Strip
410
02 . 05 . 2009

Suggestive taunts and poses

L'Ingegneria domina incontrastata anche questa settimana sulla serie Jobs. Che volete mai: si ride per non piangere, e c'è gente che vive sulla sua pelle queste deliranti esperienze da incubo. Cymon, ad esempio. Ha ha!
La settimana scorsa ci siamo lasciati con la promessa di ritornare su Bayonetta, quel gioco perverso all'ennesima potenza. Bayonetta in sostanza è Devil May Cry con le seguenti, potenziali, migliorie:

  • Un titolo ancora più idiota
  • Una protagonista femmina invece che maschio
  • Una protagonista femmina che per portare i suoi attacchi si denuda

La direzione artistica mi dà un po' la nausea, è troppo kitsch. Però apprezzo molto l'attenzione che è stata dedicata a questo aspetto, e le interviste ai designer sono interessanti. Appare tra l'altro evidente che i designer sono dei maniaci, ma del resto che volete farci: sono giapponesi.
Comunque la vera perla che ci regala Bayonetta non sta nel gioco in sé, bensì nella descrizione dettagliata delle motivazioni della censura, che si può leggere sul sito di ESRB. Ne pubblico qui un estratto:

“Players can also perform an assortment of over-the-top finishing moves – referred to in the game as 'torture attacks' – on the creatures: impalement with an iron maiden; decapitation with a guillotine; dismemberment with a chainsaw; and summoning a demon that bites, then rips characters apart. During the course of the game, some female characters perform suggestive taunts and poses, including opening their legs or gyrating their hips. Some of the more provocative outfits are shed during battle, resulting in brief depictions of buttocks and breasts. The camera occasionally pans close-up on breasts as they are jiggling. Strong profanity (e.g., 'f*ck,' 'sh*t,' and 'a*shole') can be heard throughout the dialogue.”

E chi non vorrebbe provare un gioco del genere?!? Mi sa che questo sistema di censura è un po' controproducente.
Ma veniamo alle cose serie. La demo di Final Fantasy XIII è ormai storia: si tratta di una pallida ombra del gioco che sarà, sia dal punto di vista tecnico che del sistema di combattimento (su questo ci sono state assicurazioni precise), ma anche così c'è da rimanere impressionati.
La demo, si sa, è piena di buffi ideogrammi, ma in giro si trovano descrizioni dettagliate del sistema di combattimento... potremmo discuterne per ore, ma se vi interessa vi rimando alla lettura. In sostanza si tratta di un misto tra gli elementi migliori dei precedenti titoli della serie, al tempo stesso frenetico e strategico. E a turni.

L'annuncio bomba della settimana è The King Of Fighters Online, ma sono troppo sconvolto per parlarne ora.

“I have looked at many foreign models for reference in my line of work, and there are people actually proportioned like Bayonetta.” (Kenichiro Yoshimura)

Lo-Rez: arte, storia, web design
02 . 05 . 2009

Otto ore e mezza

Volevo intitolare questo editoriale così ancor prima di ricordarmi che con questa settimana facciamo otto anni di vita. Come mi sembra di aver già fatto capire l'anno scorso non credo ci sia più granché di cui emozionarsi per un compleanno del genere, almeno finché non saremo arrivati a dieci, che fa sempre scena, ma comunque mi sembra sempre un fatto che meriti due parole il fatto che abbiamo scollinato l'ennesimo giro di boa.
Forse, rispetto ad altre volte, questa volta scolliniamo senza che veda davanti agli occhi grandi progetti per il coniglio, almeno di cose effettivamente avviate, perché qualcosina, arenato nelle nebbie, in verità c'è. Sono momenti in cui bisogna trovare sangue e forze nuove, dovremo rimediare, la cosa non ci spaventa.
Le otto ore e mezza del titolo, però, nella mia idea, poco avevano a che fare con le celebrazioni interne del coniglio, ma documentavano il tempo che mi è stato necessario per concludere Tomb Raider: Legend, oltretutto per scoprire che è uno stramaledetto gioco a finale aperto che si conclude in underworld. Insomma, viste stampate sullo schermo dopo i titoli di coda, mi sono sembrate proprio poca cosa. Certo, non mi sono sbattuto a recuperare tutti i gioiellotti e ninnoli nascosti per i livelli, non ho cercato di ravanare in ogni anfratto dei luoghi affrontati, però anche così credo che un altro paio di livelli me li si sarebbe potuti anche concedere, in fin dei conti. Oh bhe, è consolante almeno che il finale è tamarro e ricco di pathos come merita un buon gioco, con il grande duello di passere (ehm...) finale e le frasi a effetto conclusive. Lara Croft che reinfodera excalibur e parte alla ricerca di mamma nella perduta Avalon, poi, fa una bella figura, considerando anche che, sempre e comunque, la nostra archeologa per ottenere del lirismo deve issarsi dal personaggio piatto e piuttosto bidimensionale che comunque è.
Questa rapida mia scorribanda nel mondo di Tomb Raider potrebbe benissimo riaprire il tema del momento ovvero i videogiochi facili. Una confessione, in verità, posso ben farvela, infatti credo che probabilmente non mi sarei impegnato a giocare Tomb Raider Legend se non avessi saputo, nel profondo, che comunque raggiungerne la fine sarebbe stata cosa da poco. Questo perché ormai sono patologicamente volitivo nel mio giocare e ben so che ancora pochi giorni e non lo avrei più preso in mano come anche possiedo un senso dell'onore che mi fa soffrire per ogni gioco, nella mia vita, lasciato a metà.
Passiamo a tutt'altro. Questa domenica la strip è dedicata a Will Wright, tutt'oggi uno dei numi ispiratori del settore. Intanto, vado a leggiucchiare della prima espansione di Spore in cantiere. Credo sia adesso che avremo finalmente prova dell'effettivo successo del gioco, così come fu ai tempi dei Sims. Vedere quanta gente è pronta ad aggiungere contenuti a quanto già ha ci mostrerà che tasso di idolatria ha fomentato questa volta Will. Oltretutto Galactic Adventures sembra proprio espandere il gameplay del gioco, aggiungendo un genere a tutti gli altri citati nel titolo princiapale, concedendo, dopo tutte le altre esperienze anche quella di un action adventure. Su come questo possa essere un successo, però, potremo discuterne solo una volta toccata l'effettiva qualità della realizzazione dell'espansione, non sono bullandoci dell'ambizione dell'idea.
Bene, più vecchi, più saggi, più stanchi, più sereni scivoliamo via da questo ottavo anno per buttarci nel nono. Tutto cambierà, cosicché tutto rimanga uguale.

“Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, quello con la pistola è un uomo morto! ”

Cymon: testi, storia, site admin
Precedente Successiva

Follow The Rabbit © 2001 Simonazzi /Farè
Tutti i contenuti del sito sono su licenza Creative Commons
All'inseguimento del Coniglio Bianco sin dal 2001 — Tanto Non Lo Facciamo Per Voi™
XHTML1.0 Strict, CSS2.0, DOM1, RSS2.0