Strip
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20 . 09 . 2008

Una patetica idiozia

Mi inquieta il sospetto che la strip odierna potrebbe essere stata influenzata, più o meno inconsciamente, da Spore. Mi inquieta ancor di più il fatto che, più vedo altre persone giocare a Spore, più mi viene in simpatia... quando poco tempo fa ho detto che Spore era una cosetta carina, ma non del mio genere.
Perciò, anche se mi rendo conto che non è nello stile del mio personaggio (da sempre arrogante e superbo), vorrei ritrattare pubblicamente quello che ho detto di cattivello su Spore: gironzolare per buffe palle di roccia nello spazio, su cui brulicano buffe creaturelle, può essere molto divertente. Anche lo spessore è notevole, sebbene non credo che si possa definire un titolo esattamente hardcore.

Oggi vorrei occuparmi di una gustosa polemica. In genere non mi importa nulla delle polemiche che nascono sui forum, dove analfabeti quattordicenni combattono le loro guerre insensate, ma questa è proprio bella. Un PR di Electronic Arts è disceso con il suo avatar fiammeggiante di gloria tra i comuni mortali del forum ufficiale di EA, e ha dispensato la seguente perla di saggezza: la versione PC di FIFA 09 sarà limitata nel gameplay rispetto alle versioni console, perché il PC medio non offre sufficiente potenza.
Ora, io sono sinceramente incuriosito. Se avesse parlato di prestazioni grafiche, non avrei degnato neppure di uno sguardo la questione, perché sarebbe stato evidente che avevamo a che fare con un mentecatto. Invece è interessante la precisazione che il problema sta nel processore, che non sarebbe in grado di gestire la mole di calcolo necessaria per l'intelligenza artificiale, la simulazione fisica, eccetera.
Certo sarebbe facile liquidare questa affermazione come una patetica idiozia, però non bisogna dimenticare che EA, a differenza della maggior parte di noi, i videogiochi li fa davvero. Mi convince poco il PR in questione quando dice che il confronto con titoli come Gears Of War, Assassin's Creed o altri è irrilevante perché FIFA 09 ha una architettura software diversa: dubito infatti che simulare il gioco del pallone sia un'impresa fantascientifica da far vergognare il Large Hadron Collider.
Il problema, non per noi ma per EA, è che purtroppo a prescindere dalle vere ragioni la versione PC è realmente inferiore a quelle console. Se davvero l'ostacolo è tecnico, i programmatori di EA sono delle schiappe ridicole. Siccome però con altri titoli hanno dimostrato il contrario, mi vien da pensare a tutta una serie di complotti da paranoici, alle spalle dei poveri piccoli videogiocatori PC.
D'altro canto, non mi importa un dannato accidente di FIFA, né delle guerre ideologiche tra PC e console, e per quanto mi riguarda la questione si chiude qua.

In chiusura, sono rimasto impressionato nell'apprendere che Nintendo è stata fondata nel 1889. All'epoca faceva carte da gioco, e anche questa è una notizia simpatica: chissà che non se ne possa trarre una miniserie per questo fumetto...
Ad ogni modo per ora qui a FTR siamo concentrati sul rilascio di The Long Ear, ormai previsto a giorni... sapete com'è, è il primo videogioco che facciamo, siamo un po' emozionati.

“I know it's been done havin' one girl who loved me /
Right or wrong /
Weak or strong”

Lo-Rez: arte, storia, web design
20 . 09 . 2008

Arroganza liquida

Era il dicembre 2006 e, approfittando del nuovo forum del network multiplayer di fresco inaugurato, il vostro Cymon discettava, guarda un po', di giochi su cellulare. Difendeva a spada tratta i suoi principi di integralismo videoludico di fronte al serpeggiante avanzare del gaming casual che passava dal telefonino, totem pseudogeek per antonomasia, pericoloso feticcio che il vero nerd maneggia con cautela, ma che i profani, accecati e stupidi, venerano come l'agnello d'oro.
In questi ultimi tempi sono inciampato nuovamente in quella discussione e, rileggendola, ho trovato due temi che si sono avverati proprio nei nostri giorni, ma non passando per i cellulari, il che dimostra che lo spirito del tempo è creatura coriacea e testarda, ma anche piuttosto duttile, capace di adattarsi alle situazionik, come se ci fosse bisogno di ricordarlo una volta di più.
Il primo tema ai tempi affrontati era nientemeno il fatto che i telefonini stavano portando i non videogiocatori verso il videoludo, espandendo il mercato e seducendo le masse. Erano gli inizi dell'attuale console war, Wii e PS3 erano ancora oggetti misteriosi e non erano ancora scese in campo le dinamiche che oggi ci sono ben note. Proprio quelle dinamiche, in particolare il potere seduttivo del Wii, realizzò quello che si era imputato ai telefonini: trascinare l'utenza casual nel gorgo del divertimento in pixel. Il processo tramite cellulare era qualcosa di subdolo, metteva in tasca alla gente l'entertinement senza che se ne accorgesse, l'approccio di Nintendo fu più d'urto: prendere le nonne e picchiargli sul cranio il wii-mote fino a convincerle che anche loro potevano divertirsi con i videogiochi. E quando il braccio era stanco di picchiare chiamare Panariello e far picchiare a lui. Questa secondo me è la dimostrazione che le vie sottili, nel mondo moderno, pagano relativamente, mentre gli assalti all'arma bianca con legioni nutrite hanno più possibilità di avere successo. La verità è che oggi il mercato dei VG per telefonini, per quella che è la mia percezione, è ancora un po' quello che è, mentre i casual hanno trovato di che diversi, tra Nintendo DS, Wii e Nicole Kidman (Nicole Kidman non è una console next gen, ma ci si può divertire un sacco lo stesso.
Il secondo tema allora trattato era forse più interessante e ha avuto nel presente degli sviluppi ancora più sorprendenti. Si disse allora che i telefonini erano una buona piattaforma per chi voleva sviluppare a basso costo. Sicuramente le limitazioni hardware e di display della piattaforma permettevano di realizzare opere di livello ragionevole anche senza avere dietro di sé 20 milioni di dollari e un team di 40 persone, ma, anche qui, l'utenza di riferimento avrebbe avuto la pazienza e l'astuzia di andare a ravanare nel mondo indie alla scoperta di capolavori misconosciuti? Difficile, l'utenza casual è solitamente profondamente influenzata dalle mode e dagli altri media, per cui un tie in o una robetta spacciata per "figata del momento" in un ambiente del genere avrebbe sempre chiuso le vie del successo a prodotti più raffinati. Se devo essere sincero, ai tempi, la mia visione della scena indipendente era pessimista a 360 gradi, quindi magari crederci mi avrebbe fatto bene, ma comunque non mi avrebbe preparato all'oggi.
Oggi, infatti, si vede un vero e proprio rifiorire dei game designer da garage grazie ai sistemi di distribuzione online di videogiochi per console, ma anche per PC, sebbene in minor misura. Giochi come Castle Crashers non vengono ostentati alle fiere come Assassin's Creed e non piazzano cartonati fuori dai Mediaworld, ma nonostante questo e nonostante siano dei semplici beat'em up a scorrimento (o addirittura shoot'em up!) con grafica gradevole ricevono voti lusinghieri su tutte le riviste del settore e finiscono in migliaia di case a seguito di pochi timidi click sul fiume prodigo del digital delivery. Insomma, non era necessario limitare fisicamente l'hardware come nel mondo dei cellulari per riappropriarsi di un po' di libertà a scapito delle major, bastava permettere all'utenza (un'utenza intelligente e affamata di stimoli) di scegliere qualcosa che non fosse il titolo delle mille fiere con dieci testimonial, dandogli la possibilità di portarselo a casa senza necessariamente farselo passare in un vicolo da uno spacciatore, ma direttamente dal canale griffato della sua console.
La conclusione di tutto ciò è che forse ai tempi di quel thread si analizzarono delle pulsioni che già covavano sotto la cenere nel mondo dei videogiochi e che, proprio perché spingevano per uscire, sono state appiccicate al primo sistema un po' fuori dall'usuale a disposizione. Il modo in cui poi le cose si sono realizzate sono state ben diverse e hanno dimostrato per l'ennesima volta che è il Vero Videogiocatore, con la sua testardaggine, il vero motore del successo, non il tizio che, in un momento di distrazione, inciampa nei videogiochi.

“LHCb sees where the antimatter's gone / ALICE looks at collisions of lead ions / CMS and ATLAS are two of a kind / They're looking for whatever new particles they can find. / The LHC accelerates the protons and the lead / And the things that it discovers will rock you in the head.” non si finisce mai di imparare

Che non passi sotto silenzio il nuovo aggiornamento. Il giorno è prossimo.

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