Strip
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11 . 10 . 2008

Closed Mega Theater

Maledetto il giorno in cui la nostra amata Clara si è messa in testa di intraprendere la carriera della PR.
Ora dobbiamo sopportare una di queste insulse, subdole creature anche a casa nostra, nella nostra serie più tradizionale, FTR Jobs. E veramente da qui alla fine dell'anno sarà uno stillicidio di comunicati stampa sempre più aggressivi, sempre più arroganti, mentre questi meschini agitatori di folle sparano i loro colpi migliori... è faticoso essere videogiocatori.

L'apertura delle ostilità è stata ufficialmente proclamata dal Tokyo Game Show di questi giorni: la fiera videoludica per eccellenza, non c'è E3 che tenga. Tutto il mondo del divertimento elettronico ruota attorno all'isola di Nippon, è da lì che provengono le merci più preziose del settore, e anche in questo 2008 quei diavoli dal muso giallo non si sono smentiti.
Non starò certo qui a compilare per voi un tour guidato del TGS 2008, ma come sempre mi piace riportare qualche impressione insopportabilmente faziosa e impulsiva. Innanzitutto c'è SquareEnix, il primo tra tutti gli dei, ma anche quest'anno (come già ebbi modo di lamentarmi l'anno scorso) la sua manifestazione terrena è stata riservata ad un'elite di seguaci fedelissimi, disposti a sopportare ore di coda e disagi prima di entrare nel padiglione sacro: il “Closed Mega Theater”.
Una volta là dentro, però, i suddetti seguaci sono stati ripagati da una delle esperienze audiovisive più meravigliose mai realizzate nel nostro settore: nuovi trailer per Final Fantasy XIII (versioni Versus e liscia), e poi ancora qualcosa su Kingdom Hearts (i titoli dei giochi non ce la faccio a scriverli, sono troppo buffi).
La notizia che più mi scalda il cuore, però, riguarda un giochetto piccino, ben lontano dallo sfarzo degli editori più colossali, eppure nel suo piccolo molto arrogante: King Of Fighters XII. A quanto pare uscirà anche per console, e per PC (?!). Sembra che SNK abbia preso la stessa strada della rivale storica Capcom, spargendo i suoi titoli su tutte le piattaforme, senza distinzione di razza o colore, come succede per Street Fighter IV. È un bel cambiamento, rispetto ai giorni in cui i King Of Fighters erano l'esclusiva gelosa del Neo-Geo, l'hardware follemente costoso riservato ai giocatori veramente hardcore.
L'arte 2D di KOF XII mi riempie di gioia, anche se la mia gioia è dimezzata dalla scelta un po' insulsa dei personaggi inclusi in questa rinascita HD della storica serie... niente Mai, niente Hinako, niente Kula, niente Vanessa, niente Angel (ma quest'ultima è ormai un sogno proibito per questioni di licenza)? Come mai questa scelta di escludere tutte le fanciulle più sexy dal gioco, così in controtendenza rispetto al solito? A meno che non sia una strategia attendere fino all'ultimo per queste rivelazioni...
Bisognerebbe prendere esempio da Street Fighter IV, perché al contrario sembra che dopotutto Sakura e Cammy siano state ingaggiate anche per questo titolo, a furor di popolo. Grazie mamma Capcom, promettiamo di fare i bravi!

Difficile crederci, ma il nostro videogioco ufficiale, FTR: The Long Ear non aveva il suo padiglione al Tokyo Game Show, pur essendo in piena campagna promozionale.
Ormai ho esaurito le mie energie, se vi interessa un RPG di stile orientale, con una grafica brutta da far schifo ma una colonna sonora che SPACCA IL C*** (grazie a Nobuo Uematsu...), strapieno dello stile di questo fumetto, provatelo pure.
Ci siamo concentrati soprattutto su personaggini col testone che sparano battute a raffica, su oscuri riferimenti tratti dalla nostra enciclopedica cultura videoludica, sui temi e le ambientazioni che in 7 anni abbiamo cercato di esprimere con FTR... il gameplay è stato trascurato, anche perché lo strumento col quale è realizzato il gioco non permette di fare gran che. Nel bilanciare la difficoltà abbiamo cercato di risparmiarvi il più possibile la sofferenza di giocare, per permettervi di godere (se mai ciò è possibile) della storia senza intoppi.
Siamo consapevoli del fatto che il level design è poverissimo, il combattimento è noioso oppure irritante, la grafica lascia a desiderare, ma non erano quelli gli aspetti che ci interessavano. Ci abbiamo messo 6 (sei) anni ed è venuto fuori così... se ci avessimo messo più impegno avremmo davvero rischiato di essere battuti da Duke Nukem Forever.

Lo-Rez: arte, storia, web design
11 . 10 . 2008

Randomicamente seri

Voi sapete che non amo usare questo spazio con serietà perchè non è assolutamente adatto per certi tipi di cose, ma questa campagna mi ha colpito particolarmente e voglio riportarvela. Ogni società, non importa quanto evoluta, arriva a delle aberrazioni e questa è una di quelle, un tentativo di accumulare soldi e potere sulla pelle di chi non può obiettare. E' una cosa mostruosa la scientificità di cui si nutre e i principi medici che sublima a dogmi e naturalmente sono ancora più mostruosi i risultati a cui giunge.
Se vogliamo la molla che porta a un crimine del genere è la stessa che, in modo sicuramente meno devastante, dà l'impulso alla caccia alle streghe contro i videogiochi. In entrambi i casi il punto di partenza ipocrita è il bene dei più piccoli, mentre lo scopo reale che si denota grattando anche poco la superficie è un desiderio di deresponsabilizzazione nella cura dei propri figli, un profondo rifiuto a stare abbastanza vicini a loro per capire i loro problemi e le loro passioni. Non voglio spendere altre righe sull'argomento, ripeto, questa sede è tra le più inadatte, ma in qualche modo sentivo di dover mettere giù questo paragrafo.
Ora possiamo tornare un po' più leggermente a parlare di videogiochi, giocattoli e facezie assortite. Ricordate quando parlavo di quel gran guerrilia hardware che era il GPX2? Bhe, di certo non ha partecipato da protagonista alla console war, ma sembra che avrà un erede. Il suo nome è Pandora e fa un po' il verso al DS. Non avrà interfacce avveniristiche o funzionalità fuori standard, ma si presenta con freccettine analogiche e addirittura una tastiera. E' difficile definirla una console, è più che altro un giocattolo tecnologico multifunzione che si può impugnare e usare come una console, che non avrà degli sviluppatori che ne spremeranno i chip cercando nuove soluzioni di divertimento, ma si baserà ancora una volta sul potere della comunità nerd e, soprattutto, sul mondo degli emulatori, quel mondo che da un lato permette di vivere esperienze retrò con sistemi ormai fuori catalogo, ma dall'altro, su una console portatile, può fornire comunque un notevole parco giochi di livello interessante, ovviamente con dei costi (a meno della complicata questione piratesca) estremamente contenuti.
Magari può lasciare perplesso il fatto che non sia esattamente ultraleggera, ma è un prezzo che, ai costi dell'oggeto e considerando l'industria piccola che c'è dietro, credo sarebbe stato difficile non pagare.
Perché, con tante cose brandizzate e griffate, vengo a parlare di oggetti del genere? Perchè sono contento che, in qualche modo, abbiano il loro spazio e perché chi li possiede non fa fatica a prendere il patentino di Vero Videogiocatore... e se non Videogiocatore quantomeno nerd. Il concetto di una piattaforma aperta e ultracompatta stuzzica i miei sensi, non abbastanza da acquistare il giocattolino, ma almeno abbastanza per dirvi che esiste. E' guerrilla Hardware come dico io, sta nascosto nella foresta mentre il regime avanza.
Bene, chiudiamo pure questo editoriale un po' diverso del solito, la vena scriptoria stasera non mi sostiene e quella delle scemenze ancora meno, quindi, onde evitare di scrivere boiate, vi mollo e vi saluto. Verranno altre occasioni.

“With me toora loora la, me toora loora laddie / Me toora loora la and me toora loora laddie”

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