Strip
402
07 . 03 . 2009

Mai dimenticare, mai perdonare

Forse stavolta ho esagerato con i filtri colorati. Ad ogni modo è tornato il freddo, anche sul balcone che Cloud si ostina a chiamare “ufficio”... la sua start-up non deve andare granché bene, se in sei anni di serie Jobs non ha ancora traslocato. Del resto, quando si ha un collaboratore come Link, non c'è da stupirsi.
La strip di oggi, non posso fare a meno di notarlo, parla ancora di Tabula Rasa: è un'altra ossessione di Cymon, che probabilmente ricorda ancora i bei tempi in cui il suo creatore, Richard Garriott, faceva dei giochi carini.

La volta scorsa andavo di fretta, ero in ritardo come il bianconiglio di Alice, e mi sono tuffato nella tana senza aver completato le mie considerazioni su Warhammer 40000: Dawn Of War II.
È più forte di me, quando penso a questo gioco me lo figuro mentre mostra il dito medio a Starcraft, con un ghigno rabbioso, e se va per la sua strada calpestando tutte le convenzioni del genere RTS. Nel single player si porta a spasso un esercito di quattro elementi, non di più: certo, sono quattro gran bastardi, uomini al cui confronto Clint Eastwood è un po' frivolo, ma altri strategici ci hanno abituato a un fottìo di unità al nostro comando.
E poi non c'è niente da costruire in DOW2: c'è solo un sacco di roba da far saltare in aria. Tutto il gioco si concentra sulle tattiche di battaglia sul campo e sulla gestione dei personaggi tra una missione e l'altra.
Per quanto mi riguarda tutto ciò non è male, soprattutto perché ormai sono vecchio e stanco e preferisco missioni lampo da un quarto d'ora (con tanto di boss finale) rispetto alle battaglie epocali da 1-2 ore di altri RTS. In ogni caso, la campagna single-player è solo una lunga serie di battaglie molto arcade, tutte uguali, senza un minimo di impegno per garantire varietà e coinvolgimento. Se fossi di umore più irritabile potrei anche arrabbiarmi parecchio per questo... è anche triste che quasi tutte le recensioni nascondano questo piccolo problemino.
Quando si parla di Warhammer si è sempre tentati di dire che qualcosa ricorda Warcraft, o Starcraft: ad esempio gli eroi con gli equipaggiamenti personalizzati. Poi però bisogna ricordarsi che tutto questo era già in Warhammer, prima che diventasse un videogioco... non ho voglia di accusare Blizzard per tutto questo, sono convinto che prendere ispirazione dalla roba che si vede in giro sia fondamentale per creare qualunque cosa.
Eppure, nulla ci impedisce di fare un po' di ironia sulla questione.

Un rapido aggiornamento su Final Fantasy XIII: è una cosetta da poco, ma non posso passarlo sotto silenzio. È stato aggiunto un nuovo trio di personaggi sul sito ufficiale: il chara-design è molto Tetsuya Nomura, e non mi piace granché. Per fortuna si tratta probabilmente di tizi di contorno, abbastanza anonimi, come le dozzine di comprimari che li hanno preceduti nei vari titoli della serie.

Lo-Rez: arte, storia, web design
07 . 03 . 2009

Considerate la vostra semenza

Vi ricordate l'editoriale di cui vi parlavo settimana scorsa? Quello che era rimasto nel mio computer e che quindi non potevo pubblicare? E' ancora lì, non parliamone.
Sono piuttosto deluso da last.fm. Mi ci sono iscritto per disperazione, visto che la mia vasta collezione di MP3 è ancora lontana e speravo di riassaporare quello che fu con il mai dimenticato Pandora, ma a conti fatti non mi ci sono trovato tanto bene. Sebbene abbia messo diversi artisti nella mia libreria quando mando in play la radio così costituita continuano a essermi proposti sempre gli stessi brani, in modo un po' ottuso. Ok quando, da un giorno all'altro, ti ritrovi ad ascoltare la stessa canzone, ma quando ti accorgi che la playlist di ogni giorno bene o male ha la stessa base di brani e che, ascoltando a lungo, questa stessa base finisce per ripetersi, cominci a sospettare che qualcosa non va.
Non mi sembra neanche un network particolarmente sociale, non vedo tutto quest'interscambio di conoscenze tra persone e questo è antipatico perchè la musica è fatta a posta per essere divulgata e condivisa e basare dei rapporti virtuali su di essa sarebbe una cosa molto sana. Credo che last.fm sia così "castrata" perchè cerca di sopravvivere in mezzo al paranoico mondo delle licenze e dei diritti, lo stesso mondo che ha precluso a Pandora di attraversare l'oceano. Se la sua musica fosse davvero libera e selvaggia sarebbe uno strumento prezioso a beneficio di tutti, così come stanno le cose non credo che potrei mai appassionarmici se non, per l'appunto, in momenti di nera disperazione come questo.
Il titolo dell'editoriale immagino vi abbia fatto venire l'idea che qui dentro si sarebbe parlato un pochino di Dante's Inferno. E' curioso come sul suolo italico questo gioco abbia una risonanza tutta particolare visto che, per una volta, mette la nostra cultura al centro. Credo che siano più che sterili le polemiche relative al fatto che di dantesco c'è solo l'incipit e la geografia ultramondana (ne parliamo anche domenica, a proposito...) e che le nostre mai abbastanza amate terzine poco c'entrano con un crociato tamarro armato di falce. Come trasformare in un action-adventure la discesa agli inferi del divin poeta? Si sarebbe potuto, ma avrebbe significato introdurre una dose di autoironia veramente massiccia e accompagnarla con una buona conoscenza del tema. La differenza tra la parodia e le altre forme di citazione è che questa ha bisogno di una vera conoscenza della materia trattata per essere applicata e penso che nessuno, al di là delle alpi, possa vantare tanto. Poi ci lamentiamo tanto del crociato, ma in quanto a citazione della Commedia non è che i giappi abbiano fatto di meglio.
Più sensato lo stringente paragone con God of War, ma anche qui il peccato mi sembra più che veniale. Per quanto si possa celebrare GoW e epigoni non si può dire che parlando del loro genere il mondo abbia mai visto delle innovazioni e dell'originalità tale da far veramente pensare che esista un titolo originale. Esistono ogni tanto inclinazioni del punto di vista, cambi di prospettiva, riverniciate, ma gli action sono un po' sempre la stessa solfa, quel bene rifugio creativo che da molti anni tira la carretta, che ha prodotto delle icone di notevole spessore (prima tra tutte la cara Lara), ma che in quanto a emozioni pure e genuine non è mai stato tanto prodigo così come prodigo non è mai stato di colpi di scena e teatralità. Si è attaccato alla poppa dell'innovazione tecnologica e l'ha usata per sostentarsi e crescere forte e robusto, aumentando ogni giorno la spettacolarità delle proprie azioni e la muscolarità delle sue immagini, ma anche così non si può dire che abbia mai prodotto Arte, quella roba in cui noi della tana crediamo ancora.
Ho scritto un bel polpettone ed è ora di qualcosa di frivolo. Che ne pensate di parlare dei Power Rangers? Credo non esista al mondo brand più stupido e longevo, considerando che non è nemmeno genuinamente e puramente giapponese, anche se ha goduto delle contaminazioni dal Sol Levante. Sembra che i fans (?) siano già in trepidante (?) attesa della nuova clamorosa (?) stagione di ragazzini colorati in pigiama. Potrei ignorarlo, ma come scrive Japanator sembra che ormai la serie sia divenuta abbastanza matura da spaziare fra tutti i temi e le ambientazioni della fantascienza. Ho vistucchiato in passato scorribande nello spazio e nel tempo di ogni genere, ma penso che decidere addirittura di darsi un'inclinazione post-atomica e alla Mad Max sia l'idea più coraggiosa di sempre, nonostante i protagonisti siano rimasti poppanti bellocci. Speriamo che almeno tra le purpuree sabbie del mondo in rovina non riescano comunque a trovare un liceo dove vivere assurde vicende adolescenziali tra uno scontro e l'altro.
Ricordatevi comunque di dare sempre retta al rosso, è lui il capo.

“Ma per fortuna che c'e' il Riccardo / che da solo gioca al biliardo, / non e' di grande compagnia / ma e' il piu' simpatico che ci sia.”

Cymon: testi, storia, site admin
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