Strip
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25 . 09 . 2010

Latino

Anche questa settimana ci siamo divertiti a gettare la nostra povera piccola Clara in pasto a un'orda di depravati, come ce ne sono tante in questa industria. L'industria del Divertimento Elettronico, intendo. Chissà se sapeva a cosa andava incontro, quando ha deciso di diventare PR per un editore di videogiochi non meglio specificato.
In questi giorni, comunque sia, le Clara di tutto il mondo hanno avuto il loro momento di trionfo, sul palco del Tokyo Game Show 2010.
Ne parlavo già la volta scorsa, è stata una fiera più che dignitosa nonostante la crisi che sta vivendo il settore videoludico nipponico. Se questa è la crisi, a dire il vero, vorrei che arrivasse anche qui in Occidente, e attaccasse le fondamenta del videogioco occidentale... perché sinceramente non mi pare che la qualità dei titoli che arrivano da Est sia così precipitata, e anzi Giapponia e Sud Corea continuano ad attrarre come al solito la mia attenzione videoludica. Se chi parla di crisi si riferisce all'innovazione, ebbene secondo me questa “innovazione” è parecchio sopravvalutata.

Si fa presto, poi, a chiedere la fantomatica Innovazione... per pentirsene poi amaramente quando Capcom in nome dell'Innovazione affida a una softwarehouse esterna il prossimo gioco di Devil May Cry, e spezza il cuore a milioni di fan con un Dante ridisegnato come un antipatico emo-punk.
La solita banale SquareEnix, dal canto suo, si è limitata a proporre nel suo solito banale padiglione Closed Mega Theatre un video di Final Fantasy XIV Online. Si tratta ovviamente del solito, banale video dannatamente straordinario, realizzato con incredibile competenza artistica e tecnologica. I chara-design di questo quattordicesimo titolo, come quelli di FF XI da cui discende, non mi piacciono granché, ma stavolta sono disegnati da Yoshida, che è uno dei miei artisti preferiti, anche se si nota solo nell'arte promozionale e non nei modelli 3D. Per me che non gioco online è tutta grazia sprecata.
SquareEnix poi ha continuato la sua solita e noiosa tradizione di intitolare i suoi giochi in maniera assolutamente folle. Se pensavate che si fosse toccato il fondo con “Kingdom Hearts 358/2 Days” beccatevi questo: Dissidia Final Fantasy [duodecim]012.
Ogni tentativo di giustificazione ci renderebbe ridicoli... mi limito a dire che probabilmente “duodecim” va inteso come la pronuncia di “012”, visto che ormai pare che il buon vecchio latino sia diventato la lingua di riferimento di SquareEnix. Come mai si sia deciso di chiamare dodici un gioco che di fatto è il seguito del primo Dissidia, non sta a noi mortali comprenderlo.

Passiamo per un attimo all'altro emisfero, quello occidentale. L'uscita di Halo Reach è passata completamente sotto silenzio in queste colonne: avevamo altro di cui parlare. Però, come ormai è tradizione, non sono rimasto indifferente al trailer, “Deliver Hope”. Anche questo è girato con attori veri (intravisti forse in un paio di fotogrammi dietro gli elmi, in mezzo a scenari totalmente in CG), e anche questo tenta di commuoverci con epiche scene di battaglia accompagnate da una melodia dolce e malinconica. Ci riesce meno di altri, ma è comunque notevole.

In chiusura non posso evitare un cenno commosso a Satoshi Kon, che era malato da tempo ed è morto. Satoshi Kon è il regista di anime come Perfect Blue e Millennium Actress, due film fra i più belli che io abbia mai veduto.
Perfect Blue è una storia agghiacciante, con una giovane idol giapponese che si abbassa a fare brutte cose pur di restare famosa, e un ammiratore maniaco che la perseguita. Alcune scene tratte da questo film sono state ricreate in The Wrestler e Black Swan, tra l'altro, visto che a quanto pare il regista ne è rimasto tanto colpito da comprarne i diritti.
Millennium Actress è un altro film d'animazione sconosciuto ai più, straordinariamente malinconico e complesso. Un giornalista va a intervistare una vecchia attrice in pensione, che racconta la storia della sua vita attraverso i ruoli che ha interpretato, e per tutto il film realtà e finzione sono mescolate insieme. La vita dell'attrice si intreccia con la storia del cinema giapponese del dopoguerra... e a questo punto mi fermo perché sto diventando antipatico e noioso come un giornalista (o peggio, un critico).
Insomma, è un gran film, soprattutto quando ti accorgi che le scene in cui lei scappa da Godzilla sono più autentiche della sua vita privata quotidiana, e cominci a chiederti quale sia la realtà.
Peccato dunque che questo grand'uomo se ne sia andato così presto. Speriamo almeno che la sua morte sia sfruttata senza pietà per trasformare i suoi film in successi commerciali, anche se in ritardo. Potrebbe servire a mostrare al pubblico incolto che esistono altri registi giapponesi oltre a Miyazaki, e che forse sono un milione di volte più bravi di lui.

Lo-Rez: arte, storia, web design
25 . 09 . 2010

Accadì

Che voi ci crediate o no oggi non parleremo di latte digeribile. HD (scritto così) è l'attuale standard della visione di lusso. Potrei ora spiegarvi di fitti reticoli di linee tutte vicine vicine oppure di un flusso iperdenso e rapido di dati che passano attraverso minuscoli cavi, ma non lo farò, perché sono discorsi noiosi. La tv HD si vede "meglio" e sapere questo vi basti. Soprattutto oggi che ci sta il LED (altra tecnologia con spiegazioni geek pallose) l'immagine raggiunge una tale definizione e purezza da simulare il treddì anche senza fottuti occhialini.
Un televisore 40 (quaranta) pollici LED è entrato in casa mia giusto questa settimana, l'esperienza è al di là di qualsiasi immaginazione, è qualcosa di diverso dal cinema, quasi non confrontabile e fa maledettamente impressione. E' giusto per farvi prendere nota della cosa, al di là di Follow the Rabbit. Anche perché comunque non ci attaccherò una Play3, non possedendola, anche se posso solo immaginare cosa possa significare.
Ora dobbiamo finire l'impiantino home theathre, bhe, rifinire visto che è già tutto in campo, ma sapete bene che a questi livelli l'elettronica è un'arte fatta di continui perfezionamenti.
Il prossimo progetto, un po' più privato, è usare la chiavetta del digitale terrestre di SKY sul mio PC, ovviamente passando dalla Slackware. Curiosamente, passo passo, comincio a ottenere qualche risultato, quindi sono ancora piuttosto positivo nelle possibilità di riuscita. Peccato che Code Geass sia finito, altrimenti avrei potuto pupparmelo da RAI4 accanto al mio browser preferito?
Vi sto annoiando? E' un bene, ormai siamo in autunno, piove a dirotto e Milano è in Stato di Calamità (ehm...), abbiamo cominciato a tirare fuori le cose pesantine e non si suda più. Il mio (nostro) animo più nerd e oscuro esulta, le macchine amano il freddo e anche la nostra pelle bianchiccia e slavata si sente al sicuro da quel terribile flagello chiamato luce solare. Mmmh, procedere con questo editoriale mi appare difficile, avrete capito anche dalla faciloneria dei discorsi affrontati finora che il venerdì mi ha preso in contropiede. Ogni tanto capita, lo sapete meglio di me, e ormai siamo in giro da troppo tempo perché possa riempire queste pagine lamentandomene. Magari potrei parlarvi dei risultati ottenuti dal nostro counter tramite la condivisione su Facebook delle strip, ma è una cosa che faccio di nascosto a Lo-Rez quindi sarebbe forse un po' avventato esplicitarlo. Come sapete la purezza dei coniglio ci ha sempre tenuto lontano da espliciti ammanicamenti coi social network, il che signfica che non abbiamo grossi tastoni azzurri "condividi" o pagine dedicate o schiere di follower, qualsiasi cosa siano. Ogni tanto la mia integrità vacilla e penso che dovremmo lavorarci, ma poi rifletto sul fatto che, sebbene cose come faccialibro siano probabilmente la via del futuro di internet, è giusto che rimaniamo in disparte, nella boscaglia. Dopotutto abbiamo un seguito che personalmente giudico enorme anche se la gente non mi ferma per strada (e le proposte sessuali continuano a essere drammaticamente poche) per cui non lo farei per aumentare i conteggi a pallottoliere, al massimo potrebbe essere stimolante considerando nuove stimolanti vie di pastrugno tecnico. Comunque, tanto per darvi resoconto di quanto sopra confessato, un lieve incremento di visite quando si condivide c'è, non quegli effetti a cascata di cui parlano i telegiornali proponendo le peggio cose da tutubo, ma qualcuno in più ci scopre. E finché la cosa verrà fatta con discrezione e mentre la nostra coscienza non guarda un risultato del genere non è tanto male.
Credo sia il caso di chiudere questo editoriale da agonia. Meglio breve che patetico. Ci sono diverse cose di cui arriverò a parlarvi, nei soliti campi elettrizzanti che mi interessano. Sto persino finendo il Libro degli Ingegneri delle Tenebre, forse merita un paio di parole.

“Perchè adess g'ho soo el pigiama / ma regordes che una volta / seri el re di pescaduu”

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