficace solo grazie alle funzioni di salvataggio e replay dell'emulatore.
A proposito, pare che proprio in questo periodo stia uscendo una versione di MAME con il supporto ad alcuni giochi di Cave degli anni scorsi. Lo dico solo così, tanto per dire, non vorrei mai e poi mai incentivare la pirateria.

Fin che siamo in tema di Danmaku, o Bullet Hell Schmups, o Sparacchini da Malati di Mente, o comunque preferiate chiamarli, conviene citare anche un programmino molto interessante. Questo YGS2000 è un cosino per PC (definirlo gioco è eccessivo) che ci permette di allenarci a evitare i proiettili in questo genere di giochi. Il software è completamente in giapponese, per cui varrà la pena di chiarire che bisogna innanzitutto selezionare un pattern di proiettili da un'antologia di 64 predefiniti, dopo di che si viene sbattuti sull'astronavina e l'allenamento comincia. Provate a farvi tre ore consecutive di questa roba, e le droghe allucinogene vi sembreranno nulla.

“Violator and subject to severe penalties and will be prosecutedt to the full extent of the jam.”
(Dalla schermata di avviso di DonPachi)

Lo-Rez: arte, storia, web design
15 . 01 .2011

Complesso di linkosità

Vorrei innanzitutto scusarmi con tutti per la battuta stantìa. Battlestar Galactica (reimagined) è finita così tanto tempo fa che ormai ha avuto anche un paio di passaggi su TV italiane (satellitari), quindi non c'è più granché da parlare di cyloni. Ma la mia vita viaggia squisitamente lontana dalle ultime uscite e sto guardando tutto in questi mesi. Per rispetto vi risparmierò una rece conclusiva fuori tempo massimo, ma ogni tanto qualcosa traspare.
Che poi, a ben guardare, il cadavere di Caprica (serie TV) è ancora caldo e c'è in programma Chrome & Blood per il prossimo futuro, quindi ammettiamo che non sono eccessivamente anacronistico.
L'altra sera riflettevo che i nerd crescono nutriti (e indottrinati) da universi in cui il buono ha sempre ragione e il cattivo è sempre più figo. Il nerd, però, si sa, è presuntuoso in modo patologico (in certi casi diviene addirittura ingegnere) e quindi non sopporta l'idea di avere torto, motivo per cui, alla fin fine, decide di essere buono. Peccato che il fatto che il cattivo sia oggettivamente sempre più figo lo lasci tutta la vita con un mortale complesso di inferiorità, quello stesso complesso che spesso lo porta ai margini della società. Sostanzialmente il nerd è una brava persona che davanti agli altri fa discorsi melensi e zuccherosi come il più frignone degli Amuro Rey, ma che quando si trova nel buio della sua cameretta, davanti allo specchio, si atteggià ghignante con su la maschera di Char Aznable.
Visto che questo editoriale andrà un po' così (succede sempre più spesso? Spero di no) e quindi probabilmente finirò col darvi un po' link a caso, tanto vale che vi segnali subito una nuova guida android vergata dal vostro, dedicata questa volta ai database. In verità che i database siano robi a cui si accede e vi siano sempre delle api per farlo è roba banale e antica, ma questa volta mi sono concentrato su come un database viene manutenuto in android, dove il suo ciclo di vita, se ci pensate cinque minuti, non è affatto banale. Il risultato è lo sgorbio di scritto riportato in fondo al link.
Un altro interessante articolo che voglio proporvi per il vostro momento di pausa con FTR è questo. Seguo il blog di Recchioni con molto piacere, da quando lo ho scoperto, e questo articolo è sicuramente molto vicino al sentire di Follow the Rabbit. Forse la sua analisi è persino più intensa di quelle che sono state le reali dinamiche del prodotto, però è sicuramente in questo senso che mi muovo quando cerco di parlare di videogiochi qui, ovvero usarli come specchio della società in cui nascono e dimostrare che la società, anche quando li ignora, gli è strettamente collegata. Poi, estemporaneamente, tanto perché lo sappiate, Missile Command è stato comunque il mio primo videogioco (assieme ad altri due).
Già che ho citato il blog di Recchioni forse potrei anche notificarvi una delle mie ossessioni più recenti, che ha poco a che fare col mondo strettamente FTR, ma non sfugge ad alcune dinamiche che gli appartengono assai. Ultimamente proprio in quel blog ho avuto il piacere di scoprire la serie (di soli tre episodi) di Sherlock. Lo so che si tratta dell'ennesimissimo adattamento delle vicende del detective più affascinante e arrogante del pianeta, ma è fatto fottutamente bene. Innanzitutto il personaggio è riportato ai nostri giorni con incredibile stile, che si sintetizza in un continuo citare le opere originarie di A.C. Doyle con adattamenti incredibilmente calzanti (come quello di trasformare un orologio in smartphone). Oltre a ciò bisogna dire che tutto è reso ottimamente, dalle musiche, ai personaggi per arrivare alle trame e a diversi personaggi di contorno. Certo, la qualità della serie lungo i tre episodi scende un po' e il primo risulta immensamente superiore agli altri, però comunque è tutto terribilmente meritevole. Io ne sono rimasto folgorato anche perché ultimamente sono piuttosto vulnerabile essendo divenuto un vero e proprio fanboy dell'opera di A.C. Doyle però penso che potreste apprezzarlo tutti.
Credete che possa chiudere l'editoriale senza almeno un accenno ai videogiochi? Bhe, non c'è in realtà niente di eccitante da riportare, in realtà ultimamente mi sono limitato a recuperare l'emulatore Megadrive per farci girare i giochi della mia giovinezza. Ve ne avevo accennato a Natale e ora ho deciso di recuperarmi qualche titolo, anche se non ho ancora ben capito perché. Avrei voglia di giocare (ho pure recuperato un po' Tomb Raider: Underworld) ultimamente, ma ho bisogno di giocare a qualcosa di stupido perché non ho tempo e non ho testa. Fortuna che non uso console, altrimenti sarei già fuori di casa a comprarmi la Wii.
Questo editoriale vuoto e leggero chiude qui. Accadranno cose. Lo crediamo veramente qui in FTR. Quando le ho promesse poi sono sempre avvenute, prima o poi. E così sarà anche questa volta. Soprattutto questa volta. Perché questo non è un anno qualunque.

“mau yuki wa, hoshi no kakera. tentai ni te wo nobashite ikigau negai kanjiteiru ne subete wa ima monokuroomu no naka” (ESCI DALLA MIA TESTAAAA!!!!)

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