Strip
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12 . 09 . 2009

Il ritorno del re

Un Ingegnere delle Tenebre, quando si impegna, riesce ad essere più satanico perfino del Direttore, che di nome fa Diablo. A volte, Gödel mi fa paura.
Non so se sono stravolto per il viaggio da cui sono appena tornato, o perché ancora una volta al ritorno ho trovato il mondo diverso. Sono successe un sacco di cose questa settimana, in ambiti diversi della vita, ma qui su FTR abbiamo giurato solennemente di occuparci solo del sacro Videoludo... dunque, vediamo un po'.
L'ultima volta che mi sono assentato durante la regolare programmazione del sito, ma guarda un po' che coincidenza, veniva svelato al mondo Final Fantasy XIII. E io non c'ero. Questa settimana si è tenuto lo Square Enix Premiere Party, in cui è stata rivelata la data di uscita del gioco supremo (17 dicembre), con condimento di nuovi screenshot e video rigorosamente segreti.
Avverto un Destino potente dietro questi eventi, una Cospirazione Malefica contro di me, ordita per tenermi lontano da ciò che amo...! Ma le forze dell'oscurità non vinceranno.
La strategia commerciale di Square Enix, ormai lo sappiamo, consiste nel trattare il pubblico come una nuvola di mosche fastidiose, che vanno tenute lontane dalle prelibatezze prodotte da Square Enix; quelle che si avvicinano vanno schiacciate senza pietà. Dunque ancora una volta non ci è concesso il privilegio di vedere la pubblicità del gioco che ci vogliono vendere... dovremo attendere fino al Tokyo Game Show 2009.
I video rubati col cellulare da qualche disperato (subito martirizzato dalle guardie di sicurezza) sono già stati tolti da Youtube, tutto quel che resta è un servizio del telegiornale giapponese che mostra qualche spezzone inedito di Final Fantasy XIII. A quanto pare il protagonista maschile è sì un omone adulto grande e grosso, ma la sua fidanzatina è comunque la classica bambola minorenne che piace ai giappi (Sera, 17 anni): ognuno decida se questo è un bene o un male.
Sempre restando in tema, è stata rivelata la cantante j-pop ufficiale del gioco, che canterà il tema principale: è questa qua. Non male (la voce).

Le news di un'epidemia di influenza H1N1 al Penny Arcade Expo mi sembrano surreali. Il fatto è che i nostri colleghi scherzano sopra ogni cosa che gli succede, ed è difficile separare la realtà dal fumetto. Povera influenza. L'umanità è più o meno a rischio di estinzione, eppure nessuno riesce a prendere sul serio questo virus sfigato. Per rimediare a questa ignoranza c'è una lettura che descrive l'influenza dal punto di vista di un programmatore. Mi piace pensare che ai nostri lettori, cioè a voi, possa interessare: siete bestie strane.

Questa settimana era anche il compleanno della Dreamcast. Scusa se ti ho trascurato, cara. Ti amo ancora.

Lo-Rez: arte, storia, web design
12 . 09 . 2009

Building web: Catalista!

Lunedì cominciano le scuole quindi direi che è il caso, per essere intonati, di proporvi un editoriale noioso. Che cosa c'è di meglio, quindi, del secondo capitolo di Building web? Qui troverete il primo capitolo sugli MVC in generale, oggi invece parleremo del MVC del perlista, ovvero Catalyst!
Catalyst, dicevamo, è un framework basato su perl, il che comporta tutti gli invidiabili vantaggi del perl: non lo conosce nessuno, se ne parlerete con gli amici nerd vi guarderanno tutti male, la gente si spaventerà se vorrete mostrargli il vostro codice.
In verità Catalyst non ha niente da invidiare a nessuno degli altri framework esistenti, possiede tutta l'agilità e comodità dei fratelli scritti per linguaggi più alla moda, anche se, naturalmente, il suo essere perlista e quindi un po' elitario renderà piuttosto complesso reperire informazioni tramite google, soprattutto perché dovrete schivare dozzine di link della ATI per ricavare qualcosa di buono.
L'avvio di un progetto è rapido e indolore. Una volta impiantata la batteria di librerie di sviluppo (si, librerie perl, l'installazione sarà la solita rissa) è sufficiente un piccolo script per veder completamente formata l'alberatura delle vostre directory, i pezzi centrali dell'infrastruttura e alcuni elementi che vi supporteranno nel deploy. Nello stesso pacco dono, poi, vi ritroverete con gli script utilizzabili per agganciare tutto in tempo zero a un webserver e, per il periodo di sviluppo, un ottimo server di test. Senza scrivere una sola riga di perl, lanciando un paio di comandi, potrete quindi trovarvi sul vostro browser la pagina di benvenuto al framework customizzata per il vostro applicativo, neanche foste dei cicciosi utenti quindicenni di WordPress.
Una volta che il progetto è nato non verrete comunque lasciati a voi stessi. Altri script vi permetteranno di costruire con la medesima immediatezza agganci a database (emme), sistemi di renderizzazione delle pagine (vu) e scatolette con cui processare dati (ci).
Catalyst è una tecnologia che nasce "dal basso", il lavoro effettivo fatto mette a disposizione solo l'infrastruttura. Per tutte quelle che sono le mansioni effettivamente importanti, infatti, il sistema si appoggia a librerie perl già consolidate negli anni come DBIx::Class o Template Toolkit, col doppio vantaggio di poter ritrovare strumenti che magari si conoscono già per altri trascorsi perlisti e, comunque, avere a disposizione dei tool che hanno già raggiunto un notevole grado di maturità. Se poi le librerie in oggetto non vi piacciono, vi stanno antipatiche o non vi vanno a genio, potete sceglierne, per le stesse mansioni, altre sostituendole come componenti di Jeeg Robot. In ogni caso mettetevi l'animo in pace: conoscere Catalyst non vuol dire niente se non saprete maneggiare a un buon livello anche tutti questi oggetti su cui poggia. In questo senso non aspettate dal framework agevolazioni, anche perchè in fondo le api esposte dalle suddette librerie (e da tutte le altre) sono già un livello di astrazione abbastanza agile per mascherare attività astruse come il maneggio di un DB o scrivere HTML.
Ovviamente, però, numerosi giocattoli ad hoc esistono anche propriamente progettati per il framework e sono, neanche a farlo apposta, tutte quelle cose di cui prima o poi avrete bisogno per progettare web, ovvero gestione della sessione, gestione dell'autenticazione, menate varie. Chi ha provato a studiare un po' di architettura web da dentro sa perfettamente come tutte queste cose sia pallose in modo trascendente e la possibilità di risolvere tutto con un paio di dichiarazioni di librerie e metodi di altissimo livello migliora di molto la vita.
Per concludere Catalyst è un framework con cui potete fare qualsiasi tipo di lavoro, non ha niente da invidiare a nessuno dei prodotti più in voga (o, appunto, alla moda), nemmeno per quello che riguarda prestazioni e temi del genere. Ormai i linguaggi interpretati, in generale, hanno raggiunto una tale notorietà nel mondo web che la loro ottimizzazione è ormai un dato di fatto. Ricordatevi però che Catalyst è per perlisti, quindi se lo siete accetterete di buon grado gli ostacoli che vi metterà davanti e il modo in cui vi presenterà le cose, perché è molto in linea con come funziona in generale il perl, altrimenti potreste chiedervi che senso abbia scrivere siti internet in quella maniera. Si sa, sono cose per molti, ma non per tutti.
Bene, il secondo capitolo di Building web finisce qui, lo so che non ci siete arrivati e siete crollati addormentati molto prima, ma da contratto devo scrivere il paragrafo conclusivo. Forse, che ci crediate o no, ci saranno altre avventure nel mondo dell'informatica noiosa, magari potrei affrontare finalmente il mitico argomento della "ragazza ubriaca" e farvi fare un giro su un server, un server vero. Vedrò quando sarà il caso di usare nuovamente questa serie per riempire l'editoriale.

“Thus, I took up Leona's case. I vowed to trust in her innocence and fight on ther behalf. To resurrect the truth buried in this courtroom I revealed all the contradictions... Exposed all the false testimonies That's right... I channeled my soul's cry into a single finger and shouted OBJECTION”

Cymon: testi, storia, site admin
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