Strip
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27 . 06 . 2009

Ancora grande cinema

Questa settimana Clara ci mostra un altro aspetto del suo mestiere di PR: portare a casa strani tizi. Il riferimento agli artisti CG ha un significato particolare per me oggi, che sono reduce da uno spettacolo mirabolante in ogni singolo fotogramma.
Ammetto di essere rimasto sorpreso dal silenzio di Cymon sul film di Star Trek, ma quando ha fatto la sua sconvolgente rivelazione, ovvero che non ha visto il Film, l'ho ammirato.
Ha dimostrato un coraggio nobilissimo opponendosi alla seduzione di un nuovo, scintillante episodio nella serie da lui tanto amata... ma il suo sacrificio è stato vano. Il Film infatti non è brutto come credi, Cymon. Certo tu hai dei gusti esattamente all'opposto dei miei, tu apprezzi ciò che io detesto e viceversa, ma perfino tu troveresti qualcosa di buono in questo Star Trek. Perché in fondo il film non fa il torto gravissimo che credi alla saga dei nostri bisnonni, quella che tu tanto ami. O forse sì: chi lo sa, cosa offende voialtri ossessionati con la bava alla bocca e il caschetto alla Spock.
Come mai vado a rispolverare un film che è ormai un relitto del passato, essendo uscito ormai più di un mese fa? Perché ho avuto modo di osservare le reazioni dei fan di Transformers davanti al loro film, quello appena appena uscito. È sacrilegio anche solo paragonare i fan di Star Trek con quelli di Transformers, perché davvero sono su pianeti differenti: i primi raggiungono un'intensità nel loro fanatismo maniacale che gli altri non si sognano neppure... tant'è che alla visione di Transformers c'erano solo volti sorridenti, bimbiminkia beati di ogni età, che magari non si ricordano esattamente quanti bulloni aveva il modello originale di Devàstator, ma hanno ritrovato nel film le stesse spensierate avventure dei giochi anni '80.

Me ne sbatto delle recensioni, l'ho ripetuto con aria arrogante anche in occasione dei miei commenti su Star Trek: le detesto, loro e chi le fa.
Però so apprezzare quell'altra specie di gente, che scrive sui siti commenti che vengono dal cuore, pieni di entusiasmo o disprezzo. E allora la migliore “recensione” di Transformers 2: La Vendetta del Caduto/The Fallen è questa. Anche secondo me infatti è un film che trascende le categorie del Bello e del Brutto, per trasformarsi in una forma d'arte nuova, lontanissima dalla cinematografia che i nostri padri hanno imparato ad apprezzare.
Più volte, nel corso delle venticinque ore che dura questo stradannato film, ho vissuto esperienze extrasensoriali durante le quali fluttuavo senza peso, al di fuori del mio corpo, in un universo fatto di masse colorate in movimento, troppo veloci perché l'occhio umano potesse distinguerle, assordato da rumori perforanti.
Tappatevi le orecchie durante i dialoghi, che tanto sono pochi; sgombrate la mente; e assorbite passivamente questa inondazione di suoni e immagini, questo assalto brutale all'apparato audiovisivo umano... induce assuefazione. Forse anche dipendenza.
Transformers 2 è una giostra da luna park, non un film in senso tradizionale. È un ottovolante virtuale piuttosto che meccanico, ma altrettanto violento negli effetti: perché l'unica Realtà che possiamo conoscere è la percezione della realtà come ci arriva attraverso i nostri sensi, e una tecnologia sufficientemente avanzata da illudere i sensi è indistinguibile da quella realtà.
Non un film, quindi, ma uno smisurato e dispendiosissimo sforzo tecnologico per creare nella mia testa la percezione di essere circondato da enormi robottoni che fanno a botte, e farmi girare la testa fino ad implorare pietà.
Magistrale l'interpretazione della Fox.

Lo-Rez: arte, storia, web design
27 . 06 . 2009

Indietro... indietro, avanti, pugno

Ti metti a leggere il TGM, te lo sfogli e quando ti trovi davanti alla recensione di Street FIghter IV ti emozioni e non sai perché. Non sono mai stato un fan sfegatato della serie, certo, ci ho giocato anch'io per un periodo (usavo Blanka), ma non sono mai arrivato all'idolatria. Per decidere di gettare la mia fede in un picchiaduro uno contro uno è dovuto giungere Mortal Kombat. Io, di fronte alla febbre di SFIV, ero decisamente un pacato spettatore.
E allora perché l'emozione? Ci vuole un po' a capirlo, un paio di tentativi, un paio di volte in cui, invece di leggere effettivamente l'articolo, ti metti a sfogliarlo veloce finché le immagini e le parole non diventano macchie di colore chiassose. E allora si, che ho capito, Proustianamente, quasi, ho capito che quella recensione, semplicemente, ricordava i tempi della mia infanzia, quando le riviste non erano per PC, ma per Sega Master System e allora tutte le pagine esplodevano di colori, tinte pastello, primi piani, linee cinetiche esagerate e quant'altro. Potrà sembrarvi infantile e superficiale, ma per me il miracolo Capcom è questo: non tanto aver riportato sugli schermi i combattimenti di Ryu e Ken, ma avermi ridato un'immagine, una sensazione, un sapore quasi, che si perde nel passato, quando il mondo (virtuale) era a due dimensioni e i colori non dovevano sottostare all'illuminazione volumetrica, alle texture fotorealistiche, alle nebbie, ma erano dati di pennello dagli artisti, espressionisti, arroganti, esagerati, folli.
Potreste venirmi a dire che, semplicemente, sto seguendo l'onda di quelli che hanno cantato le lodi della grafica del gioco che non è cell shading ma quella cosa là che sembra, ma è più figo. Potreste trovare addirittura questo canto di lode in controtendenza rispetto al mio consueto cinismo caustico e ancor più potreste trovarlo innaturale visto che pascola nei campi che sono propri di Lo-Rez, ma, ripeto, io non sto misurando pixel a pixel l'espressione di Dalshim o decantando la ricercatezza pittorica delle linee dei muscoli di Zangeff, io sto solo sfogliando velocemente una recensione e ricevendo da essa una sensazione, un'anima, un'impressione ingannevole e fittizia che però, nell'aridità dei nostri tempi, è forse quanto di meglio posso chiedere al mondo dei videogiochi. E la cosa più confortante di tutto questo è che secondo me questa sensazione così labile in qualche modo sia stata cercata dagli sviluppatori, con le loro scelte coraggiose e atipiche, come passare al 3D senza usarlo veramente nel gioco, colorare le scene in un certo modo, esagerare in modo così buffo le espressioni.
Non è un gran periodo per me, lo sapete, me ne lamento da lungo tempo. La bella stagione, il caldo, il momento tiepido del mercato, persino TImeshift è diventato un po' pesante da giocare. Certo, il gioco si è incattivito assai (ed è decisamente lungo), ma io proprio mi spazientisco subito. In un momento del genere sensazioni del genere sono piccoli miracoli, fanno parte di quella magia che tanto spesso, alla tana, abbiamo attribuito ai videogiochi.

“Stanotte nella cattedrale mille candele stanno bruciando / Le tiene accese suor Eva Maria a mano a mano che si van consumando / E dentro ai vicoli come in sogno trascina il passo lo straccione / Il vecchio scemo fuori di testa per il suo angelo di Lione”

Cymon: testi, storia, site admin
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