Strip
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29 . 11 . 2008

Evil in Small Doses

Altra strip, altro frammento di vita vissuta, o perlomeno di una vita che potremmo vivere.
Questa roba la scrive Cymon, come sapranno i meno rintronati tra coloro che ci seguono, però nel caso della serie Jobs ritrovo spesso elementi autobiografici, essendo anch'io come Cymon appartenente alla stirpe degli Ingegneri Delle Tenebre. Ad esempio Neo in ufficio sta in maniche corte, anche in questa stagione. Certo, la vicinanza all'infernale Direttore può far caldo, eppure anche io (che solitamente non ho un demonio dell'inferno che sbircia il mio schermo da dietro la spalla, o almeno non me ne sono accorto) posso permettermi un abbigliamento estivo anche mentre fuori nevica, come in questi giorni.
Come mio tocco personale stavolta ho cambiato il poster appiccicato davanti alla scrivania di Neo. Si tratta di un'opera dell'immenso Frank Frazetta, ovvero la copertina del numero 214 di Famous Funnies, un fumetto degli anni '50. Spero di riuscire a procurarmi una replica di quest'opera anche nella Vita Reale, vedremo.
Questa domenica manca la strip per la rubrica che teniamo su Multiplayer.it. Come annunciavo l'altra volta per un po' passeremo a un'uscita bi-settimanale, visto che non faccio in tempo a disegnare le strip.

La notizia bomba della settimana è che usciranno nuove espansioni per Final Fantasy XI, uno dei pochi MMORPG che non è stato schiacciato da World Of Warcraft. Del resto, si chiama Final Fantasy non a caso. A dire il vero, la notizia bomba non è questa, ma più precisamente fanno colpo i nomi di queste espansioni... che nella pura tradizione di Square Enix sono assurdi a più non posso. Parliamo di cose del tipo “A Moogle Kupo d'Etat - Evil in Small Doses”.
Oggi voglio mettere da parte i videogiochi e segnalare un paio di cartoni animati giapponesi, tanto per cambiare settore di intrattenimento. Cosa non faremmo per sollazzare il pubblico.
Mi è giunta voce che su MTV sta andando in onda Death Note, un anime straordinario che a suo tempo ho visto tramite canali di distribuzione alternativi. Sarei curioso di vedere la versione doppiata in italiano, però ormai da un anno ho smesso completamente di guardare la televisione, e non vorrei ricominciare.
Sempre grazie ai canali suddetti, ho iniziato a guardare altre serie molto promettenti, che al momento sono in onda in Giappone: Kurozuka e Michiko To Hatchin. La prima è una storia di vampiri che comincia nel solito medioevo nipponico ma poi si sposta nel futuro... è violenta e sadica ai livelli di Kenshiro, però è carina.
L'altra serie è la megaproduzione di questa stagione, prodotta dallo studio che ha fatto Samurai Champloo e Cowboy Bebop, se non sbaglio, e l'animazione è veramente notevole. Temo che ci sarà un po' troppo fan service, considerato come si veste e come è fatta la protagonista, ma comunque (o forse proprio per questo) sembra interessante.

“In my land, women are for advancing the race, not for fighting man's battles.” (Plan 9 From Outer Space)

Lo-Rez: arte, storia, web design
29 . 11 . 2008

Piccolo cabotaggio

Sulla mia scrivania c'è la scatola della mia nuova scheda video, ancora da installare. La prima cosa che ho pensato quando me la sono trovata davanti è il fatto che una volta facevano le scatole più grosse, ma in verità è una considerazione inesatta. La scheda di cui stiamo parlando non è una super scheda dominatrice del mondo, ma una umile scheda geffa8400GS, un oggetto discreto. Penso che nemmeno la sua azienda produttrice abbia pensato elegante esagerare con l'imballaggio.
Non cambio scheda video per migliorare le mie prestazioni, il motivo è molto più contingente. Da un certo periodo a questa parte, quando il mio processore grafico viene messo sotto pressione, capita che il mio video derivi verso il verdino e il PC si impianti. Non ho fatto un'analisi puntuale che mi abbia permesso di verificarlo, ma un comportamento del genere significa, a parer mio, una scheda video allegramente a puttane, da cui la sostituzione.
Il computer su cui sto lavorando ha ormai tre anni e mezzo e quando fu messo insieme fu messo insieme con gli ultimi sprazzi del mio orgoglio di videogiocatore. Non presi la miglior scheda video del mercato, quella massimo dettaglio + massima risoluzione + massimo framerate, ma un prodotto che, con dei compromessi accettabili, mi permettesse di giocare tutto. La corsa hardware era già meno spinta del passato precedente, ma comunque la potenza della GPU era un componente da non sottovalutare, lo presi con la dovuta accortezza.
Oggi dal negozio mi è giunto un oggetto che è smisuratamente più potente di quello, con diversi distintivi in più sulla scatola e probabilmente delle caratteristiche maggiorate di qualche ordine di grandezza. Nonostante ciò, però, la scelta è stata fatta partendo da un punto fermo costituito da un budget di meno di cinquanta euro e i vincoli esportati sono stati solo quelli di un chipset Nvidia (volente o nolente più digeribile da linux) e un minimo di decenza.
Sono sempre impressionato da come cambino, a volte, i punti di vista delle cose, ma, forse,è più intrigante vedere come questo oggetto sancisce, forse, la mia personale "pace dei sensi informatica" (ho detto informatica), ovvero quella condizione eletta in cui un componente PC si cambia quando si rompe e non perché quelli attualmente a disposizione non ti permettono di fare così e così con le cose che ci sono in giro di solito. La mia scheda video ha cominciato ad andare in psichedelia peggio di Jim Morrison e io la ho cambiata con qualcosa di equivalente, ovviamente con una spesa irrisoria. Intendiamoci, io e il mercato, in tutto questo, ci siamo venuti un po' incontro. Quando cambiai il computer tre anni fa la roba che TGM metteva dentro all'epoca (e quindi comunque vecchia circa di un anno) era già assolutamente inutilizzabile sul mio hardware, oggi i giochi che sono presenti nella rivista sono comunque ampiamente fruibili, anche con una certa soddisfazione, magari sacrificando tanticchia di livello di dettaglio o di antialiasing tripolare sturbo con scappellamento a destra. Dall'altro lato io sono arrivato a livelli di gioco talmente esigui che investire eccessivamente in giocattoli come la scheda video mi parrebbe stupido. Posso scendere a compromessi con i giochi che voglio giocare perché i giochi che voglio giocare sono in realtà due o tre all'anno, che non giocherò nemmeno assiduamente, quindi tanto vale tenere giù la cresta.
Era molto tempo che non dedicavo un editoriale a raccontarvi delle mie personali vicende informatiche, credo che anche questo possa essere segno di un sistema ormai stabile, che fa quello che sa fare e passa abbastanza invisibile sotto le mie numerose attività. Non credo ci sia granché bisogno di racconti del genere, ma oggi avevo proprio voglia di rifugiarmi, nella stesura della column, in quella particolare dimensione di diario nerd in cui non mi sento di dover dire cose intelligenti e strutturate. Soddisfatto di tutto ciò, quindi vi abbandono e vi lascio al vostro week-end. Questa settimana non troverete una strip su M.it, come aveva annunciato Lo-Rez probabilmente dovremo rallentare un po'. Di certo la colpa non è dei commentatori buzzurri, di cui oggi non parlerò... di cui oggi non parlerò sul serio, ma della Real Life che è sempre ria e malvagia.

“Yes, your highness” - Code Geass, qualsiasi personaggio sia lì lì per compiere un massacro (ma magari ne parliamo settimana prossima)

Cymon: testi, storia, site admin
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