Strip
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07 . 02 . 2009

Hot Viewpoint Mode

Restiamo su Bob e i suoi server pirata anche questa settimana, lo scenario balneare sarà un antidoto contro il maltempo che regna da queste parti. Oppure renderà ancora più insopportabile la vostra depressione... ma è un rischio che sono disposto a correre.
La volta scorsa avevo preannunciato un editoriale a base di “Fran Hentai”, ma poi ho pensato che era più giusto tenere in serbo l'argomento per la settimana prossima, in occasione di S. V.

Non temete però, o maniaci lettori! Per oggi ho intenzione di parlare di un gioco su cui troppo a lungo ho taciuto: Ryu Ga Gotoku 3, meglio noto in Occidente come Yakuza 3.
La serie di Yakuza è una versione nipponica di GTA, con meno auto e più perversione (ovviamente). Pare che Sega abbia imparato la lezione di Shenmue: da quell'opera enormemente ambiziosa ha saputo prendere gli spunti migliori, aggiungendo spruzzi di sangue e turpiloquio per rendere più interessante il tutto. Il risultato è una serie di altissimo livello, piuttosto sottovalutata al di fuori dell'isola di Nippon.
Ad ogni modo sta per uscire in patria il terzo Yakuza, che si preannuncia epocale: del resto basta un'occhiata al designer del gioco, un tamarro mafioso all'ennesima potenza... è una sicura garanzia di qualità, visto il tema. Ormai è chiaro che i designer videoludici in Giappone sono le nuove rockstar, sono gli idoli trasgressivi di questa generazione. C'è Tomonobu Itagaki, che si veste come il protagonista di Top Gun e tiene gli occhiali da sole a specchio anche dentro le buie bettole in cui va ad ubriacarsi. Ci sono quei pazzi scalmanati che si fanno chiamare Video Game Punk Band. E poi c'è Miyamoto, l'uomo dell'anno, l'uomo del secolo, il re dei videogiochi eletto da chi di videogiochi non capisce un dannato piffero. Quest'uomo sta facendo a pezzi il nostro mondo col sorriso sulle labbra. Ma non divaghiamo.
Innumerevoli sono i mini-giochi e le occasioni di trastullo all'interno del mondo di Yakuza 3, che trattandosi appunto di un gioco in free-roaming come GTA dà al giocatore la possibilità di gironzolare qua e là violando la legge nei modi più divertenti. Laddove però in un titolo occidentale come GTA le donne di facili costumi, ad esempio, sono bersagli mobili da asfaltare, Yakuza 3 rende alla figura femminile il doveroso rispetto...! Ecco quindi le graziose hostess che potremo noleggiare per una serata nell'area vip delle discoteche più alla moda di Tokyo, come ogni mafioso che curi la propria immagine.
Esiste anzi una modalità apposita, denominata Hot Viewpoint Mode, in cui si recupera energia manovrando la telecamera per ottenere le inquadrature più sconce. Il tutto ovviamente corredato da una simulazione di appuntamento, in cui si discorre con le fanciulle tentando di massimizzare alcuni parametri, per raggiungere un fine misterioso.
Secondo le ultime indiscrezioni una delle carriere criminose sarà quella del business delle accompagnatrici di lusso, con tanto di addestramento per insegnare alle ragazze nuove, potentissime skill. Come, si deduce dagli screenshot, asciugare la fronte del cliente. È questa la nuova frontiera del videoludo.

Lo-Rez: arte, storia, web design
07 . 02 . 2009

Più o meno come fa un piccione

Devo ammettere di attraversare ogni tanto dei momenti di pessimismo cosmico nei confronti delle strip di FTR, tanto da darte quasi ragione a chi ci commenta su M.it. Questa qui, però, è una delle più carine dell'ultimo periodo, una battuta che, nella mia personale scala, raggiunge abbondantemente la decenza.
Esiste il male oscuro anche quando si parla di computer. Nelle ultime settimane vi ho detto un po' dei pasticci che ho fatto e del mio problema con il CRC KO. Nonostante abbia impanato a lungo il sistema la questione non è rientrata e il mio cruccio si sta estendendo in maniera piuttosto inquietante. Ho cambiato il lettore DVD, ho spianato Windows con formattazione completa, ho reinstallato Windows su un harddisk diverso da quello usato in un primo momento, ho invertito i banchi di RAM. Nonostante questo io non riesco tutt'ora a installare i DVD di TGM. Naturalmente, ad assicurarmi che il problema non è proprio il disco, il fatto che qualsiasi installazione tenti sul computer aziendale riesce perfettamente. Certo, sull'aziendale si può giocare a stento con i giochini in flash, considerando le sue limitate caratteristiche tecniche, ma ovviamente non era questo il punto.
Visto che, tra un cambiamento e l'altro, ho ormai scagionato quasi tutti i componenti ho paura che presto non mi rimarrà che arrendermi e considerare la possibilità che il problema sia la scheda madre, scheda che nel passato remoto già mi aveva dato non pochi fastidi. Non ho voglia di cambaire il computer, non ho voglia di fare un upgrade, non sento oggettivamente la necessità di farlo. Se dovessi fare un aggiornamento sarebbe passare dal Slackware 12.1 a Slackware 12.2, ma se pensate che non sono in vena di fare neanche quello capite come ardo dal desiderio di cambiare tutto affinché nulla cambi. Eppure io di questo problema devo venire a capo, perchè sono un INGEGNERE delle TENEBRE, quanto è vera la laurea che ho appesa in cameretta.
Aprirvi il cuore e mettervi al corrente delle mie piccole beghe tecnologiche è naturalmente un modo per negare l'evidenza del fatto che i videogiochi fanno sempre meno parte di me, nonostante è vero che questa lotta di cui vi ho appena narrato esiste proprio per permettermi di giocare. Non è che TGM ci prenda sempre nel mettere i giochi nella rivista, ma certi titoli meritano almeno un tentativo di installazione e magari anche due come è ben vero che certi altri meriterebbero addirittura che ci si metta la testa per portarli a termine. Molto spesso, guardando la mia ricca collezione tutta recuperata in edicola, rifletto sul fatto di come il mercato sia cambiato e di come, intorno a titoli che oggettivamente oggi costano ancora come in passato, è fiorito tutto un mercato di vie alternative (e perfettamente legali) per recuperare i titoli senza dover vendere reni. In questo modo ci si può togliere più di uno sfizio e, soprattutto, il cliente sente di essere trattato con un certo rispetto dal mercato, che non è così testardo da pretendere che giochi ormai diretti all'obsolescenza rimangano irraggiungibili a far polvere sugli scaffali, ma capisce che dopo un certo periodo bisogna renderli disponibili a tutti. Certo è che nessuno mi toglie dalla testa che questo atteggiamento, almeno in parte, sia una reazione alla pirateria, un modo per indebolirla e renderla inoffensiva. Senza la costante minaccia della contraffazione difficilmente le major si saebbero abbassate a variegare così il loro mercato, visto che, tacitamente, formano una specie di cartello e quindi le copie illegali sono il loro vero e proprio concorrente, che spinge ad avviarsi certi circoli virtuosi.
A volte fantastico su cosa significherebbe se Microsoft adottasse una filosofia simile per Windows. Il costo del sistema operativo Redmond scatolato è esorbitante e non è un caso se la maggior parte degli utenti è aggrappata alla copia pre-installata che viene consegnata con la propria macchina. Non è un caso però neanche che molti campano su copie pirata di vario genere, con tutti i limiti di queste ultime. Io a casa non ho un Windows originale, ho avuto le finestre sempre per vie più o meno torbide, ma se oggi costasse una ventina di euro, come logica vorrebbe considerando che è divenuto obsoleto credo che lo comprerei, visto l'uso che ne faccio non la considererei una spesa ingiusta. Chissà se in questo modo il figlioccio di Bill non potrebbe vivere una seconda giovinezza di perfetta legalità e magari riprendersi quelle fette (esigue, ma significative) di mercato ormai corrose dall'utenza Linux. E no, non mi interessa che la cosa andrebbe contro la diffusione di Vista, i Sistemi Operativi semplicemente brutti non vanno diffusi.

“Ma quando viene sera / tu mi parli d'amore / e guardandomi negli occhi / mi fai sentire davvero / una donna un po' porno”

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