Strip
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20 . 06 . 2009

Giochi ricchi, belli e famosi

Ah, finalmente un'altra occasione per usare l'ambientazione della Sala Server, l'habitat naturale degli Ingegneri delle Tenebre che popolano la nostra serie Jobs.
Indubbiamente si tratta di una strip fortemente autobiografica, nata dalle miserie e dalle sofferenze di Cymon, che poi sono anche le mie... ma ci farà bene un po' di autoironia.
Mi rendo conto che da troppo tempo ormai sto dedicando questi editoriali ai giochi ricchi, belli e famosi. Così non va bene.
Non va bene perché i gioconi tanto pubblicizzati all'E3, per esempio, hanno già orde di scribacchini più o meno ricompensati pronti a riversare fiumi di parole nel pozzo senza fondo della rete... certo subisco il fascino di Assassin's Creed, di Final Fantasy (!!!) e di God Of War come tanti altri, però qui preferisco parlare di certi giochetti minori, quelli che le masse analfabete non riescono a vedere.
Prendiamo Oboro Muramasa, giusto per restare comunque su un titolo dalle discrete prospettive commerciali. Un action/rpg a scorrimento, in 2D ad alta definizione (non tecnicamente, ma ci siamo capiti), che NON sfrutta il controller della Wii. Niente scuotimenti o strofinamenti o acrobazie davanti allo schermo, solo il pigiare ossessivo delle dita sui tastini.
Vien da chiedersi perché i produttori abbiano scelto la Wii: era inevitabile, Microsoft e Sony avrebbero sputato in faccia a un gioco come questo. L'unica possibilità di vederlo su una console in HD era come giochetto scaricabile da internet, ma Oboro Muramasa ha un suo orgoglio, e non poteva abbassarsi a tanto. È un gioco con la sua dignità, che non si può sacrificare comprimendolo in 256 MB e gettandolo via a 5$.
Oboro Muramasa è il seguito spirituale di Odin Sphere, il miglior gioco del 2007. A sua volta Odin Sphere si ispirava a Princess Crown, altro titolo molto apprezzato dai conoscitori. L'idea di fondo rimane la stessa: un picchiaduro in 2D a scorrimento con una forte componente strategica e parecchi elementi da RPG, compresa una storia perversa alla classica maniera giapponese.
Quando le parole non bastano ci arriva in soccorso YouTube e la follia di qualche malato, che ha registrato l'intero gioco dalla prima schermata all'ultima. Accomodiamoci.

Passando a un gioco ancora più piccino, ancora più tristemente ignorato, ecco Owlboy. Anche questo è in 2D, a una risoluzione bassa come li facevano una volta: mi piacciono i colori pastello, mi piace una grafica che mostra i pixel senza vergogna.
In questo caso gli autori sono una banda improvvisata, dilettanti che vogliono provare a vendere il loro gioco su Xbox Live e PC. Speriamo che riescano a finirlo, e che venga fuori qualcosa di buono.

Anch'io come Cymon sono preso da una certa serie di cartoni animati nipponici, in questo periodo, e anch'io ne parlerò a visione ultimata. Non si tratta dello stesso anime che guarda lui, anche se incredibilmente pure io avevo programmato di vederlo... spero di riuscirci prima che lui pubblichi i suoi commenti su questo stesso sito. Anzi, ora che ci penso sarebbe davvero curioso se entrambi pubblicassimo contemporaneamente, uno di fianco all'altro, le nostre impressioni su questo anime. Sarebbe un evento unico nella storia di FTR.

Lo-Rez: arte, storia, web design
20 . 06 . 2009

Ragazze ubriache

Una delle metafore per cui maggiormente amo Lo-Rez (professionalmente) è quella della ragazza ubriaca sulle ginocchia quando parlava del nostro server appena lo abbiamo preso. Ultimamente ho avuto modo di sperimentare una sensazione simile, sebbene l'impressione che ho tratto è stata piuttosto quella di un neonato frignante e bisognoso di cure, comunque, però, con il bisogno di vomitare in modo disgustoso.
Preso da un progetto che esula dal coniglio (non di sole carni bianche vive l'uomo) sono riuscito a mettere le mie manacce su un VPS di questo ottimo sito. Ci ho installato su Slackware per ovvie ragioni, ma mi sono ritrovato con un sistema COSI' NUDO da essere quasi pornografico. Non mi aspettavo ci fosse su un CMS che mi permettesse di configurare via web il mio sitarello da quindicenne, questo no, ma almeno uno straccio di installazione di Apache mi avrebbe fatto comodo.
Si sa, però, che anche queste sfide al limite dell'autismo fanno parte del fascino dell'essere sistemista e le serate passate a martellare un terminale remoto per ottenere quello che si vuole sono sempre ben spese, anche perché ti danno un'idea molto "viscerale" dell'informatica, molto più di quella che acquisisci rimanendo nel netto e asettico mondo della programmazione. Se poi, al di là della vocazione di sistemista, si ha pure la malattia del perlista allora il delirio aumenta perché per quanto si possa dir bene del perl, per quanto si possa amare il perl, per quanto si possa rispettare e celebrare Larry Wall, la verità è che la gestione delle librerie del linguaggio è decisamente complicata, almeno quando non porta direttamente alla follia.
Comunque sia, con un paio di giornate in cui ho dovuto chiamare a raccolta tutte le Tenebre della mia ingegneria, sono venuto a capo della maggior parte dei problemi che mi affliggevano, tant'è che, appena stacco da questo editoriale, mi butto verticale negli ultimi preparativi per mettere qualcosina online. Coi dettagli dello sviluppo in cui mi sto cimentando e altre facezie del genere, però, mi annoierò un'altra volta.
Non sono l'unico che abbia fatto grosse attività web ultimamente, anche Multiplayer.it ha subito un pesante restyling, non ricordo più se il secondo o il terzo da quando lo conosciamo. Bhe, il bianco ghiaccio e le scelte cromatiche in generlae mi lasciano piuttosto perplesso e in generale ci sarebbe un lungo discorso da fare sulla leggibilità, ma almeno il sito sembra aver fatto qualcosa di abbastanza hardcore per meritarsi un po' di rispetto. La Gamepedia, infatti, è qualcosa che potrebbe dare molte soddisfazioni a noi vecchietti che continuiamo a sostenere la gloria del passato e la sua importanza e non sembra una di quelle iniziative fatte per far sbavare i bimbi paciocchi che tanto ci stanno sulle balle. E' un segno di rispetto per quella che è la Conoscenza, è qualcosa su cui bisognerebbe indirizzare tutti i nuovi utenti quando si avvicinano a internet. Non sono andato molto a fondo nei suoi contenuti, ma anche solo vedere il simbolo del 3DO a me mette i brividi. Accanto a questa iniziativa lodevole c'è qualcosa di più oscuro e ancora non definito, chiamato semplicemente Casual Game. Come molte volte nella vita, per avere qualcosa di bello bisogna pagare pegno agli dei malvagi.
Tra tutti i giochi che TGM mi ha permesso di installare negli ultimi tempi credo che Supreme Commander e Universe at War siano buoni per un parallelismo interessante. Il primo, infatti, a mio parere, dispone di tre fazioni caratterizzate benissimo e molto carismatiche, ma pecca con una scelta di unità utilizzabili veramente scialba. Il secondo ha già una caratterizzazione maggiore dei mezzi utilizzabili (compreso uno strafigo Gundam) ma le tre fazioni sembrano troppo funzionali alla trama, sembrano esistere solo per sostenere la storia e questo, almeno personalmente, mi ha un po' indisposto. La fusione degli aspetti buoni di questi due giochi avrebbe probabilmente portato a un capolavoro, invece i titoli che rimarranno nel mio cuore per quello che riguarda questo genere rimarranno altri.
Sigla.

“Non possiamo vincere una sfida contro noi stessi. L'avversario ci conosce troppo bene, e non è mai leale.”

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