Strip
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01 . 05 . 2010

Un appello pubblico

In questo periodo Cymon, il tizio che scrive questo fumetto, è più scurrile del solito. Per 7 o 8 anni le volgarità nelle nostre strip si sono contate sulle dita della zampa di un coniglio... ma da qualche tempo il nostro sceneggiatore si prende delle libertà inaudite.
Ma una volta, giovani anime ingenue, non era così: sui verdi pascoli di queste strip era tutto un saltellare di bianconigli paffuti, e il MOIGE ci aveva classificati “un sano divertimento per famigliole”.

A grande richiesta, la strip di domenica su Multiplayer.it ha visto il ritorno del celeberrimo slogan “BOICOTTA UBISOFT”. Questa campagna contro Ubisoft e il suo odioso sistema di protezione DRM è nata per caso, da un mio personale sfogo su queste colonne, e ha subito riscontrato il gradimento delle folle, almeno a giudicare dai commenti su Multiplayer.it. Del resto si sa, basta un po' di demagogia, qualche slogan banale urlato abbastanza forte, e le masse incolte vi seguiranno come pecorelle: è un fatto risaputo a qualcunque Ingegnere delle Tenebre che si rispetti, soprattutto se come noi vuole Conquistare il Mondo.
Voglio dire, non mi vanto di aver fondato un movimento popolare, semplicemente le nostre strip hanno dato voce a un malcontento molto diffuso tra i videogiocatori. Non posso fare a meno di pensare che, stando ai commenti, avremmo potuto commercializzare una maglietta con lo slogan e fondare un impero economico... ma ci accontentiamo di continuare con la nostra linea di merchandising virtuale, proponendo stavolta un poster. Cosa verrà dopo? Il cappellino? La tazza?
Le versioni PC di Assassin's Creed II, e ora anche di Splinter Cell Conviction, sono state semplicemente rovinate da un sistema di protezione indistinguibile, sia dal punto di vista etico che tecnico, da un malware. A un mese dall'uscita questo sistema DRM, come tutti i suoi predecessori, è stato sconfitto dall'intraprendenza di qualche povero mentecatto minorenne smanioso di farsi un nome sulla scena dei cracker (?), e anche gli utenti PC possono godersi il gioco come già hanno fatto i possessori di console.
Una volta rimosso il demenziale fastidio del DRM, quello che ti sbatte fuori dal gioco ogni 10 minuti, e che a volte proprio non ti lascia entrare per giorni interi, Assassin's Creed II emerge come una gemma di incantevole splendore. Davvero ho solo buone parole per il gioco e per chi lo ha realizzato. Bravi, sono commosso: ma ne parlerò in maniera più ampia quando lo avrò completato per intero.

In chiusura mi sento di fare un altro appello pubblico, visto che oggi siamo in vena: spero che esca a breve il nuovo capitolo di The Clique, che tra l'altro è scritto dal signore qua di fianco.
Cymon infatti, riprendendo la tradizione di Charles Dickens et al., sta pubblicando un romanzo a puntate. A differenza di Charles Dickens, lui non è pagato per farlo e non ha dovuto convincere nessun editore a pubblicarlo sul suo giornale: ha fatto come tutti i giovinastri fanno oggigiorno, e si è autopubblicato in un (arrrrrgggh!) blog.
Qualunque cosa sia questa diavoleria letteraria post-moderna, comunque, la storia e i personaggi sono profondamente radicati nella cultura di noialtri, e probabilmente anche nella vostra, se avete fatto lo sforzo di arrivare fin qua in fondo.

“It doesn't take a miracle /
To raise a heart from the dead”

Lo-Rez: arte, storia, web design
01 . 05 . 2010

Meno uno

Festeggiare i nove anni di attività dopo aver già mostrato un vistoso calo di entusiasmi nei festeggiamenti ai tempi dell'otto è piuttosto patetico. Tanto vale saltare del tutto questo momento di svolta, lasciarlo cadere nell'oblio e nel silenzio, e aspettare il 10. Si, possiamo essere cinici da sempre, un po' più vissuti ora come ora, ma l'idea della doppia cifra spaventa e atterisce comunque. Ma se ne parla l'anno prossimo, per questo non c'è niente da dire, l'editoriale deve virare altrove.
Peccato, però, perché di altrove non se ne vedono. Quela appena passata è stata una settimana decisamente lunga, anche se non so perché. Il cambio di stagione mi ha abbastanza abbattuto e questo si è sentito nei muscoli, nel cervello e anche nella mia personale percezione del tempo. Mi sembra che questi sette giorni siano scivolati via come sciroppo, lentissimi e che quindi quello che ho scritto solo settimana scorsa sia lontanissimo, quasi invisibile all'orizzonte. E io, intanto, sono qui, sperso nella mia pagina bianca, a incaponirmi per raggiungere una lunghezza di pagina che consideri accettabile, quando sono il primo a sapere che tale lunghezza è piuttosto... lunga...
Potrei tornare su Urban Rivals, tanto lo so che siete abituati a sentir battere il martello sempre sulle stesse cose, quando capita. Ovviamente potreste credere che il fuoco della follia si sia spento e invece no, sono ancora un assiduo giocatore, un conoscitore di carte, un fan di alcuni clan. Dove non arriva il semplice confronto con l'avversario (sono bravino, ma al solito, non sono un genio) arrivano i vari achievement e obiettivi che il gioco pone. Innanzitutto ci sono le vere e proprie missioni, che significa, spesso, vincere gli incontri con certe carte o in certi modi e che ovviamente tributano dei veri e propri regali. Quella che però è forse la patologia più velenosa che ho preso riguarda invece il collezionismo, piaga devastante. Sto cercando di recuperare TUTTE le carte di certi clan comprese anche le scartine inutili. Per ora sono sostenuto dal fatto che posso banalmente rastrellare le carte che costano poco o niente, ma presto sarò costretto, per ogni carta del mazzo, a racimolare un bel gruzzolo e allora la febbre sarà più dolorosa e meno efficace.
Lo sapevate che Urban Rivals è un gioco francese? Non so, in qualche modo credo che la mentalità europea c'entri nel mio apprezzamento, anche se in modo sottile. Bhe, non sono mai stato un sostenitore dei francesi, ma c'è qualcosa, nei ritmi di UR, che lo rendono diverso. In qualche modo sembra meno spinto, meno estremo, le cose si possono prendere con il passo che si vuole e tutto rimane godibile comunque. Anche il meccanismo spilladenaro è decisamente onesto, permette solo di acquistare bustine random che comunque si possono recuperare anche giocando. Insomma, niente roba in esclusiva per chi ha i soldi e chi butta denaro nel gioco comunque non ottiene un arsenale infinitamente più potente del resto del mondo (come invece accadeva spudoratamente, per dire, in Exteel). Insomma, ci sono ancora sotto, che dirvi d'altro.
Visto che siamo qui a parlare senza costrutto potrei anche dirvi che sto scoprendo lo Sherlock Holmes letterario. Ho trovato un'enorme bibbia comprendente tutto lo scibile scritto da AC sull'investigatore e l'ho preso. Non perché il mio desiderio di conoscere Holmes fosse sì forte, ma perché, semplicemente, adoro bibbioni di questo genere a 10 euro. Bhe, secondo me il cinema e la televisione ci hanno restituito uno Sherlock snaturato rispetto a quello dei libri. Innanzitutto c'è in quello letterario una vena infantile di giocosità deliziosa, che lo rendono una specie di bimbetto esaltato piuttosto che un saggio ieratico come spesso e rappresentato. E, oltre a ciò, bisogna dire che il suo metodo deduttivo si avvicina moltissimo al vero e proprio lavoro da CSI, con una forte componente scientifica e un grande studio dei dettagli fisici. Prima di quel ciccione di Grissom era raro vedere in TV o al cinema delle opere che mettessero in secondo piano il lato umano delle indagini (interrogatori, analisi delle persone, moventi) per sottolineare il lavoro di laboratorio. Per questo, secondo me, nelle trasposizioni da carta di S.H., questo tratto così importante del suo lavoro si è andato a perdere. Sherlock Holmes non è affatto un argomento nerd, anche se ho paura che tutta la letteratura lo stia diventando. Quando eravamo ggggiovani e quindi abbiamo scelto di divenire nerd quello che era venuto prima di noi aveva uno strato piuttosto consistente di letteratura condivisa e leggere era un passatempo comune. Ovvio, a questo punto, che tutto quello che effettivamente non potesse entrare nella nostra nicchia andasse rifiutato, quantomeno per definirsi nerd. Oggi leggere è di nicchia in toto e anche recuperare personaggi come S.H. senza passare dalle trasposizioni più o meno fedeli è una pratica vista da molti con sospetto. In qualche modo, quindi, si può ritenere uno di quei atteggiamenti di passione, attenzione ai particolari e gusto d'esplorazione che sappiamo essere alla base della cultura nerd.
Vi lascio. Mi scuso per aver annacquato il vostro HTML con queste idiozie. L'unico che se ne interesserà sarà Google che ne spremerà succose, interessanti, chiavi di ricerca. Non avete idea di cosa produce, questo, a volte. Leggere AWSTATS è tutt'ora una delle mie attività preferite.

“Stop callin', stop callin'; I don't wanna think anymore! I left my head and my heart on the dance-floor”

Cymon: testi, storia, site admin
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