Strip
386
15 . 11 . 2008

Cinema o teatro

Mi rendo conto che può essere crudele mostrare nella strip lo spregevole Angioletto Bob spaparanzato su una spiaggia tropicale, mentre da queste parti è grigio autunno (per me non lo è, a me l'autunno piace). Però era da tanto che nella serie Jobs non comparivano le avventure di Cloud e Bob amministratori di un server pirata di WoW, e l'uscita dell'espansione è un'occasione buona per il loro ritorno.
Di un certo Arthas comunque abbiamo già parlato in una miniserie, sempre ambientata nella suddetta spiaggia, ma non mi aspetto certo che qualcuno se ne ricordi.

Dicevo nei giorni scorsi che, dopo averlo a lungo atteso, ora giocare Mother 3 e investire in quel giochetto tanto tempo mi sembra quasi uno spreco, perché ci sono ben altri capolavori moderni a tentarmi. Non è un discorso che mi si addice, molto spesso anzi ho scritto esattamente il contrario, ma devo precisare: quando parlo di meraviglie moderne ho in mente soprattutto Odin Sphere.
Odin Sphere è quel titolo uscito per PS2 qualche tempo fa, tutto in 2D ad alta risoluzione, con un'arte favolosa e un chara-design indimenticabile. Ne sono testimoni gli esempi di cosplay estremo visti alla gara di costumi di Halloween sponsorizzata dalla Atlus: non è difficile comprendere il fanatismo di certa gente per questi personaggi.
Ad ogni modo ora che ho finalmente completato Odin Sphere posso confermare le prime impressioni: Odin Sphere è un action-RPG che prende ispirazione dal teatro una volta tanto, e non dal cinema. Dopotutto essendo in 2D l'azione si svolge come su un palco, e vengono in modo naturale lo stile teatrale, la presentazione delle scene, i dialoghi e i monologhi dei personaggi. Uno dei giochi migliori degli ultimi anni.

L'ispirazione cinematografica non è di per sé una brutta cosa, però, e in questi giorni abbiamo sotto gli occhi un esempio lampante: Left 4 Dead. Tutto, dal chara-design agli effetti grafici, alle finte locandine dei film che compaiono durante i caricamenti dei livelli, proclama l'amore per i film di serie-B sugli zombie.
Sugli effetti grafici in particolare c'è un articolo molto interessante che parla della grana della pellicola, del contrasto accentuato, della correzione del colore, delle inquadrature... fa piacere vedere tutta questa attenzione alla direzione artistica.
Ma Valve ormai ci ha abituato a queste attenzioni.

Lo-Rez: arte, storia, web design
15 . 11 . 2008

Cinemania

In questi tempi di editoriali permalosetti, in verità una critica da voi Ingegneri delle Tenebre all'ascolto l'avrei anche accettata di buon grado, riguardo la trilogia del McDonald's. E' infatti assurdo che uno use-case, un diagramma di flusso e un anello di retroazione convivano tutti nello stesso schema. Pensavo che voi, spietate creature avvinte dal sacro fuoco, non vi sareste fatti sfuggire l'occasione di rimbeccarci.
Non è più tempo però per facezie, visto che i venti di guerra del natale spirano sul mondo videoludico risvegliando la fame dei videogiocatori, in attesa delle succose scatole che questo periodo dell'anno posta. Noi misantropi del viggimondo forse faremmo bene a chiuderci in casa e barricare le porte per non rischiare di venire tormentati dalle innumerevoli tentazioni che sono pronte a bussare al nostro uscio. Come si può sostenere a spada tratta il gioco 2D davanti alla magnificenza di Far Cry2 e Dead Space? Dove stanno i nostri momenti davanti agli emulatori se possiamo installare un nuovo PES?
Secondo me il titolone fatto veramente per noi, quelli che non sono riusciti ad abbandonare la loro confortante età della pietra, è Red Alert 3. A parte il fatto che si tratta comunque di Red Alert 3 (e avessi detto niente) è ancora un gioco che conserva un gusto retrò, con quella sua grafica non eccessivamente esosa che si gode solo ed esclusivamente con l'isometria a volo d'uccello, con quel suo gameplay che ancora si rifà ai punti chiave degli RTS, ma, soprattutto, con i suoi FMV.
I full motion video non sono solo un'orpello dei videogiochi, ma qualcosa che ha segnato un'intera epoca del nostro divertimento. Quando i dischetti andarono in pensione e tutto poté passare sui ben più ampi CD-ROM (non DVD, CD-ROM), le software house si trovarono a possedere una quantità incredibile di SPAZIO, spazio puro e, visto che, sull'altro fronte, il progresso tecnico del treddì avanzava più lentamente, decisero di fornire realismo tramite i full motion video, veri e propri filmati, salvati in compressione più o meno alta che narravano la storia con un taglio cinematografico, coinvolgendo nella realizzazione dei giochi attori professionisti più o meno famosi. Dal mio punto di vista fu un'epoca gloriosa quella, con preview piene di fotografie di bluescreen e scontorni approssimativi, recitazioni (e doppiaggi) di livello infimo affiancati a fondali e costumi raccattati per strada. Il tutto, però, mischiato al gameplay, dotato un sense of wonder unico e irripetibile, tale appunto da essere tratto connotativo dell'epoca che fu. Giochi storici come Wing Commander III o il meno clamoroso Spycraft non possono essere paragonati a niente, né tra ciò che è venuto prima di loro né tra ciò che è venuto dopo.
Per questo motivo vedo con grande affetto il buon vecchio George Takei vestire i panni dell'improbabile imperatore del Sol Levante tra una missione e l'altra in RA2. E' un gioco nel gioco quello di trasformare un videogame in una specie di telefilm (o, perché no, film) oltretutto senza badare ossessivamente ai dettagli, proprio perché gli angoli sfocati, le scenografia in cartapesta o i costumi pacchiani sono parte integrante delle regole non scritte di questo tipo di produzioni.
Ovviamente il capitolo sulle avventure grafiche così realizzate sarebbe ancora più lungo, la mia vecchia recensione di Black Dahlia cercava di dire la sua sull'argomento.
En passant, io parlo tanto bene di Red Alert 3, appunto, ma nemmeno mi fa schifo avere qui sul tavolo Supreme Commander arrivato col TGM. Domani proverò a installarlo, sperando che questa volta nessuna sfiga funesti la procedura, chissà che non vi sappia anche dire cosa ne penso dopo essermi occupato un po' di lui.
Il mio fanboysmo batmaniano non si è ancora fermato, sicuramente Terra di Nessuno non sta aiutando le cose, ma credo che stia diventando una patologia piuttosto preoccupante. Il segno della settimana a riguardo è indubbiamente la serie di flash movies Gotham Girls, piuttosto vecchiotta, ma sempre valida. Produzione sui personaggi al femminile del mondo del Cavaliere Oscuro, il design è quello dell'immortale serie animata, il tono è generalmente molto leggero, ma a loro modo sono oggettini carini. Oltretutto bisogna ammettere che, dato il formato (flash movie), è un'opera piuttosto imponente, un raro esempio di viral marketing (quasi ante-litteram, viste le date) molto spinto a opera ella Warner Bros.
Tanto per non privarvi, invece, del piacere di un buon fumetto, voglio linkarvi, in chiusura di editoriale la strip di PvsP per il vet day, tanto per ribadire una volta di più che essere solo stupidi webcomic, quando si parla di geni, non è mai un limite.

“E la ragazza di prima classe, innamorata del proprio cappello, / quando la sera lo vide ballare lo trovò subito molto bello. / Forse per via di quegli occhi di ghiaccio così difficili da evitare, / pensò Magari con un pò di coraggio, prima dell'arrivo mi farò baciare”

Cymon: testi, storia, site admin
Precedente Successiva

Follow The Rabbit © 2001 Simonazzi /Farè
Tutti i contenuti del sito sono su licenza Creative Commons
All'inseguimento del Coniglio Bianco sin dal 2001 — Tanto Non Lo Facciamo Per Voi™
XHTML1.0 Strict, CSS2.0, DOM1, RSS2.0