Strip
401
28 . 02 . 2009

Alba di guerra

Lo scrivo qui perché rimanga negli annali di FTR a memoria dei posteri: oggi la pubblicazione è avvenuta in ritardo, a causa di certi miei imprevisti notturni. Sono le insidie di una strategia editoriale aggressiva, che punta fermamente su politiche “just in time”... ovvero, siamo degli inetti che si riducono a fare le cose sempre all'ultimo momento.
Però le facciamo.
Riguardo la strip di questa settimana, mi sento di liquidarla come un'altra ossessione di quel maniaco qui di fianco.

Il tempo che mi è concesso è poco, e voglio dedicarlo a Dawn Of War II perché è uno di quei giochi che lasciano il segno. Dawn Of War II è molto diverso da quel che gli sprovveduti si attendono dal genere RTS, ma questo non era una sorpresa per chi ha seguito le anteprime degli ultimi mesi: l'impatto col gioco giocato comunque coglie sempre di sorpresa.
La sorpresa se ne va quando facciamo una considerazione semplicissima: questo titolo non è un RTS, bensì è la trasposizione in formato videoludico del gioco da tavolo chiamato Warhammer 40000. Per chi conosce Warhammer 40K (e tra i lettori di questo sito credo che non conoscerlo potrebbe essere colpa da punire severamente), non c'è veramente nulla da aggiungere: tutto è come ve lo aspettate, con le truppe da spostare qua e là, la tattica e la strategia e un'ambientazione tamarra a più non posso.
Il primo titolo era un'esordio prudente, conservatore, fedele a tutti gli stereotipi del genere e quindi lontano dalla vera essenza del gioco da tavolo... poi le espansioni hanno tentato via via strade nuove, fino ad arrivare all'arroganza estrema di questo secondo gioco della serie, che con un gestaccio manda a quel paese Starcraft e i suoi plagi, e ci offre la guerra nell'autentico stile Warhammer, senza compromessi.
O meglio un compromesso c'è, ed è la scelta del Tempo Reale: io ormai sono un vecchiarello stanco, e spesso ho desiderato un ritmo più lento, un po' più di tempo per riflettere. Un gioco a turni avrebbe venduto molto meno, perché il mercato è composto pur sempre da bamboccini con la bava alla bocca, ma forse lo avrei apprezzato di più.

“Le vacanze dell'83
Sembravano sintetiche
Lo scrivi sì
Lo scrivi o no
Il tuo romanzo erotico”

Lo-Rez: arte, storia, web design
28 . 02 . 2009

Timeout

L'editoriale di questa settimana c'era, giuro, tecnicamente c'è ancora, solo che le vicende epiche del mio computer adesso me lo hanno portato via e io sono rimasto senza niente da scrivere. Sappiamo tutti cosa vuol dire portare un computer in assistenza e, soprattutto, sappiamo che non si dovrebbe fare mai. Io sono stato terribilmente punito dall'aver ceduto e così ora mi ritrovo senza computer e con i miei dati che ogni tanto ci sono e ogni tanto no. Fa abbastanza riflettere pensare che l'ho fatto solo per poter giocare a qualche videogioco, si, a suo modo l'ho fatto per voi, per rimanervi vicino nonostante le mie aspirazioni di completa ascesi.
Potrei intrattenervi per ore parlandovi di nulla, o magari di altro, ma penso che se il destino ha deciso di portarci via l'editoriale non posso essere io a restituirvelo. Quello che ho scritto vi assicuro che era piuttosto interessante, riguardava i videogiochi (si, proprio loro) e aveva la consueta dose di sicumera. Lo avrete settimana prossima, con la data cambiata, ancora lui, ma per questa non avrete niente. Non prendetevela con me, prendetevela col Fato, che è sempre rio e feroce con tutti noi.
C'è solo una nota che è doverosa e che penso di dovere a Lo-Rez, più che altro perché tanto il suo nome è già abbastanza infangato dagli articoli su M.it e penso che non meriti altra infamia. Le Pretty Cure sono un'ossessione mia personale, lui non c'entra niente. Le facevano la mattina alle otto, quando mi alzo, e nonostante sia prossimo alla terza decina subisco ancor oggi il fascino dei cartoni animati appena sveglio. Ora come ora fanno solo robe orribili, ma loro erano... erano... orribili, certo, ma orribili in quel senso tutto giapponese che ti permette di perdonarle. Per voi che non ne sapete niente (perchè lo so che anche voi non ne sapete niente) si tratta di una specie di versione preadolescenziale di Sailor Moon, quindi le stesse tematiche e le stesse meccaniche con delle vere e proprie bambine (vere e proprie nel senso che nemmeno hanno provato a disegnargli le tette). Detto così può sembrare un po' oscuro e forse lo è, ma pazienza. La canzone che canticchia Godel è qua e voi potete dire quello che volete, ma immaginarlo mentre la intona durante una riunione a me fa abbastanza ridere perchè possa rischiare a metterlo in una strip.

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