Strip
363
31 . 05 . 2008

Courage is solid

Non potevamo che sfoderare una strip dedicata ai loschi traffici di Cloud & Link nel settore dei MMORPG, in una settimana dominata dall'uscita di Age Of Conan.
Poco mi importa delle orge online di massa, sono videogiocatore di lunga data e l'aspetto sociale dei giochi moderni non mi ha mai convinto. O forse è tutta invidia, non ho il tempo o la determinazione per fare un secondo mestiere come richiede un MMORPG. Però auguro la miglior fortuna a Age Of Conan, nel nome sacro di R. E. Howard.
Se non fosse per il buon R. E., uno dei miei idoli sia umani che letterari, in questo gioco però non vedrei molto da salvare... la direzione artistica è raccapricciante, un esempio perfetto di come la potenza tecnica e il fotorealismo ricercato a tutti i costi possano distruggere un'ambientazione: è tutto troppo scintillante, un album di fotografie delle vacanze noioso, una galleria di comparse senza vita.

Non ho mai nascosto la mia adorazione per Metal Gear Solid, e queste colonne sono disseminate di elogi dedicati a Kojima nel corso degli anni. Eppure è curioso, neppure il fan più sfegatato può sopprimere una certa sfumatura di irritazione nei suoi sentimenti. MGS è, onestamente, troppo.
Piace alle masse, ma i più ridono della trama e degli aspetti più bizzarri e controversi, e si limitano ad apprezzare la giocabilità. Altri, che credono di essere critici raffinati, lo detestano proprio perché piace a così tanta gente, e insistono su quelli che considerano difetti. Secondo me Hideo Kojima è il più importante game designer della storia, alla faccia di Miyamoto, ma la sua è un'opera senza compromessi, che si ama o si odia, ma sempre senza capirla davvero.
Sta per essere pubblicato Metal Gear Solid 4. Dal destino di questo gioco dipendono inevitabilmente molti altri destini: quello delle esclusive, che nel mercato attuale sono un'assurdità, e quello della stessa PS3, che ormai è uscita da un po', non è più esattamente una novità, ma non ha ancora offerto una sola esclusiva decente.
Le recensioni stanno uscendo già adesso, e il voto più basso è l'8 di Eurogamer. Guardacaso, la recensione di Eurogamer è straordinaria, senz'altro uno degli esempi di giornalismo videoludico migliori che io abbia mai letto. Notate come non venga spesa una sola riga di descrizione del gameplay, delle armi, dei nemici, come invece siamo abituati a leggere da 20 anni di giornalismo mediocre e infantile. Invece il recensore si concentra sulle impressioni, e dopo aver letto i suoi commenti abbiamo la sensazione di averlo già giocato, MGS4. In sostanza, quello che si rimprovera all'ultimo episodio della saga è di essere troppo, in tutti i sensi: è un gioco debordante, a cominciare dai 50GB che occupa su Blu-Ray. Ma bisogna saperlo apprezzare con lo spirito giusto, e allora anche i suoi difetti diventano amabili.
Si vociferava di sequenze narrative da 90 minuti, ma pare che non sia un numero da prendere alla lettera... quel che è certo è che di scene non interattive ce n'è un fottìo, e la trama è del tutto impossibile da seguire. È assurda, ed è esattamente così che deve essere: Kojima non vuole raccontarci una storia coerente, la storia è solo un pretesto per farci ridere e piangere, e per spaccarci la mascella durante le coreografie più agitate. Se per fare un colpo di scena carino bisogna far morire un personaggio due, o anche tre volte o quattro, allora va bene così.
Metal Gear Solid se ne frega della coerenza e della razionalità: non si può avere coerenza e razionalità insieme a duelli a colpi di katana con un cyborg animato dal fantasma del clone del padre di un uomo creato dalla manipolazione genetica... bisogna scegliere, o una cosa o l'altra. Kojima ha fatto la sua scelta e l'ha portata alle estreme conseguenze: il suo genio è imprevedibile, è difficile da mandare giù perché è diverso da qualsiasi altro prodotto di quest'industria.
Riguardo alla parte di MGS4 che si gioca (perché nonostante tutto c'è da usare il joypad), tutti sono concordi nel dire che più di così non si poteva chiedere: meccanismi del gameplay che potrebbero alimentare giochi interi qui sono solo dettagli di un sistema più grande, sono lasciati magari come sorprese segrete che pochi giocatori scopriranno mai. Quando si ha il talento, ci si può permettere anche questo.
Per quanto mi riguarda Metal Gear Solid 4 è ragione necessaria e sufficiente per comperare una PS3, una console che peraltro non ha assolutamente nulla da offrirmi. Tranne questo, e la vaga promessa di un paio di Final Fantasy. Ma non si può dire di aver mai veramente giocato un videogioco se non si è provato Metal Gear Solid.

“We love you, Snake. Don't come back.”

Lo-Rez: arte, storia, web design
31 . 05 . 2008

A noi piace l'avventura

Questa settimana ho finito Sam&Max - hit the road , ma ho usato le soluzioni. Magari potreste pensare che avrei potuto sbirciarle un po' prima, considerando che è un gioco del 1993, ma sapete, io odio ricorrere alle soluzioni e in questo caso mi sono un tantinello impuntato.
A parte gli scherzi, lo ScummVM è una vera benedizione per gli avventurieri attempati, magari linuxari e ti permette di riscoprire giochi fondamentali, impendendogli di andare alla deriva nel tempo. I giochi che attualmente mi mette a disposizione sono un vero tesoro di avventure che, se guardate col giusto occhio, si possono considerare attuali ai nostri giorni e ancora assolutamente godibili.
Sam e Max era la copertina del mio primo TGM e in qualche modo rappresentò la consacrazione della Lucasarts come casa di produzione di avventure grafiche. Monkey Island, infatti, si poteva considerare un unicum, una saga fortunata, un capolavoro non riproducibile e dietro il successo degli Indiana Jones si poteva sempre sospettare che ci fosse il carisma dell'archeologo. Sam e Max, invece, evolvendo il giusto l'interfaccia e presentando una strepitosa grafica in quanto a colori e dettaglio si impose come IL gioco, apice della scomparsa età dell'oro.
Ho detto che si tratta di un gioco ancora godibile ai giorni nostri e infatti oggi voglio osare di più rispetto ai miei lamenti di vecchio obsoleto. Avventure come quella, come Day of the Tentacole, come i Monkey forse potreste impegnarvi a recuperarle anche voi pischelli, non come semplice retrogaming, ma assolutamente come opportunità per godere buoni giochi, anche se non si attaccano come sanguisughe alle vostre schede video, anche se non hanno poligoni e anche se credono che dipingere a mano i fondali sia una cosa buona. Le avventure grafiche sono così, sono come buoni libri, non passa mai il tempo in cui meritano di essere prese in mano e godute e non ci sono limiti tecnici che non si possano superare per goderle. Il mio consiglio è di assaggiarle, partendo proprio da Sam & Max, magari soprattutto se vi siete appassionati alla loro moderna incarnazione treddì.
Ora che cane e coniglio sono stati archiviati ho provato a cimentarmi in Indiana Jones 3, tanto per dimostrare che anch'io subisco il fascino di certe cose. La tecnologia è ancora più obsoleta, l'interfaccia ancora più legnosa, ma ci sono momenti di notevole stile comunque, anche in quella manciata di pixel.
Affondato fino alle ginocchia in questo tripudio di retrò, vorrei unirmi a un appello che Lo-Rez ha spesso fatto suo, sebbene in altri ambiti: perché sempre e comunque 3D? Come è per i picchiaduro, penso che anche le avventure grafiche non giovino in automatico di un passaggio da 2 a 3 dimensioni per quello che riguarda la loro grafica. Certo, può essere più facile produrle, visto che un modello treddì è qualcosa di più gestibile di qualche centinaio di frame, ma il fascino dei personaggi disegnati, dell'atmosfera da fumetto e dei virtuosismi grafici degli autori è qualcosa di impagabile. Vi immaginate oggi cosa si potrebbe fare, con l'HD, quando già ai tempi si aveva a che fare con veri e propri piccoli gioielli di animazione? Forse, fortunatamente, per le avventure grafiche le strade non sono proprio tutte chiuse, guardando ciò che verrà sembra che qualcuno ancora coltivi il culto del disegno, ma è vero che molti giochi, invece, hanno ceduto al rendering di modelli più o meno cubettosi.
Bene, spero di avervi convinto a fare un tentativo. Quello degli avventurieri è un club esclusivo, elitario, di gente snob, ma se fate il primo passo e provate a venirci incontro chissà che un giorno non vi accettiamo e vi invitiamo a sorseggiare con noi un bicchiere di porto nel nostro fumoir.

“Sono felice di contribuire a questa libreria stupenda, ma l'uso delle colonne mi disturba (Freud)”

Cymon: testi, storia, site admin
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