Strip
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17 . 07 . 2010

La vita di Ezio

Fa caldo. Non è certo il momento per affrontare ardue questioni... e invece la strip di oggi si occupa di non una, ma ben due spinose tematiche della Società Moderna! Nella fattispecie, lavoro minorile ed emancipazione della donna nell'era informatica.
Fa anche un po' impressione che il nostro Neo si faccia meno scrupoli morali del Direttore...

Avevo promesso, tante settimane fa, un editoriale su Assassin's Creed II. Sul gioco vero, intendo: perché sul sistema DRM di Ubisoft e relative polemiche abbiamo già speso fin troppe parole (nonché dato vita a un meme, “Boicotta Ubisoft”, popolare tra i lettori delle nostre strip su Multiplayer.it).
Intendo mantenere oggi quella promessa, perché anche se ho finito il gioco da un pezzo non si è ancora spenta la passione. Chissenefrega se ormai si tratta di un titolo old, questo fumetto non ha mai inseguito le mode del momento, ma soltanto i capricci personali dei suoi autori. Se non vi va, figliuoli amati, cosa ci fate ancora qui?
A suo tempo avevo apprezzato il primo Assassin's Creed, e maggior ragione quindi ho amato il seguito, infinitamente superiore sotto tutti i punti di vista. Gerusalemme era carina, ma l'emozione di passeggiare per le strade del nostro bel paese è ineguagliabile. Anche senza storia, senza gameplay, varrebbe la pena di immergersi in AC2 solo per ammirare il panorama. A pensarci bene ci vuole un gran imbecille per fare il turista virtuale nelle località che abbiamo a portata di mano nella Vita Reale™... è proprio tipico di Quelli Come Noi. Pazienza.
Quel che nessuno di noi ha a portata di mano è il Rinascimento, i bei tempi andati in cui uno se non era sfigato nasceva figlio di un banchiere fiorentino, e dedicava i primi 17 anni di vita a fare il bulletto strafottente e andare a nobildonne. È così che inizia il gioco, con un parto, una rissa a sassate sul Ponte Vecchio e una notte d'amore... la prima passeggiata sui tetti che ci facciamo in AC2 (sui tetti di Firenze al chiaro di luna, 1476) non è per andare ad ammazzare qualcuno. Quando, oltre vent'anni dopo, siamo diventati Capo degli Assassini, ancora ci ricordiamo della spensieratezza di quei momenti.
A dire il vero il gioco inzia un po' prima, esattamente nello stesso punto e nello stesso istante in cui avevamo messo giù il joypad alla fine del primo episodio: nei panni di Desmond, l'ultimo discendente di questa dinastia di assassini, che insieme alla solita bionda scappa via dalla base segreta dei Templari. È molto bello venire a sapere che questa base, dove si è svolto il primo episodio, era in Italia. Un po' meno bello è che per fuggire da questo luogo super segreto è sufficiente fare a pugni con due guardie... una storiella così poteva andare bene per un film di Bruce Lee, ma nel 2010 uno si aspetta che i cattivi perlomeno siano dotati di pistole.
E così arriviamo ai problemi di AC2. L'arco principale della storia mi ispira molto, con le fazioni degli Assassini e dei Templari che combattono una guerra occulta da millenni, controllando in segreto i destini del mondo, e poi l'imminente catastrofe solare del 2012, e la razza di superuomini che ha abitato il mondo prima dell'Homo Sapiens e poi si è estinta lasciandosi dietro artefatti tecnologici potentissimi... ah già, dimenticavo di dire che questo editoriale conterrà degli spoiler sulla trama. Ops!

Dunque, dicevamo dei problemi. La storia è molto carina, peccato che ci siano alcuni buchi di trama che si spiegano solo con la grande pigrizia degli autori: tanto per dire, non si sa come mai il cattivone finale lascia in vita Ezio quando l'ha in suo potere, né come mai Ezio gli ricambi il favore subito dopo (ricordiamo che Ezio ha ammazzato svariate centinaia di persone per arrivare fin lì). C'era da fare Assassin's Creed Brotherhood, va bene, ma potevano impegnarsi un po' di più per giustificarlo.
E poi ci sono i minigiochi, una trentina di indovinelli da Settimana Enigmistica (innestati nella realtà virtuale dei ricordi di Desmond da un altro soggetto sperimentale venuto prima di lui). In teoria dovrebbero fornire indizi sulla grande cospirazione che nasconde la verità agli uomini da secoli... in pratica cadono nel ridicolo, incollando con Photoshop simboli cabalistici su tutte le opere d'arte più famose della storia.
Quando c'è da menar le mani le cose non vanno molto meglio. Ci sono tante armi da comprare e potenziare, e diverse abilità carine come tirare la polvere in faccia all'avversario, gettare monete per distrarlo o fargli lo sgambetto, ma in pratica tutto si riduce sempre ad attendere l'attacco e premere un tasto al momento giusto. Quando sei accerchiato da 10 nemici che fanno a turno per colpirti, e colpiscono più o meno ogni 20 secondi, la cosa diventa tediosa molto in fretta.
Ecco, questi sono i difetti. È una lista molto più breve di quella che ho fatto per Assassin's Creed. Per il resto, AC2 si comporta splendidamente: le cavalcate a rotta di collo per i tornanti degli Appennini, le corse per le grigie campagne alluvionate di Forlì, per le colline scaldate dal sole della Toscana, le gite in gondola per le calli di Venezia durante il Carnevale, i salti da torre a torre nel paese delle torri, San Gimignano.
Sembra l'Italia in Miniatura. Però non è in miniatura, le città sono davvero grandi, piene di monumenti caratteristici, e anche le campagne circostanti sono notevoli. Stavolta non è uno sfondo morto, ci sono un sacco di cose da fare. Su tutte spicca la ricostruzione di Monteriggioni, il borgo di famiglia di Ezio, che si evolve per tutto il gioco e ospita tutte le cosette che Ezio colleziona qua e là. Anche i livelli nelle cripte sono favolosi, uguali a Prince of Persia, però in Italia.
La direzione artistica è splendida, è curatissima e si nota in tutti i particolari: dai menu, che sono i più belli che io abbia mai visto, alle infinite sfumature di luce da una città all'altra, dal giorno alla notte, dal nuvoloso al sereno.

Credo che ad esaltarmi così tanto abbia contribuito il finale, che anche stavolta apre scenari sconvolgenti. È sconvolgente l'ologramma di Minerva che si gira a guardarti in faccia negli occhi, proprio tu che giochi, ignorando il povero Ezio che è lì, nel 1500, e ha fatto tanta fatica per arrivare fin nelle cripte sotto San Pietro (!) solo per scoprire che il destinatario del messaggio non è lui, ma un suo antenato che 500 anni dopo lo leggerà dai suoi ricordi.
È sconvolgente il buio improvviso e i titoli di coda che iniziano subito dopo, mentre ancora i personaggi del 2010 stanno parlando fuori campo, discutendo delle prossime mosse, quelle che faranno in Assassin's Creed III. E poi è ancora sconvolgente che il gioco continui, infischiandosene dei titoli di coda che stanno già scorrendo sullo schermo, per farci scappare ancora nei panni di Desmond, e combattere con le mosse che oramai abbiamo imparato a fare giocando come Assassini, e che anche Desmond ha imparato insieme a noi giocando a rivivere le vite dei suoi antenati.

Lo-Rez: arte, storia, web design
17 . 07 . 2010

Bambini buoni e cattivi

Spero che questa strip "vi arrivi", nel senso che vi diverta. E' stata costruita spontaneamente in MSN con Cementino, praticamente l'ho solo ricopiata. Mentre la dicevo mi faceva molto ridere e ho provato a riportarla. Ci sono tante sfumature interessanti, se vogliamo. Il fatto che ormai il software lo possano fare i cinesi, lavorando da cinesi, ovvero in batteria in uno scantinato, il fatto che molto software sembri realizzato da bambini di 5 anni, l'innato maschilismo che pervade tutt'oggi il mondo del software (a ragio... ehm, ma guarda che cattivelli!).
Opera Software è cattiva. E' cattiva perché ha sfornato un Opera 10.60 che è oggettivamente meglio del 10.10, ma che su Linux è rotto. E' molto meno reattivo del suo predecessore, è pieno di tentennamenti e ogni tanto fa una cosa invece che un'altra quando premi un tasto. Non è inutilizzabile (neanche l'iphone4 è inutilizzabie, dopotutto), ma abituato alla navigazione sprint del precedente non posso che rimanerne un po' deluso. La versione win mi sembra meno affetta da questi problemi, ma è anche vero che la versione win la uso solo sul lavoro e lì il mio computer aziendale ha già abbastanza problemi di per sé da coprire quelli di tutti gli altri. Bha, mi accontenterò della fix di alcuni bug di navigazione (uno, semplicemente, mi impediva di usare Multiplayer.it!) e, forse, finalmente, di un suggeritore nell'address bar che fa veramente il suo lavoro e non ti sommerge di URL inutili tutte le volte che cerchi di scrivere un indirizzo. Spero però in qualche fixettina a breve.
Difficile non parlare, di questi tempi, del 3DS, calato addirittura fra di noi. C'è un particolare estremamente stuzzicante riguardo l'impatto mediatico di questo luccicante strumento, ovvero il fatto che le sue capacità non possono essere riprese da una telecamera. Addirittura, Nintendo si è assicurata che nessuno lo filmasse col treddì a tutta visto che sarebbe risultato un pastrocchio e, in generale, non esiste effettivamente modo tecnico di mostrare l'effetto che dà attraverso uno schermo. Tutto ciò immagino aumenti ulteriormente la voglia di averlo tra le mani, perché quello che promette è mostruosamente ambizioso. Il treddì senza occhiali non è quella roba rubata agli anni 80 che si usa nei cinema adesso, ma veramente un'esperienza interessante, potenzialmente con evoluzioni infinite. E' curioso che tanta scienza sia in una console portatile, un oggetto che nell'epoca d'oro doveva solo sforzarsi di scimmiottare la console da casa e che invece oggi è effettivamente leader nell'innovazione. Se Nintendo farà centro anche stavolta (il se è sempre e comunque d'obbligo) aspettiamoci tempi interessanti. O Sony deciderà nuovamente di inseguire con una nuova PSP oppure sarà Nintendo stessa, probabilmente, a spingere il suo hardware sempre avanti, fino a ottenere chissà che risultati.
Dopotutto, lo abbiamo già detto, i tempi dei telefoni-console è giunto. Non una robaccia come fu l'N-GAGE (noi qui ridiamo ancora molto a dire a voce alta N-GAGE), ma un hardware performante con su giochi performanti. Per impedire che gli smartphone creati da aziende malvagie si accaparrino un mercato non loro è giusto che i sacerdoti del videoludo scendano in campo in prima persona.
A proposito di smartphone, ho deciso di dare una svolta androide alla mia vita. Attualmente l'oggetto è ancora in viaggio, ma aspettatevi evoluzioni. Una volta che lo avrò tra le mani ho deciso che gli dedicherò dell spazio qua dentro, perché ormai non parliamo più di telefonini, ma di hardware e software, come piace a noi Ingegneri delle Tenebre. E l'hardware e il software meritano sempre rispetto. Dopotutto noto che lo sto aspettando con quell'ansia da bimbo che da moltissimo tempo non mi prendeva per un oggetto informatico. Ho perso completamente attrattiva per le componenti del mio PC, dal grande assemblaggio che è ormai di 5 anni fa della mia postazione da battaglia quello che ho fatto è stato solo dettato dalla necessità e dagli incidenti. Non vago confrontando schede madri o, peggio, schede video. Scendo a compromessi con le configurazioni dei videogiochi e mi diverto lo stesso. Questa cosa dello smartphone, invece, è diversa. E' un po' come ricominciare da capo la corsa al computer figo, è come riprendere dimestichezza da zero con la macchina, capirne i limiti e le opportunità. Non voglio considerarlo un cellulare, ma più che altro un terminale polivalente portatile. In questo senso la filosofia dell'iPad è corretta, con il difetto che l'iPad non sta in tasca e non ti viene da portartelo in giro ovunque sei.
Bene, fa un caldo che ci si squaglia, quest'anno non mi ha ancora preso l'infervorimento da videogiochi che spesso mi coglie durante le vacanze. Non dispero, però, non si sa mai, forse sto solo aspettando l'occasione giusta. Per il momento vi saluto, mi scuso per l'ennesimo ritardo di pubblicazione, ma quando la Real Life chiama a volte mi faccio trovare impreparato. Passate una settimana hi-tech, ma non andate in vacanza. Finché noi lavoriamo ci farete venire solo invidia.

“Non puoi (non puoi) / sfondare (sfondare) / barriere / lunghe chilometri. / Non puoi (non puoi) / respirare (respirare) / nei polmoni / troppi fumogeni. / Casomai (pigghialo Pino) / tieni gli occhi aperti che gli arbitri ti picchiano”

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