Strip
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18 . 04 . 2009

La stella incontrata di notte

Fatevela bastare, perché questa sarà l'unica strip della settimana: quella domenicale su Multiplayer.it è saltata perché in questi giorni sono stato via. Già immagino i titoli sui giornali di gossip: un altro Mysterious Lo-Rez Voyage!
Ad ogni modo questa passerà alla storia come la settimana in cui Final Fantasy XIII è uscito pienamente allo scoperto, rivelandosi alle folle giubilanti. Apriti cielo! E io fremevo di frustrazione davanti ai pochi video scattosi che riuscivo a succhiare dalla rete wireless dell'aeroporto.
È uscita la demo, dunque, allegata alla versione blu-ray di FF VII Advent Children, un film che oramai ha avuto più riedizioni di Guerre Stellari. Un'ora in tutto, tratta dalle prime fasi del gioco. Per trovare i video su internet non si è dovuto attendere nemmeno quell'ora, visto che almeno un tizio ha trasmesso in diretta la sua partita.
Tutto per il momento è rigorosamente presentato in giapponese stretto, sia le voci che i sottotitoli, dunque le sequenze di combattimento ai nostri miserabili occhi occidentali non appaiono particolarmente intuitive... in sostanza, se non ci fosse qualche anima buona che ci spiega il sistema di gioco, non si capirebbe una mazza.
Ma mi sto coprendo di ridicolo: cerco di descrivere a parole un'esperienza multimediale che potete trovare in giro riprodotta nei minimi particolari, migliaia di volte. Ah, le parole, sono così obsolete. Butto lì qualche link, per i più pigri e ignoranti tra voi: il più scontato è Youtube, che offre la registrazione dell'intera demo in HD. Per chi non si accontenta e vuole provare l'esperienza autentica, come se si trovasse col muso incollato allo schermo mentre il blu-ray gira dentro la console, c'è questa raccolta di video scaricabili, alla risoluzione nativa di 1280×720.
È tutto molto bello. L'impatto iniziale con un nuovo Final Fantasy è sempre un po' straniante, perché ogni nuovo titolo della serie è così diverso da tutti gli altri, e per ritrovare gli elementi di fondo che formano il legame con la tradizione non basta un'occhiata superficiale. Questo qua sembra piuttosto sbilanciato sul versante della fantascienza, è decisamente lontano dalle atmosfere di Ivalice del precedente... non è un male, i FF più amati e popolari dopotutto sono così.
Però vorrei vedere più arte 2D, più illustrazioni: il sito ufficiale ha cominciato a offrire dei wallpaper, ed è un buon inizio.

Sempre nel blu-ray dei miracoli c'erano altre due perle: i trailer di Final Fantasy Versus XIII e Agito XIII. Per certi versi, sono più interessanti della demo.
Il trailer di Versus XIII ci mostra per intero il primo incontro tra il protagonista tenebroso e la protagonista carina, 4 minuti di scambi di sguardi e abiti firmati da famosi stilisti giapponesi, che si possono realmente acquistare a cifre ridicolmente enormi. Per qualche ragione oscura, il video ha gli slogan in italiano (?!?). Probabilmente la stessa ragione per cui la colonna sonora ha i cori in latino... sembra figo.

Lo-Rez: arte, storia, web design
18 . 04 . 2009

Easy button

Settimana scorsa eravamo a dietro con un discorso relativo la facilità dei giochi moderni e il perché le case di produzione li fanno così. Come ho cercato di farvi capire fra le righe degli editoriali dolorosi del recente passato ho svolto alcune attività intorno al mio piccì per poter riprendere a giocare i giochi del TGM e così ho ricominciato a installarmi un po' di robette per vedere dove girava il mondo. Uno dei giochi che più mi ha intrigato fra i vari esperimenti è stato senza dubbio Timeshift sparatutto dell'anno scorso che ha ricevuto un'accoglienza non eccessivamente calorosa dalla critica per varie ragioni, tra le quali spiccava il fatto che la distorsione temporale era una specie di "easy button" nel senso che rendeva semplici situazioni complesse, questo oltretutto accoppiato con una supertuta che ricaricava a pieno la barra d'energia del protagonista dopo un breve periodo d'attesa.
Timeshift, quindi, sembrerebbe proprio un'esponente di questo modo eretico di organizzare il gameplay, che omogeneizza la sfida e imbocca pazientemente l'utente, cercando accuratamente di tenerlo lontano dalla frustrazione.
Visto che ero arrivato al gioco con in testa tutte queste dicerie ho pensato bene di ovviare da me al problema, mettendo il livello di difficoltà al massimo. Devo dire che in questo modo il gioco non risulta mortalmente easy, poiché le capacità di deformazione temporale sono limitate e i nemici sono tanti, oltre a venir vomitati sullo schermo di gioco un po' da ogni direzione, così da comparire sempre nei posti meno opportuni. Insomma, è ben vero che il nostro eroe è sensibilmente più forte della maggior parte degli storditi che ha intorno, ma questi sono in numero sensibilmente superiore a quello che solitamente si incontra in giochi del genere e non vanno giù esattamente con un colpo (anzi, spesso incassano in modo preoccupante).
Insomma, concludendo, l'esperienza di gioco cambia come ritmi e come cadenze, forse alla fine la via verso la conclusione dell'avventura è più diretta (sto andando avanti con non molta intensità, ma non trovo intoppi) però è comunque un'esperienza di gioco degna, la sfida esiste ed è una sfida al coinvolgimento, all'avventura, alla passione.
Insomma, forse ogni tanto ho avuto atteggiamenti inquietanti da giocatore hardcore, forse li ho tutt'ora, però magari anche grazie a Timeshift sto cominciando a capire che l'esperienza di gioco va un po' oltre superare ostacoli insormontabili. In fondo, negli ultimi dieci-quindici anni, abbiamo perso abitudine a qualcosa che una volta consideravamo il pilastro stesso dell'esistenza dei videogames, ovvero il punteggio, che era la sfida più grande, la sfida contro noi stessi a prescindere da quello che ci chiedeva il videogioco. Oggi forse stiamo perdendo un'altra sfida, la sfida che ci proponeva il designer mettendoci in condizioni limite. E oggi come ieri la perderemo guadagnandone un'altra, quale? E' una domanda a cui non so ancora rispondere, ma che mi lascia molto curioso.
FTR chiude qua anche questa settimana, magari senza che sottolinei come la strip attinge pesantemente alla Vita Reale (brrr...). E' un po' che facciamo interessanti riflessioni, spero vi servano a qualcosa.

“e guerra di bottoni ricomincerà, / ma Yattaman corsaro ben difenderà quell'oro.”

Cymon: testi, storia, site admin
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